
Vittorio Feltri è uno dei giornalisti italiani più conosciuti e discussi degli ultimi decenni. Direttore di numerose testate, fondatore del quotidiano Libero e autore di diversi libri, ha costruito la propria carriera attraverso uno stile diretto, provocatorio e spesso capace di suscitare accese polemiche.
Nato a Bergamo il 25 giugno 1943, Feltri ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del giornalismo italiano, passando dal Corriere della Sera a L’Europeo, da L’Indipendente a Il Giornale, fino alla fondazione di Libero. Negli ultimi anni ha affiancato all’attività giornalistica anche l’impegno politico nelle istituzioni lombarde.
Vittorio Feltri: età e origini
Vittorio Feltri è nato a Bergamo il 25 giugno 1943. Nel 2026 ha quindi compiuto 83 anni.
La sua infanzia non fu semplice. Rimase presto senza il padre e il percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei giornalisti più noti d’Italia fu molto diverso da quello di chi intraprende immediatamente una carriera accademica.
Feltri ha raccontato in diverse occasioni aspetti della propria giovinezza, del rapporto con la scuola e delle difficoltà affrontate prima di trovare la propria strada professionale.
Il giornalismo sarebbe diventato il centro della sua vita.
Gli inizi nel giornalismo
Feltri si avvicinò al giornalismo molto giovane. Tra le sue prime esperienze ci furono alcune collaborazioni con L’Eco di Bergamo, per il quale iniziò occupandosi anche di cinema.
Il 16 dicembre 1971 si iscrisse all’Albo dei giornalisti professionisti.
Una tappa fondamentale arrivò con il Corriere della Sera, quotidiano nel quale lavorò dal 1977 al 1989, fatta eccezione per una breve parentesi nel 1983, quando assunse la direzione di Bergamo Oggi.
L’esperienza al Corriere gli consentì di consolidare la propria reputazione professionale e di lavorare anche come inviato.
La direzione de L’Europeo
Nel 1989 Vittorio Feltri divenne direttore de L’Europeo, storico settimanale italiano.
L’incarico rappresentò un passaggio importante perché gli permise di assumere un ruolo sempre più centrale nell’editoria nazionale.
Ma una delle svolte decisive della sua carriera sarebbe arrivata pochi anni dopo.
Vittorio Feltri e L’Indipendente
Nel 1992 Feltri assunse la direzione de L’Indipendente.
L’esperienza contribuì notevolmente alla sua notorietà. Feltri sviluppò ulteriormente quel modo di costruire titoli e commentare l’attualità che sarebbe diventato uno dei tratti caratteristici della sua carriera.
Il giornalista iniziò così a essere identificato non soltanto come direttore, ma come un vero personaggio pubblico.
Vittorio Feltri direttore de Il Giornale
Nel gennaio del 1994 Vittorio Feltri arrivò alla direzione de Il Giornale, prendendo il posto di Indro Montanelli.
Fu uno dei passaggi più importanti della sua carriera.
Montanelli aveva fondato il quotidiano nel 1974 e ne aveva rappresentato per anni l’identità giornalistica. L’arrivo di Feltri coincise quindi con una nuova fase della storia della testata.
Feltri rimase alla direzione fino al 1997 e sarebbe poi tornato alla guida del quotidiano nel 2009.
La nascita di Libero
Un altro momento fondamentale arrivò nel 2000, quando Vittorio Feltri lanciò il quotidiano Libero.
La nuova testata adottò fin dall’inizio un’impostazione editoriale fortemente riconoscibile, caratterizzata da titoli molto diretti, editoriali provocatori e una particolare attenzione al dibattito politico e sociale.
Feltri ne fu direttore fino al 2009.
Negli anni successivi il rapporto con Libero proseguì attraverso diversi incarichi. Dopo il ritorno a Il Giornale, tornò infatti nella testata da lui fondata e nel 2016 venne nuovamente chiamato alla direzione editoriale, incarico mantenuto fino al 2020.
Il ritorno a Il Giornale
Il rapporto di Vittorio Feltri con Il Giornale ha attraversato diverse fasi.
Dopo la prima direzione tra il 1994 e il 1997 e il ritorno tra il 2009 e il 2010, Feltri ha continuato a collaborare con il quotidiano come editorialista.
Dal 2023 ricopre nuovamente il ruolo di direttore editoriale de Il Giornale, mentre Alessandro Sallusti è direttore responsabile.
La lunga carriera di Feltri è quindi strettamente legata soprattutto a tre quotidiani: L’Indipendente, Il Giornale e Libero.
Lo stile giornalistico di Vittorio Feltri
Una delle caratteristiche che hanno reso Feltri famoso è il suo stile.
I suoi editoriali utilizzano spesso un linguaggio immediato, ironico e provocatorio. Lo stesso approccio è stato utilizzato nella costruzione delle prime pagine dei giornali da lui diretti.
