
La morte di Emma Bonino, avvenuta l’11 settembre 2026 all’età di 78 anni, ha provocato una quantità enorme di reazioni. Accanto ai messaggi di cordoglio e ai riconoscimenti per una protagonista di oltre cinquant’anni di politica italiana, sui social sono comparsi commenti molto duri, soprattutto da parte di persone che si dichiarano cattoliche o cristiane.
Per capire perché la figura di Emma Bonino abbia provocato reazioni tanto diverse bisogna tornare alle battaglie che hanno caratterizzato la sua vita politica.
Bonino è stata infatti una delle figure simbolo del radicalismo italiano e ha sostenuto posizioni che, su alcuni temi fondamentali, si trovano in aperto contrasto con la morale cattolica.
Il punto di maggiore scontro è stato senza dubbio l’aborto.
Emma Bonino e l’aborto: l’origine dello scontro con il mondo cattolico
Il rapporto conflittuale tra Emma Bonino e una parte consistente del mondo cattolico nasce negli anni Settanta.
All’epoca l’aborto era illegale in Italia e Bonino divenne una delle protagoniste della campagna radicale per la sua depenalizzazione e successiva legalizzazione.
La sua non fu soltanto una battaglia parlamentare.
Bonino partecipò direttamente alle iniziative di disobbedienza civile organizzate dai radicali e si autodenunciò insieme ad altri esponenti del movimento.
Quella battaglia contribuì al cambiamento culturale e politico che accompagnò l’approvazione nel 1978 della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Per i sostenitori di Bonino, questa rappresentò una delle grandi conquiste italiane nel campo dell’autodeterminazione femminile.
Per molti cattolici, invece, rappresentò esattamente il contrario.
Perché l’aborto rappresenta un punto così importante per i cristiani?
Per comprendere la durezza dello scontro bisogna considerare che per la Chiesa cattolica la tutela della vita umana dal concepimento non rappresenta una semplice posizione politica.
È una questione morale fondamentale.
Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che la vita umana deve essere rispettata e protetta fin dal concepimento e considera l’aborto volontario moralmente inaccettabile.
Di conseguenza, per un cattolico convinto di questa posizione, l’attività politica volta a facilitare o difendere l’aborto non viene percepita semplicemente come una scelta legislativa differente.
Viene considerata una battaglia contro la vita umana innocente.
È questo il motivo principale per cui Emma Bonino è rimasta per decenni una delle figure politiche più contestate dagli ambienti pro-life cattolici.
Non soltanto aborto
Lo scontro, tuttavia, non riguardava esclusivamente l’interruzione volontaria della gravidanza.
Il movimento radicale di Marco Pannella ed Emma Bonino ha combattuto numerose battaglie sui cosiddetti diritti civili e sull’autodeterminazione individuale.
In diversi casi queste posizioni si sono scontrate con quelle sostenute dalla Chiesa cattolica.
Tra i temi più controversi ci sono stati l’eutanasia e il fine vita, la liberalizzazione delle droghe, la concezione della famiglia e della sessualità e, soprattutto, la rivendicazione di una forte autonomia dell’individuo nelle scelte che riguardano il proprio corpo.
Alla base dello scontro esiste quindi anche una differenza culturale più profonda.
Il radicalismo pone tradizionalmente una fortissima enfasi sulla libertà individuale.
Il cristianesimo sostiene invece che la libertà dell’uomo non sia assoluta e debba confrontarsi con il valore della vita, con la responsabilità verso gli altri e, nella prospettiva religiosa, con una legge morale che non dipende semplicemente dalla volontà individuale.
Due concezioni che, su determinate questioni, inevitabilmente entrano in collisione.
Perché dopo la morte di Emma Bonino ci sono stati tanti commenti negativi?
Dopo la notizia della morte di Emma Bonino, i social network hanno mostrato chiaramente quanto questa contrapposizione sia ancora viva.
Molti utenti hanno ricordato soprattutto le sue battaglie per i diritti civili, l’opposizione alla pena di morte, l’impegno contro le mutilazioni genitali femminili, le campagne internazionali e l’attività politica europea.
Altri hanno reagito in maniera completamente diversa.
Per una parte del mondo pro-life, infatti, la morte non cancella il giudizio storico sulle battaglie condotte da Bonino a favore dell’aborto.
Da qui sono nati commenti estremamente critici e, in alcuni casi, vere e proprie manifestazioni di ostilità.
Il fenomeno è stato amplificato dalla natura dei social network, dove una figura pubblica fortemente divisiva tende a essere ridotta alla battaglia per la quale viene maggiormente amata o contestata.
Emma Bonino rappresenta un caso particolarmente evidente.
Le polemiche sui funerali di Stato
La contrapposizione è arrivata anche alla discussione sui funerali di Stato.
Alcuni esponenti e utenti contrari all’aborto hanno contestato l’omaggio istituzionale, sostenendo che lo Stato non avrebbe dovuto trasformare il funerale in una celebrazione delle battaglie politiche della leader radicale.
Anche queste prese di posizione hanno provocato fortissime reazioni sui social.
Il dibattito ha quindi rapidamente superato il giudizio sulla persona per trasformarsi nuovamente nello scontro tra due visioni opposte della società italiana.
Ma è corretto dire che “i cristiani odiavano Emma Bonino”?
No.
È importante fare questa distinzione.
Non tutti i cristiani hanno avuto lo stesso giudizio su Emma Bonino e, soprattutto, condannare determinate battaglie politiche non significa necessariamente odiare la persona che le ha sostenute.
