
Il Toscana virus, abbreviato in TOSV, è un virus trasmesso all’essere umano attraverso la puntura di flebotomi infetti, piccoli insetti conosciuti comunemente come pappataci. Circola soprattutto nei Paesi dell’area mediterranea durante i mesi caldi.
Nonostante il nome, il virus non è presente esclusivamente in Toscana. È stato individuato in diverse regioni italiane e in altri Paesi europei e mediterranei, tra cui Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia e Cipro.
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica oppure provoca disturbi lievi e di breve durata. In una minoranza di persone il virus può però raggiungere il sistema nervoso centrale e causare meningite, meningoencefalite o encefalite.
Che cos’è il Toscana virus?
Il Toscana virus è un arbovirus, cioè un virus trasmesso da artropodi. Appartiene al genere Phlebovirus e alla famiglia Phenuiviridae.
Fu isolato per la prima volta nel 1971 da alcuni flebotomi raccolti nella zona di Monte Argentario, in provincia di Grosseto. Il nome deriva quindi dal luogo nel quale venne identificato inizialmente e non indica che l’infezione sia limitata alla Toscana.
Il virus presenta un particolare tropismo per il sistema nervoso centrale. Per questo motivo viene preso in considerazione tra le possibili cause di meningite ed encefalite virale durante l’estate.
Secondo l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’infezione è presente in diversi Paesi del Mediterraneo e si manifesta prevalentemente durante la stagione calda.
Come si trasmette?
La principale modalità di trasmissione è la puntura di un flebotomo infetto. In Italia sono coinvolte soprattutto alcune specie del genere Phlebotomus, tra cui Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi.
I flebotomi sono insetti molto piccoli, lunghi generalmente pochi millimetri. Assomigliano a minuscole zanzare, ma hanno caratteristiche e abitudini differenti.
Sono maggiormente attivi:
- dal tramonto all’alba;
- durante i mesi caldi;
- in ambienti umidi e riparati;
- vicino a muri, crepe, cantine e ricoveri per animali;
- nelle aree rurali e periurbane;
- in giardini con materiale organico e vegetazione.
La puntura può passare inosservata perché il flebotomo è piccolo e silenzioso.
Il Toscana virus si trasmette da persona a persona?
La normale trasmissione del Toscana virus avviene attraverso la puntura del flebotomo. Non viene considerato un virus che si diffonde comunemente da persona a persona mediante tosse, starnuti, contatto fisico, alimenti o acqua.
Non è quindi un’infezione contagiosa come l’influenza o il Covid-19. Stare nella stessa stanza con una persona infetta non rappresenta la consueta modalità di trasmissione.
Sono state pubblicate osservazioni scientifiche sulla possibile presenza del virus in alcuni liquidi biologici, ma il significato clinico e le eventuali modalità alternative di trasmissione non sono ancora completamente chiariti. La puntura del flebotomo rimane la via epidemiologicamente riconosciuta.
Qual è il periodo più a rischio?
La maggior parte delle infezioni viene osservata tra la tarda primavera e l’autunno, quando i flebotomi sono maggiormente attivi.
In Italia il periodo di circolazione può andare indicativamente da maggio a ottobre, con variazioni determinate da clima, territorio e condizioni ambientali. Nelle zone più calde, l’attività degli insetti può prolungarsi.
Il rischio non riguarda soltanto chi vive in Toscana. Il virus è stato rilevato anche in altre aree italiane, con una presenza significativa in alcune regioni del Centro e del Nord.
L’aumento delle temperature e i cambiamenti climatici potrebbero influenzare la distribuzione e la durata dell’attività dei vettori.
Sintomi del Toscana virus
Molte infezioni non provocano sintomi e passano inosservate. Quando la malattia si manifesta, può assomigliare inizialmente a una sindrome influenzale.
I sintomi più comuni comprendono:
- febbre improvvisa;
- forte mal di testa;
- stanchezza;
- dolori muscolari;
- nausea;
- vomito;
- malessere generale;
- dolore agli occhi;
- sensibilità alla luce.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le forme febbrili lievi tendono frequentemente a risolversi nell’arco di circa una settimana senza necessità di assistenza specifica. Proprio per questo numerose infezioni non vengono diagnosticate.
