
Un bicchiere di vino e birra al giorno fa invecchiare il cervello di due anni.
A confermarlo è uno studio, pubblicato su “Nature Communications”, dove sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta sui dati di più di 36.000 persone adulte.
In base a quanto emerge dalle dichiarazioni dei ricercatori, esisterebbe una vera e propria correlazione tra il consumo di alcool e la riduzione del volume cerebrale. Esso inizierebbe a manifestarsi persino con un livello medio di consumo di alcolici.
Si parla di un equivalente invecchiamento di due anni. Di conseguenza, nel momento in cui si decide di passare da due a tre unità alcooliche alla stessa età sarebbe come invecchiare di tre anni e mezzo.
A confermarlo è Henry Kranzler, ovvero il direttore del Center for Studies of Addiction, dell’università della Pennsylvania. Egli, è uno dei rappresentanti dello studio e dichiara:
“Questi risultati contrastano con le linee guida scientifiche e governative sui limiti di consumo sicuro. Ad esempio, sebbene l’Istituto nazionale per l’abuso di alcool e l’alcoolismo raccomandi alle donne di consumare in media non più di una unità al giorno, i limiti raccomandati per gli uomini sono il doppio, una quantità che supera il livello di consumo associato nello studio con la diminuzione del volume del cervello”.
Vino e birra invecchiano il cervello di due anni
Nello specifico, i ricercatori hanno usato la Biobanca britannica, vale a dire un set di dati con informazioni genetiche e mediche, in riferimento ad mezzo milione di adulti britannici di mezza età e anziani.
Si sono serviti delle risonanze magnetiche del cervello di oltre 36.000 adulti, stimando il volume della materia bianca e grigia in diverse regioni del cervello.
Gideon Nave dichiara: “Avere questo set di dati è come avere un microscopio o un telescopio con un obiettivo più potente. Ottieni una risoluzione migliore e inizi a vedere schemi e associazioni che prima non riuscivi a cogliere”.
Confrontando i vari dati, hanno scoperto che il volume della materia grigia e bianca si riduceva proprio in relazione al consumo di alcool. Incredibile vero?

