Dopo la sua morte, proprio all’interno del mondo cattolico sono comparsi interventi che hanno ribadito la radicale opposizione alle sue posizioni sull’aborto, invitando però contemporaneamente al rispetto della persona e alla preghiera.
È una distinzione profondamente cristiana: un credente può giudicare moralmente sbagliata un’azione senza pretendere di conoscere il destino eterno della persona che l’ha compiuta.
Il rapporto sorprendente con Papa Francesco
A dimostrare quanto il quadro fosse più complesso delle contrapposizioni politiche c’è anche il rapporto tra Emma Bonino e Papa Francesco.
Nonostante le profonde divergenze sull’aborto, Francesco mostrò pubblicamente rispetto per alcune battaglie umanitarie della leader radicale.
Nel novembre 2024, quando Bonino aveva avuto seri problemi di salute, il Papa andò personalmente a trovarla nella sua abitazione romana.
È un episodio particolarmente significativo.
Papa Francesco non aveva certo modificato la posizione della Chiesa sull’aborto. Eppure questo non gli impedì di incontrare personalmente una donna le cui idee su quel tema erano lontanissime dalla dottrina cattolica.
L’episodio mostra la differenza tra opposizione morale e politica e rapporto con la persona.
Le battaglie di Bonino apprezzate anche da alcuni cattolici
Ridurre l’intera vita politica di Emma Bonino alla questione dell’aborto sarebbe comunque storicamente incompleto.
Bonino combatté anche contro la pena di morte, le mutilazioni genitali femminili, la fame nel mondo e diverse forme di autoritarismo.
Si occupò inoltre dei diritti delle donne in Afghanistan e di numerose emergenze umanitarie internazionali.
Alcune di queste battaglie potevano trovare punti di contatto con la sensibilità cristiana.
Proprio per questo il giudizio cattolico sulla sua figura non è mai stato completamente uniforme.
La contraddizione sottolineata dal mondo pro-life
Una delle critiche più frequenti provenienti dagli ambienti cattolici riguarda proprio quella che considerano una contraddizione fondamentale della sua attività politica.
Emma Bonino è stata una delle più importanti oppositrici internazionali della pena di morte.
Per il movimento pro-life, però, la difesa della vita dovrebbe comprendere anche il bambino non ancora nato.
Da questa prospettiva nasce la domanda che molti suoi critici cattolici hanno ripetuto negli anni: come si può difendere la vita di un condannato a morte e contemporaneamente sostenere il diritto all’aborto?
I sostenitori di Bonino risponderebbero che le due questioni sono profondamente diverse perché considerano centrale il diritto della donna a decidere sulla propria gravidanza.
È precisamente qui che emerge una delle fratture etiche più profonde tra la cultura radicale e quella cattolica.
Perché la sua morte ha riaperto uno scontro vecchio di cinquant’anni
La durezza delle discussioni successive alla morte di Emma Bonino si comprende quindi soltanto conoscendo la storia italiana degli ultimi cinquant’anni.
Per una parte dell’Italia, Bonino rappresenta la conquista dei diritti civili, l’emancipazione femminile e la libertà individuale.
Per una parte del mondo cattolico e pro-life rappresenta invece una protagonista della trasformazione culturale che ha portato a considerare l’aborto un diritto.
Sono due interpretazioni quasi opposte della stessa storia.
La sua morte non poteva cancellare improvvisamente una contrapposizione durata mezzo secolo.
I commenti di odio sono però compatibili con il cristianesimo?
Qui bisogna distinguere nettamente la critica dall’odio.
Un cristiano può considerare profondamente sbagliate le battaglie di Emma Bonino sull’aborto e continuare a dirlo anche dopo la sua morte.
Diverso è gioire della morte di una persona, insultarla o pretendere di stabilire quale sia stato il suo destino davanti a Dio.
Il Vangelo invita infatti a non rispondere al male con l’odio e a non arrogarsi il giudizio ultimo sulle persone.
È significativo che proprio dopo la morte di Bonino alcune voci cattoliche abbiano invitato a “dire la verità senza la rabbia”: ricordare quindi ciò che il cattolicesimo considera sbagliato nelle sue battaglie senza trasformare la sua morte in un’occasione di vendetta.
Emma Bonino, una figura destinata a dividere anche dopo la morte
Probabilmente la figura di Emma Bonino continuerà a dividere l’opinione pubblica italiana ancora a lungo.
È difficile immaginare diversamente per una donna che ha dedicato più di mezzo secolo a battaglie politiche riguardanti alcuni dei temi morali più delicati: nascita, morte, sessualità, libertà individuale e rapporto tra Stato e religione.
Per molti laici rimarrà una protagonista fondamentale dell’espansione dei diritti civili.
Per molti cristiani rimarrà invece soprattutto la donna che contribuì alla battaglia politica e culturale per la legalizzazione dell’aborto in Italia.
Ma proprio la prospettiva cristiana introduce un’ultima distinzione fondamentale.
Giudicare una battaglia non significa giudicare definitivamente un’anima.
Un cristiano può affermare con fermezza che l’aborto è moralmente sbagliato e contestare l’eredità politica di Emma Bonino. Ma davanti alla morte, il giudizio ultimo sulla persona, secondo la fede cristiana, appartiene a Dio.

