Quando il virus provoca meningite o encefalite?
In una minoranza di casi il Toscana virus può coinvolgere il sistema nervoso centrale. Le principali manifestazioni neurologiche sono:
- meningite;
- meningoencefalite;
- encefalite.
La meningite è un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. L’encefalite interessa invece direttamente il tessuto cerebrale. La meningoencefalite coinvolge entrambe le strutture.
I possibili segnali di un interessamento neurologico includono:
- mal di testa molto intenso;
- rigidità del collo;
- febbre elevata;
- vomito ripetuto;
- forte fastidio provocato dalla luce;
- sonnolenza insolita;
- confusione;
- difficoltà a rimanere svegli;
- alterazioni del comportamento;
- convulsioni;
- perdita di coscienza.
In presenza di questi sintomi è necessario richiedere immediatamente assistenza medica. Non bisogna aspettare che il disturbo passi spontaneamente.
Quanto dura l’incubazione?
Il periodo di incubazione corrisponde al tempo trascorso tra la puntura infettante e la comparsa dei sintomi.
Le informazioni disponibili non permettono di stabilire un intervallo valido per tutti i pazienti. Uno studio sulle forme neuroinvasive associate ai viaggi ha stimato un periodo medio di incubazione di circa 12 giorni, ma sono possibili variazioni individuali.
Quando si riferiscono i sintomi al medico è utile segnalare eventuali punture di insetti, soggiorni in aree rurali, campeggi o viaggi nei Paesi mediterranei avvenuti nelle settimane precedenti.
Chi rischia le forme più gravi?
L’infezione può colpire persone di ogni età. Molti casi rimangono asintomatici, mentre altri causano una breve malattia febbrile.
La probabilità di sviluppare una forma neurologica non è ancora completamente definita. L’età avanzata e condizioni capaci di indebolire le difese immunitarie possono aumentare la vulnerabilità alle complicazioni di diverse infezioni, ma una meningite virale può verificarsi anche in persone giovani e precedentemente sane.
È importante non allarmarsi dopo una comune puntura di insetto: la grande maggioranza delle punture non trasmette il Toscana virus.
Come viene diagnosticato?
I sintomi non sono sufficienti per riconoscere con certezza l’infezione, perché possono essere simili a quelli provocati da altri virus o batteri.
Il medico valuta:
- sintomi presenti;
- periodo dell’anno;
- luogo di residenza o soggiorno;
- attività svolte all’aperto;
- eventuali punture di insetto;
- presenza di segnali neurologici.
La diagnosi può richiedere esami del sangue e test molecolari o sierologici specifici. Nelle forme con sospetta meningite o encefalite può essere necessario esaminare il liquido cerebrospinale attraverso una puntura lombare.
Gli accertamenti servono anche a escludere altre cause che richiederebbero trattamenti differenti, come la meningite batterica.
Esiste una cura?
Non esiste attualmente una terapia antivirale specifica approvata per eliminare il Toscana virus. Il trattamento è principalmente sintomatico e di supporto.
Nelle forme lievi il medico può consigliare riposo, idratazione e farmaci per controllare febbre e dolore, scelti in base alle condizioni individuali.
Le forme neurologiche richiedono invece il ricovero ospedaliero, il monitoraggio delle funzioni vitali e la gestione delle eventuali complicazioni.
Gli antibiotici non agiscono contro il Toscana virus perché si tratta di un’infezione virale. Possono essere impiegati inizialmente soltanto quando i medici non hanno ancora escluso una meningite batterica o se è presente una concomitante infezione da batteri.
Il Toscana virus è mortale?
La maggior parte delle infezioni è asintomatica o lieve. Anche molte forme neurologiche evolvono positivamente con un’assistenza adeguata.
