Come agisce il virus dell’HIV?

 

Gli scienziati e milioni di persone se lo sono sempre chiesto.
Ora, una nuova ricerca, getta alcune luci sul comportamento di un virus tanto molesto, ma che forse in futuro potrebbe tornarci molto ma molto utile.

A quanto pare il virus dell’HIV sarebbe capace di nascondersi letteralmente agli occhi del sistema immunitario. I ricercatori hanno parlato di “mantello dell’invisibilità”. Una tecnica che mette il virus al riparo dalle classiche difese del nostro organismo.

E’ proprio togliendo questo “mantello” che i ricercatori sono riusciti a bloccare la replicazione del virus.

Ma cosa sarebbe questo mantello?

Si tratta di due molecole che il virus emette, non appena infetta la cellula, allo scopo di rimanere silente per un pochino e poi prendere di sorpresa la cellula ospite.

E proprio colpendo queste due molecole che si potrebbe sconfiggere l’AIDS?

Ancora non lo sappiamo.
Devono essere fatti tanti studi a riguardo, ma di certo si stanno già provando dei farmaci sperimentali. Uno di essi è a base di ciclosporina: principio attivo utilizzato spesso per prevenire casi di rigetto dopo i trapianti d’organi.

Logicamente è stata implementata una versione ad hoc del farmaco, in modo tale che il sistema immunitario dell’ospite non venisse inibito alla stessa stregua del virus.
Il farmaco sembra funzionare proprio in virtù del fatto che sia selettivo verso quelle due molecole che abbiamo volgarmente chiamato “mantello invisibile”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature ed è stato condotto da alcuni ricercatori inglesi.
Lo scrivo nel caso in cui voleste cercare maggiori riscontri.

Hiv: Bloccato lo studio sul vaccino. “Purtroppo non funziona”

Il governo degli Stati Uniti ha deciso di interrompere un importante studio su un possibile vaccino contro l’Hiv con la motivazione che non si stavano ottenendo i risultati sperati.

Lstudio, Hvtn 505, coinvolgeva circa 2500 uomini, in 19 diverse città da oltre 4 anni.

Il vaccino sperimentale si basava su una versione modificata del Dna del virus e sul metodo del prime-boost.

Ovvero viene iniettato nell’ organismo per renderlo immune al virus.

In seguito un altro vaccino, contenente lo stesso dna modificato inserito in un virus del raffreddore, viene introdotto per rafforzare la risposta del sistema immunitario.

Ovviamente, nessuno dei due vaccini può causare l’Hiv.

I risultati purtroppo sono stati deludenti.

Infatti nel gruppo di uomini vaccinato si è registrato un livello di contagio leggermente superiore del gruppo di controllo, a cui non era dato il vaccino ma un placebo.

Un dato che ne prova  l’inefficacia.

Per il dottor Anthony Fauci, a capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, i risultati sono stati “una delusione” ma dice “abbiamo avuto importanti informazioni da questo studio” che potranno essere utili per nuovi studi”.

Anello vaginale anti HIV

Costa appena 5 dollari l’anello vaginale in grado di proteggere le donne dall’HIV. Presentato in occasione del CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infection) di Boston, questo strumento è stato al centro di due studi che prendono il nome di Aspire, pubblicati sul New England Journal of Medicine. Gli esperti hanno evidenziato una riduzione del contagio dal 27 al 31%.

Anello contro HIV: come funziona

Il dispositivo rilascia dapivirina, farmaco che interferisce con il virus dell’HIV impedendo a questo di replicarsi. È utile nei casi in cui l’uomo non vuole usare il preservativo. La sua efficacia dura 5 anni. Essendo molto piccolo, si può decidere di usarlo senza dire nulla al partner.

Anello contro HIV: gli studi

I ricercatori stanno lavorando alla realizzazione di questo speciale anello da anni, e i risultati raggiunti finora fanno ben sperare. Come già anticipato, questo dispositivo è il frutto di due studi.

Il primo è stato eseguito su 2629 donne tra i 18 e i 45 anni originarie del Malawi, Sudafrica, Uganda e Zimbabwe, in un arco di tempo di 3 anni, dall’agosto del 2012 a giugno del 2015. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: a uno è stato somministrato l’anello vaginale con dapivirina, all’altro un anello vaginale placebo. I dati raccolti hanno evidenziato una riduzione delle infezioni da HIV-1 del 27% nelle donne che avevano assunto l’anello con dapivarina.

Il secondo, invece, ha riguardato un campione di 1959 donne provenienti dal Sudafrica e dall’Uganda. Così come nell’altro studio, anche in questo caso le donne sono state suddivise in due gruppi, con la distribuzione di due anelli differentiÈ stata dimostrata una riduzione delle infezioni da HIV-1 del 30,7%.

La speranza era trovare qualche cosa che potesse essere usato da molte donne e che le proteggesse dall’Hiv e ci siamo riusciti – spiega Jared M. Baeten, dell’Università di Washington, a capo di uno degli studi – Sono molto ottimista.”

La ricerca necessiterà di ulteriori studi per arrivare a un dispositivo efficace al 100%.

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