Protrusione discale: cause, sintomi e cura

Con l’espressione protrusione discale ci si riferisce ad una deformazione dello strato più esterno di un disco intervertebrale della colonna.

Di conseguenza, quest’ultima appare un po’ più schiacciata e spostata rispetto agli altri dischi dell’area intervertebrale. Esistono diversi tipi di protrusione discale, come ad esempio cervicale, toracica o lombare (a seconda della zona interessata).

Ma quali sono le cause principali che portano all’insorgenza di tale problematica? Scopriamone di più!

Protrusione discale cause

Per prima cosa, bisogna dire che la protrusione discale si manifesta nelle persone anziane.

Questo perché a differenza dei dischi intervertebrali giovani, c’è una minor quantità di acqua. Quest’ultima, garantisce resistenza ed allo stesso tempo elasticità, fungendo da vero e proprio ammortizzante.

Nel momento in cui si va incontro all’invecchiamento, i dischi intervertebrali subiscono una lenta degenerazione. Ciò significa che la quantità di acqua diminuisce sempre di più, fino a rendere questa zona del corpo più fragile e maggiormente predisposta a rotture e deformazioni.

Allo stesso tempo però, l’avanzare dell’età non risulta essere l’unico fattore scatenante della protrusione discale.

Raramente infatti, essa può presentarsi in soggetti più giovani, i quali però conducono uno stile di vita scorretto. Pertanto, tra le cause bisogna citare anche:

  • Il fumo
  • L’obesità
  • L’assunzione di posture errate
  • Alimentazione non sana
  • Troppa e scorretta attività fisica
  • Indebolimento muscolare
  • Traumi alla colonna vertebrale
  • Errati sollevamenti di pesi

E tanto altro ancora…

Protrusione discale sintomi

A questo punto ci si chiede: come ci si accorge di essere affetti da protrusione discale?

Come potete ben immaginare, ci sono vari sintomi che fungono da vero e proprio campanello d’allarme. Ecco i più comuni:

  • Dolore di tipo cronico nella zona locale
  • Sensazione di intorpidimento
  • Rigidità negli arti superiori o inferiori
  • Formicolio alle braccia o alle gambe
  • Senso di debolezza muscolare
  • Infiammazione del nervo sciatico
  • Dolore al collo, alle mani, al viso, alle spalle, ai polsi
  • Piccole scossette derivate dalla compressione dei nervi spinali

Ovviamente, questi sono soltanto alcuni dei sintomi che potrebbero manifestarsi.

Tra l’altro, non tutti presentano gli stessi disagi, in quanto la sintomatologia è abbastanza soggettiva. E come vi abbiamo già detto in precedenza, la protrusione discale può essere di varie tipologie. Pertanto, quella toracica, sarà sicuramente differente da quella lombare o cervicale (le ultime due risultano essere le più frequenti).

Ma non è tutto. C’è persino chi presenta una protrusione discale asintomatica. Di conseguenza, non percepisce chissà quale dolore in quanto non avviene una compressione dei nervi spinali circostanti. Sono questi ultimi a determinare una serie di dolori che coinvolgono gran parte del nostro corpo.

Protrusione discale diagnosi

In che modo è possibile effettuare una diagnosi per la protrusione discale?

A tal proposito, sappiate che ci sono diversi esami specifici. Solitamente, si parla di test obiettivo e anamnesi medica accurata. Essi consentono all’esperto di individuare il quadro clinico in maniera generale, in termini di caratteristiche e gravità.

Dopodiché, si passa ad un attento esame neurologico, il quale si rivela davvero molto importante per capire dove avviene la compressione nervosa. Inoltre, ci consente di comprendere al meglio lo stato di salute dei nervi spinali e tanti altri fattori.

Tuttavia, andando nello specifico si procede quasi sempre ai seguenti accertamenti:

  • La risonanza magnetica nucleare (RMN) della colonna vertebrale
  • La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) della colonna vertebrale
  • L’elettromiografia

Entrambi i test non provocano alcun tipo di dolore e forniscono immagini importanti inerenti alla zona in questione. C’è da dire però che a differenza della risonanza magnetica nucleare, la TAC comporta un’esposizione del soggetto a delle radiazioni (dette ionizzanti), che non vanno di certo sottovalutate.

Per quanto riguarda l’elettromiografia invece, si mira all’individuazione dei sintomi e alle attività elettriche muscolari. Ovviamente, si andranno a valutare quelle dell’area in cui il paziente percepisce dolore.

Protrusione discale cura

Qual è la cura per la protrusione discale?

Innanzitutto, bisogna dire che non esiste una terapia universale. Questo perché come vi abbiamo già detto all’inizio dell’articolo, essa varia a seconda del caso specifico. Proprio per tale motivo, la diagnosi si rivela importantissima per l’individuazione di un trattamento idoneo.

A seconda della gravità, il medico curante vi consiglierà la via più adatta. Ecco quali sono le opzioni:

  • Trattamento conservativo
  • Trattamento chirurgico

Nel caso del trattamento conservativo, si parla nello specifico di:

  • Cure farmacologiche, le quali comprendono una serie di medicinali come ad esempio gli antinfiammatori non steroidei (FANS) antidolorifici, i miorilassanti e i corticosteroidi.
  • Massoterapia, ossia una procedura in grado di ridurre la sintomatologia
  • La fisioterapia, che garantisce un rinforzo a 360 gradi muscolare, così da poter aumentare la flessibilità e l’elasticità della colonna vertebrale.

In base a quanto dichiarato da una serie di esperti, il trattamento conservativo per protrusione discale sarebbe molto efficace. Ovviamente, bisognerà rivolgersi a dei veri e propri professionisti, in modo tale da poter ricevere una cura mirata ed allo stesso tempo di qualità.

Protrusione discale intervento

Per quanto riguarda invece il trattamento chirurgico per protrusione discale, si parla di discectomia.

Quest’ultima è una procedura che mira alla totale asportazione del disco intervertebrale non funzionale o danneggiato. Una volta effettuato questo step, si andrà ad applicare una protesi.

Come potete ben immaginare, si tratta di un intervento abbastanza delicato che non bisogna prendere alla leggera. Calcolate che questa zona del corpo si rivela importante per le aree circostanti, in termini anche di vasi sanguigni, legamenti, muscoli e nervi.

Proprio per tale motivo, l’intervento di protrusione discale si considera quasi sempre l’ultima spiaggia. Di conseguenza, va fatto soltanto nel momento in cui il paziente dovesse presentare una sintomatologia molto grave.

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