Valentina Petrillo, prima atleta transgender: “Mi accusano di non essere un buon padre”

Valentina Petrillo, nata come Fabrizio, è la prima atleta transgender a gareggiare nelle competizioni per donne.

Durante l’ultima puntata di “Zona Bianca”, si è parlato molto di lei e della sua storia. In un servizio infatti, ha spiegato come sia stata in grado di partecipare agli Europei paralimpici che si son tenuti in Polonia, nonostante le numerose difficoltà.

A tal proposito, ha voluto commentare che preferisce essere una donna lenta ma felice piuttosto che un uomo veloce ma triste. Questo perché la corsa rappresenta per lei una vera e propria fonte di felicità. Ecco alcune sue parole a riguardo, riportate anche da tgcom 24 ed altri siti web:

“Preferisco essere una donna più lenta, ma felice, che un uomo più veloce ma triste io amo correre e lo potrò fare nella categoria che sento più mia, quella femminile. Ne ho risentito tantissimo… prima avevo bisogno di meno tempo di recupero, la mia prestazione sui 400 metri è quasi undici secondi più lenta rispetto a prima”. (Fonte: Tgcom24)

Valentina Petrillo “Mi accusano di non essere un buon padre”

Nel corso dell’intervista del programma Zona Bianca, la Petrillo ha voluto fare alcuni accenni anche alle discriminazioni subite.

Il suo cambio genere non è di certo passato inosservato. Pur essendo nel 2021, c’è chi non ha visto di buon occhio la cosa, definendola un cattivo padre, in quanto ora donna. Ma Valentina continua ad andare avanti a testa alta, nonostante le dicerie delle persone con la mentalità chiusa.

Ecco cosa ha detto a riguardo:

“Non è assolutamente vero che un uomo possa svegliarsi la mattina e gareggiare con le donne. Tra l’altro, mi accusano di non essere un buon padre perché ora sono una donna ma il Ddl Zan non è una legge bavaglio, una società più libera è una società più felice”. (Fonte: Tgcom24)

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