
Food porn: la moda di fotografare il cibo

Il termine food porn non ha niente a che vedere con filmini a luci rosse, ma si riferisce al cibo presentato in maniera particolarmente allettante e scenografica. Può essere tradotto con “cibo da mangiare con gli occhi”, definizione che sottolinea l’importanza della componente visiva. I piatti vengono infatti immortalati in scatti stuzzicanti e in grado di far venire l’acquolina in bocca, per poi essere pubblicati su riviste e libri.
La storia del food porn
Questo termine è stato utilizzato per la prima volta nel libro “Female Desire-Women’s. Sexuality today”, scritto da Rosalind Coward. Secondo la scrittrice, l’aspetto del piatto ha un’importanza maggiore rispetto agli ingredienti utilizzati, la persona che l’ha cucinato e il procedimento seguito. Le varie componenti che permettono la realizzazione di una ricetta, compresi metodi, bravura e amore, non si vedono attraverso una fotografia: nello scatto ciò che conta è come un piatto si presenta. Un aspetto impeccabile della pietanza, spiega la scrittrice, stimola un desiderio simile a quello sessuale. Da allora il food porn si è trasformato in una vera e propria moda: chef, personaggi famosi e cittadini comuni impazziscono per immortalare piatti succulenti. I social network hanno contribuito a ingigantire tale fenomeno. Ma non è solo una questione di apparenza, il food porn si basa sulla relazione tra presentazione del piatto e la reazione che questo suscita nella persona che lo ammira: una voglia irrefrenabile di assaggiarlo. Da qui il collegamento con la sfera sessuale “la presentazione di un atto gastronomico studiata per amplificare il desiderio attraverso la manipolazione dell’immagine, fino a vedere l’oggetto-cibo come sostituto dell’atto sessuale.”
Food porn e internet
Utilizzato inizialmente nel contesto pubblicitario e nei libri di cucina, il food porn si è ampiamente diffuso anche su internet. I vari siti di cucina e i social network hanno dato il loro importante contributo, tanto che sono nati alcuni siti dedicati proprio alla moda di fotografare i piatti. Nel 2012 è nato Pictures of hipsters taking pictures of food, un sito che accoglie gli scatti di persone che fotografano il cibo. L’unica regola è quella di pubblicare foto di piatti serviti al ristorante e non preparati da sé. Su Flickr, la più grande comunità fotografica del web, esiste un gruppo dedicato proprio al food porn, con quasi 40 mila membri e 600 mila immagini caricate.

Nigella Lawson e il food porn
È stata definita la “regina del food porn”: è autrice di bestseller culinari e famosa conduttrice di programmi televisivi della Bbc. Celebre per non farsi problemi nell’utilizzare a dismisura ingredienti spesso tabù nel mondo femminile, come cioccolato, zucchero, panna, burro, dando vita a piatti ipercalorici e supergolosi.
Food porn e dieta
Più i piatti fotografati sono calorici e poco salutari, più ci istigano a mangiarli. Per questo motivo, come ha dimostrato uno studio pubblicato sul The Journal of Neuroscience, il food porn può rivelarsi pericoloso per la linea e per la salute: le immagini di cibi malsani ci portano non solo a mangiare di più ma anche a concentrare la nostra ricerca su cibi grassi e golosi. Ci sono però ricerche che hanno dato risultati opposti. Secondo gli psicologi della Brigham Young University, il food porn sarebbe un valido alleato per chi è a dieta. Guardare foto di pietanze, infatti, spingerebbe il cervello a comportarsi come se avessimo già mangiato quella prelibatezza, calmando così l’appetito. “In un certo senso – spiega Ryan Elder, uno degli autori dello studio – è come se l’immagine ci rendesse già stanchi di quel piatto senza averlo mai assaggiato. Una noia sensoriale che ci spinge a non voler sperimentare più quel piatto già mangiato con gli occhi.”
Anti food porn
Si chiama Cooking for Bae: si tratta di un sito che raccoglie le peggiori foto culinarie trovate su Instagram, in netto contrasto con la mania degli scatti appetitosi.


































