Paolo Villaggio, il figlio Pierfrancesco parla della droga e del difficile rapporto col padre:

Pierfrancesco, il secondogenito di Paolo Villaggio, ha voluto parlare di sé.

Egli è il figlio avuto insieme a Maura Albites e già tempo fa, finì sotto i riflettori per via della droga. Infatti, tempo fa, l’uomo rivelò di essere dipendente dalla droga e più precisamente dall’eroina. Questa sua debolezza, sarebbe stata causata proprio dal padre.

Andando nello specifico, sembrerebbe proprio che il complicato rapporto tra i due, abbia scaturito in lui la voglia di provare queste sostanze. Tra padre e figlio c’era poco dialogo e soprattutto poca presenza da parte di Paolo.

E proprio l’altra sera, Pierfrancesco ha partecipato a “Io li conoscevo bene”, una nuova trasmissione in onda su rai 3. Quest’ultima, ha come scopo quello di trattare tutti quei personaggi dello spettacolo che hanno lasciato il segno nella storia, nell’ultimo secolo.

Paolo Villaggio, un padre assente?

In realtà, durante un’intervista per Barbara D’Urso a Domenica Live, il figlio Pierfrancesco aveva spiegato che la colpa non fosse esclusivamente sua.

Riguardo a ciò, disse:

A proposito della relazione col padre, Pierfrancesco aveva chiarito tutto nel corso di un intervento nella trasmissione Domenica Live:

“Non è stata colpa di mio padre. Ma ho sofferto un’assenza, una mancanza dei miei genitori. Mio padre era impegnato con il suo lavoro, che lo portava via. Forse ero solo più sensibile degli altri bambini, avevo bisogno di una guida e lui non c’è stato, in buona fede, ma non c’è stato. A 17 anni ho iniziato a ricorrere all’eroina. Soffrivo una situazione di disagio, mi sentivo un pesce fuor d’acqua, ero timido. Un mio amico mi ha detto se volevo provare quella polvere, lui era già tossico e io l’ho provata senza pensarci. E’ durato fino al 1984 e sono stato anche arrestato con del metadone”. (Fonte: Il Mattino)

Le cose però, sembrerebbero essere migliorate negli ultimi anni, prima della morte di Paolo Villaggio. A tal proposito, il figlio ha spiegato che “la rabbia si è trasformata in tenerezza” e che ad oggi ha curato definitivamente la sua dipendenza dalla droga.

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