Olio di iperico

 

Molte erbe, tra le quali l’iperico, riescono a sedare la fame. L’olio di iperico agisce a livello psichico sul disturbo ossessivo-compulsivo, generando un effetto benefico di ipotensione ed evitando che il soggetto sfoghi il suo malessere nel cibo.

Perché fa dimagrire

L’olio di iperico è realizzato utilizzando i fiori della pianta, anche conosciuta come Erba di San Giovanni. Si tratta di un fitocomplesso capace di modulare i neurotrasmettitori cerebrali così da influenzare il comportamento dell’obeso, contrastando efficacemente gli attacchi ansiosi di fame. La sostanza riscuote i massimi risultati se combinata con mirtilli, ciliege o uva rossa.

Effetti collaterali

L’iperico deve essere usato sotto stretto consiglio medico perché occorre valutare attentamente le controindicazioni e gli effetti collaterali. L’Ipericina contenuta nella pianta genera la fotosensibilità, è bene dunque che le persone con una carnagione chiara evitino l’uso estivo e l’esposizione al sole. Possono inoltre presentarsi effetti collaterali, come stanchezza, agitazione, irritazioni gastrointestinali, reazioni allergiche. L’iperico è a tutti gli effetti prodotto e venduto come un farmaco, l’olio è soltanto uno dei diversi mezzi attraverso i quali può essere somministrato. È distribuito con una percentuale del 0,3% di ipericina e del 50% di flavonoidi. È sviluppato in particolar modo per svolgere un’azione dopaminergica, serotoninergica e antidepressiva.

 

Come realizzarlo in casa

È possibile realizzare l’olio di iperico con le proprie mani, basterà procedere in questo modo. Durante i mesi di fioritura (da giugno a settembre) recatevi in luoghi lontani dall’inquinamento cittadino e raccogliete i fiori di questa pianta, la riconoscerete per le sue foglie ellittiche, di un verde intenso, e i fiori di un giallo appariscente. Le infiorescenze presentano cinque petali ricurvi e numerosi e vistosi stami. Una vota raccolti i fiori, dovrete pulirli con acqua e asciugarli, per poi riporli in un barattolo di vetro e ricoprirli d’olio (va bene sia l’olio di oliva che quello biologico di girasole). Chiudete  il contenitore con una garza, in modo da evitare fermentazioni, ed esponetelo al sole durante le ore di luce. La notte, invece, sistematelo in casa e copritelo con il tappo. Ripetete l’operazione per 30-40 giorni, l’olio diventerà via via sempre più rosso. Trascorso questo arco di tempo, filtratelo con un colino o con una garza, versatelo all’interno di un contenitore di vetro scuro e conservatolo al riparo dalla luce del sole.

Come utilizzarlo

Gli esperti raccomandano 300 mg di estratto di iperico come dosaggio ottimale. Un adulto può assumerlo fino a tre volte al giorno, i bambini, invece, non possono superare i 300 mg giornalieri, mentre per gli adolescenti è consigliato un dosaggio massimo di 600 mg. Servitevi sempre del consulto di un esperto e non dimenticate mai di contattare il vostro medico prima dell’assunzione.

Perdere peso con i cibi giusti

Ci sono persone che incontrano più difficoltà di altre a perdere i chili in eccesso. Ciò nonostante seguano una corretta alimentazione e svolgano attività fisica in maniera regolare.

Il motivo potrebbe essere riconducibile alla scelta dei cibi sbagliati. Non si tratta di una regola valida per tutti: ognuno ha i propri alimenti giusti, che possono differire da quelli di un’altra persona.

Per capire quali siano, spiega Lyn-Genet Recitas, nutrizionista naturopatica presso il Clayton College of Natural Health e autrice di “The Plan. L’anti-dieta per perdere peso mangiando i cibi giusti per te”, bisogna imparare a capire i segnali che ci invia il nostro organismo e intraprendere un percorso di “purificazione”, utile a eliminare i cibi sbagliati per noi e optare per quelli giusti.

Molti cibi generalmente considerati “sani” o dietetici, quando combinati con la chimica di un individuo, possono causare una reazione tossica che innesca l’aumento di peso, l’invecchiamento precoce, infiammazioni e una serie di altri disturbi.

Lyn-Genet Recitas ritiene che siano sufficienti 20 giorni per farci individuare gli alimenti che funzionano e quelli che non funzionano per il nostro organismo, ovvero quelli che ci aiutano a dimagrire e quelli che ci fanno aumentare di peso.

La prima fase è quella della “depurazione dei 3 giorni”, fondamentale per permettere al nostro organismo di liberarsi dallo stato infiammatorio dovuto al faticoso lavoro di elaborazione e digestione di cibi reattivi o trattati.

In questa fase va eliminato il caffè, in modo tale dare al fegato la possibilità di disintossicarsi completamente, e sono tre le azioni da compiere quotidianamente: pesarsi, bere mezzo litro di acqua fresca con una spruzzata di succo di limone e assumere un integratore per il fegato e/o bere una tazza di tisana di tarassaco.

Gli alimenti che possono essere consumati nell’arco di questi tre giorni sono: latte di cocco o di riso, mirtilli, semi di zucca, carote, zenzero, broccoli, lattughe miste, mela, pera, semi di lino integrali, succo di limone o olio all’arancia (per condire), barbabietole, cavolo nero, riso integrale, ceci.

Terminata questa fase, si ritorna alle consuete abitudini, introducendo nuovamente caffè, formaggio, cioccolato, vino e tutto il resto, in modo da capire la reattività dell’organismo ai vari cibi. In questo modo sarà possibile scoprire quali sono gli alimenti giusti e quelli sbagliati. Per venti giorni si testano progressivamente i vari cibi esclusi durante la prima fase.

“Il modo più diretto per perdere peso è seguire le semplici regole base dei menu quotidiani e individuare una quarantina o cinquantina di alimenti ben tollerati dal vostro organismo”, spiega Lyn-Genet Recitas, ma ciò non significa rimanere federe ai “cibi amici” già testati. “Se vi fermate ora, il vostro corpo si adatterà, e anche voi vi adagerete. Inoltre, non continuando a ruotare e ad aggiungere alimenti nuovi, potreste sviluppare ipersensibilità nei confronti di alcuni cibi”. L’ideale sarebbe testare un nuovo alimento ogni quattro o cinque giorni.

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