Questo stile gli ha garantito grande visibilità, ma è stato anche fonte di numerose controversie.
Nel corso degli anni alcune sue dichiarazioni, editoriali e titoli hanno suscitato critiche e procedimenti disciplinari. Feltri ha spesso difeso il proprio modo di fare giornalismo richiamandosi alla libertà di espressione e al carattere provocatorio dei suoi interventi.
Le dimissioni dall’Ordine dei giornalisti
Il 25 giugno 2020, giorno del suo 77º compleanno, Feltri annunciò le proprie dimissioni dall’Ordine dei giornalisti.
La decisione arrivò dopo una serie di contrasti e procedimenti disciplinari legati ad articoli e titoli pubblicati negli anni precedenti.
Non significò tuttavia l’abbandono dell’attività editoriale: Feltri ha continuato a scrivere e a ricoprire incarichi nei quotidiani.
Vittorio Feltri e la politica
Negli ultimi anni Feltri è entrato direttamente anche nelle istituzioni.
Nel 2021 è stato eletto consigliere comunale a Milano, mentre nel 2023 è stato eletto nel Consiglio regionale della Lombardia nelle liste di Fratelli d’Italia.
Secondo la documentazione ufficiale del Consiglio regionale, nel 2026 Feltri risulta ancora consigliere regionale lombardo.
La sua attività istituzionale ha continuato a intrecciarsi con quella giornalistica e con le frequenti dichiarazioni sui temi dell’attualità.
Le polemiche
La carriera di Vittorio Feltri è stata accompagnata da numerose polemiche.
Il giornalista non ha mai nascosto la propria propensione alla provocazione e alcune sue dichiarazioni hanno provocato forti reazioni politiche e mediatiche.
Una delle controversie più note degli ultimi anni risale al 2024, quando alcune dichiarazioni sui ciclisti pronunciate durante un evento a Milano provocarono proteste e richieste di dimissioni dal Consiglio regionale della Lombardia.
Le opposizioni presentarono una richiesta per discutere una mozione che lo invitava alle dimissioni, ma l’urgenza della mozione non venne approvata dal Consiglio.
Feltri respinse la richiesta di lasciare l’incarico, sostenendo che le sue parole fossero state interpretate in maniera diversa dalle sue intenzioni.
Vittorio Feltri: moglie e figli
Anche la vita privata di Vittorio Feltri è stata segnata da avvenimenti molto dolorosi.
In giovane età rimase vedovo con due figlie molto piccole.
Successivamente si è risposato con Enoe Bonfanti, con la quale ha costruito una lunga relazione.
Feltri è padre di quattro figli. Tra loro il più conosciuto dal pubblico è Mattia Feltri, che ha seguito le orme paterne diventando a sua volta giornalista.
Nonostante la sua immagine pubblica spesso dura e polemica, Feltri ha parlato in numerose interviste con toni molto personali del rapporto con la moglie, i figli e la famiglia.
I libri di Vittorio Feltri
Parallelamente all’attività giornalistica, Vittorio Feltri ha pubblicato numerosi libri.
Tra i titoli più conosciuti figurano Buoni e cattivi. Le pagelle con il voto ai personaggi conosciuti in 50 anni di giornalismo, Il Quarto Reich. Come la Germania ha sottomesso l’Europa, Non abbiamo abbastanza paura. Noi e l’Islam, Il vero cafone, Chiamiamoli ladri, Il borghese, L’irriverente e Ritratti di campioni.
Negli anni più recenti sono arrivati anche Come era bello l’inizio della fine. I grandi incontri della mia vita, Fascisti della parola e, nel 2024, Il latino lingua immortale. Perché è più vivo che mai.
Nei suoi libri Feltri alterna ricordi autobiografici, incontri con personaggi famosi, riflessioni sul giornalismo e commenti sulla società italiana.
Vittorio Feltri oggi
Nel 2026 Vittorio Feltri ha 83 anni e continua a essere presente nel panorama giornalistico e politico italiano.
È direttore editoriale de Il Giornale e risulta componente del Consiglio regionale della Lombardia.
Nel giugno 2026 sono stati inoltre celebrati i suoi 60 anni di attività giornalistica, ulteriore testimonianza della durata eccezionale della sua carriera.
Indipendentemente dai giudizi sul suo stile e sulle sue posizioni, Vittorio Feltri rappresenta una figura che ha attraversato una parte significativa della storia recente della stampa italiana.
Dagli inizi a Bergamo al Corriere della Sera, passando per L’Europeo e L’Indipendente, fino alle direzioni de Il Giornale e alla fondazione di Libero, la sua biografia coincide in parte con l’evoluzione del giornalismo politico italiano degli ultimi sessant’anni.
