Sono tuttavia possibili quadri severi e sono stati descritti rarissimi casi fatali. Per questo i sintomi compatibili con meningite o encefalite devono essere valutati urgentemente.
Non bisogna confondere la possibilità di una complicazione grave con la probabilità che essa avvenga: una puntura di pappatacio non significa automaticamente aver contratto il virus e un’infezione non determina necessariamente una meningite.
Esiste un vaccino?
Al momento non è disponibile un vaccino specifico contro il Toscana virus. La prevenzione si basa quindi sulla riduzione delle punture di flebotomo.
Come proteggersi dai flebotomi
Le misure preventive sono particolarmente utili durante l’estate e nelle zone in cui gli insetti sono presenti.
È consigliabile:
- applicare repellenti adatti sulla pelle esposta;
- indossare pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe dal tramonto;
- utilizzare zanzariere a maglia molto fitta;
- impiegare ventilatori o aria condizionata;
- evitare di lasciare finestre aperte senza protezione durante la notte;
- mantenere pulite le aree esterne;
- eliminare accumuli di foglie e materiale organico;
- sigillare crepe e fessure nei muri;
- limitare la permanenza all’aperto nelle ore serali, se i flebotomi sono numerosi.
Le normali zanzariere possono non essere sempre sufficienti, perché i flebotomi sono più piccoli delle zanzare. È preferibile utilizzare reti con maglie particolarmente strette.
I repellenti devono essere applicati seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta. Per bambini, donne in gravidanza e persone con particolari condizioni di salute è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista.
Flebotomi e zanzare sono la stessa cosa?
No. Flebotomi e zanzare sono insetti diversi.
I flebotomi:
- sono generalmente più piccoli;
- hanno un volo breve e silenzioso;
- sono attivi soprattutto nelle ore serali e notturne;
- si sviluppano in terreni umidi e ricchi di materiale organico;
- possono attraversare reti con maglie non sufficientemente fitte.
Le zanzare depongono invece frequentemente le uova nell’acqua stagnante. Eliminare i ristagni è fondamentale contro le zanzare, ma la prevenzione dei flebotomi richiede anche la pulizia del terreno, delle fessure e delle zone umide riparate.
Toscana virus e West Nile: quali differenze?
Toscana virus e West Nile virus sono entrambi arbovirus, ma vengono trasmessi da vettori differenti.
Il Toscana virus è trasmesso principalmente dai flebotomi. Il West Nile virus viene invece trasmesso dalle zanzare, soprattutto del genere Culex.
Entrambi possono, raramente, interessare il sistema nervoso centrale e provocare meningite o encefalite. Per distinguerli sono necessari esami di laboratorio specifici.
Quando rivolgersi al medico
È opportuno contattare il medico in presenza di febbre e forte mal di testa dopo numerose punture di insetto o un soggiorno in un’area mediterranea durante la stagione calda.
Bisogna richiedere assistenza urgente se compaiono:
- rigidità del collo;
- mal di testa improvviso e molto intenso;
- confusione;
- sonnolenza anomala;
- vomito persistente;
- convulsioni;
- perdita di coscienza;
- difficoltà a parlare o muovere una parte del corpo.
Questi sintomi possono essere provocati da diverse condizioni gravi e non devono essere attribuiti autonomamente al Toscana virus.
In sintesi
Il Toscana virus è un’infezione trasmessa dalla puntura dei flebotomi e presente in diverse aree del Mediterraneo. Nonostante il nome, non è limitato alla regione Toscana.
La maggior parte delle infezioni non causa disturbi o determina una sindrome febbrile destinata a risolversi. In una minoranza di casi il virus può raggiungere il sistema nervoso e provocare meningite, meningoencefalite o encefalite.
Non esistendo un vaccino o un antivirale specifico, la strategia principale consiste nel prevenire le punture, soprattutto dal tramonto all’alba durante i mesi caldi. Febbre accompagnata da forte cefalea, rigidità del collo, confusione o sonnolenza richiede una valutazione medica tempestiva.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico.

































