Quali sono gli ospedali migliori in Italia?

Per fare un intervento cardio chirurgico di bypass è preferibile andare al San Raffaele di Milano, mentre chi vuole evitare un cesareo non necessario deve rivolgersi a Carate Brianza.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’agenzia sanitaria delle Regioni italiane (Agenas). Online è possibile vedere il programma nazionale esiti (Pne), strumento che permette di stilare una base della qualità dell’attività sanitaria attraverso una serie di indicatori.

Dalle informazioni raccolte ,il primo dato che emerge è che chi lavora di più lo fa perché affronta un maggior numero di casi e generalmente lavora anche meglio.

Più di 100 interventi al mese

A supporto di ciò viene spiegato che la mortalità per infarto è molto più alta negli ospedali che fanno meno di 100 interventi su tale patologia all’anno.

Se tutti i pazienti l’anno scorso fossero stati trasportati negli ospedali da più di 100 interventi, in Italia ci sarebbero stati 834 morti in meno per infarto. 

Luca Coletto, presidente dell’Agenzia, ha sottolineato che: “la qualità delle cure è in costate miglioramento, meno percepibile in alcune arre del Sud e la cultura della qualità di cura va garantita a tutti senza disparità”.

Francesco Bevere, direttore generale, ha invece spiegato che il Pne “comporterà una maggiore consapevolezza dei cittadini, rinsaldando il rapporto di fiducia verso il servizio sanitario nazionale, nonché la promozione e diffusione anche tra i cittadini della cultura della qualità delle cure e della sua valutazione”.

Rapidità d’intervento

Per quel che riguarda gli indicatori, uno tradizionalmente considerato fondamentale è quello che valuta la rapidità dell’intervento per la frattura del collo del femore.

Va fatto il prima possibile, ovvero entro 2 giorni dall’arrivo al pronto soccorso.

Perchè? In questo modo si evita che l’anziano, che più di frequente va incontro a questo problema, subisca conseguenze più gravi.

Nel 2016 in Italia solo il 31% di chi arrivava in ospedale con questa frattura veniva operato entro 48 ore.

Lo scorso anno si è saliti al 55%. Le Regioni che se la cavano peggio in questo settore sono Abruzzo, Molise, Campania e Calabria mentre nelle varie classifiche primeggiano quasi sempre gli ospedali situati nelle regione Lombardia.

Giornata della salute della donna: informazioni

il 22 aprile è la prima Giornata nazionale per la salute della donna, data di nascita che coincide con quella del premio nobel Rita Levi Montalcini.

La richiesta di istituire questa giornata era stata avanzata, attraverso il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dalla Fondazione Atena Onlus e dal Comitato Atena Donna, impegnati su più front nell’universo della salute femminile, dalla ricerca nel campo delle neuroscienze alla prevenzione, dalla nascita alla vecchiaia.

In occasione di questa Giornata, 180 ospedali offriranno la loro assistenza “a porte aperte”: visite e consulti clinici saranno gratuiti. Le strutture che aderiscono all’iniziativa saranno contraddistinte dal “Bollino Rosa”, simbolo dell’iniziativa “(H)Open Week” promossa da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna. L’iniziativa è volta alla sensibilizzazione, alla prevenzione e alla cura delle patologie che coinvolgono maggiormente il mondo femminile.

Bollino rosa

“Migliorare l’accesso delle donne al Servizio Sanitario Nazionale, promuovere l’informazione sulle diverse patologie femminili per garantire un progresso nella Medicina di genere, sono tra gli obiettivi degli ospedali con i Bollini Rosa”, spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda.

Negli ospedali aderenti all’iniziativa verranno inoltre organizzate iniziative di vario tipo e 300 eventi informativi.

Le aree specialistiche coinvolte nell'(H)Open Week sono: diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia, ginecologia e ostetricia, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche dell’osso, neurologia, oncologia, reumatologia, senologia e sostegno alle donne vittime di violenza.

Giornata della salute della donna: diabete e osteoporosi

Tutte le interessate troveranno gli esperti dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), pronti a fornire informazioni e consigli pratici riguardanti l’alimentazione nei vari cicli di vita della donna. Un tema, questo, a cui la popolazione femminile non riversa sempre la dovuta attenzione.

Così come nei confronti dell’osteoporosi, patologia ancora troppo spesso sottovalutata dalle donne. A tal proposito ci sarà “Stop alle Fratture”, campagna dedicata alla sensibilizzazione di questa malattia.

 

 

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