Cos’è il disturbo dissociativo dell’identità?

Il disturbo dissociativo dell’identità indica la presenza nella persona di due o più personalità distinte. La dissociazione è in realtà una risposta del tutto normale dell’individuo: ognuno di noi mette in atto comportamenti diversi a seconda degli eventi, è un modo per rispondere a situazioni traumatiche o particolarmente stressanti.

La patologia subentra nel momento in cui questo fenomeno non è più frutto della volontà ma avviene in maniera del tutto incontrollata: l’individuo si isola dal mondo circostante e ne costruisce uno tutto suo. In questa realtà parallela, il soggetto immagina e vive situazioni come se fossero reali, ma non ne conserva memoria nell’identità principale. Tali ricordi saranno invece presenti in quella parallela.

Il paziente può così passare da un’identità principale pacifica a una secondaria aggressiva, per questo motivo si tratta di una patologia che compromette gravemente le relazioni sociali. Le personalità parallele possono infatti essere numerose e piuttosto bizzarre, non gestibili in un contesto lavorativo o, più in generale, sociale.

Si manifesta solitamente in maniera cronica, anche se non sono esclusi episodi singoli. È una patologia che tende ad acutizzarsi in seguito a eventi traumatici, stressanti o in seguito all’utilizzo di sostanze stupefacenti.

Quali sono le cause e i fattori di rischio? Vari studi hanno dimostrato che fenomeni traumatici, come la violenza, vissuti e subiti nel corso dell’infanzia rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo della patologia.

A incidere sarebbero soprattutto la durata e l’intensità dei maltrattamenti, condizioni che porterebbero l’individuo a sviluppare un disturbo dissociativo meno grave o, al contrario, l’adozione permanente di una personalità parallela.

Ciò accade perché il bambino risponde a quegli atti violenti rifugiandosi in un mondo immaginario: è questo comportamento che può gettare le basi per lo sviluppo della malattia.

Ci sono poi soggetti più vulnerabili di altri, vulnerabilità causata dallo stress legato al ripetersi delle situazioni traumatiche e la tendenza a usare la realtà parallela come arma di difesa. Un altro elemento di vulnerabilità risiede poi nel comportamento ambiguo del genitore: ambiguità che consiste nell’alternare comportamenti aggressivi ad approcci più tranquilli nei confronti del figlio.

Disturbo dissociativo dell’identità caratteristiche

Ricapitolando, quali sono le caratteristiche principali del disturbo dissociativo dell’identità?

In base a quanto emerge da vari studi, chi è affetto da tale patologia, presenta più di una identità all’interno di sé. Può sembrare per molti un qualcosa di inquietante ma in realtà, diverse persone al mondo ne soffrono.

Chiaramente, tale caratteristica comporta una serie di fattori, quali l’assenza di un filo logico di pensiero ed azione nel corso del tempo. Si hanno problemi di memoria, di percezione, di cognizione e soprattutto numerosi disagi inerenti alla sfera sociale.

Non è affatto facile gestire tutto questo. Immaginate di avere nel vostro cervello più input in contemporanea, tutti differenti… per certi versi ci si sente quasi di impazzire. Un esempio di film che tratta per certi versi questo disturbo è Split, dove il protagonista Billy Milligan possiede la bellezza di 24 personalità.

Disturbo dissociativo dell’identità sintomi

Quali sono i sintomi correlati al disturbo dissociativo?

Viste le premesse sopra citate, è facile intuire che tale condizioni implichi una serie di disagi nella vita di tutti i giorni. Non soltanto in termini di azioni ma anche di memoria ed elaborazione di informazioni, necessarie per svolgere una vita “normale”.

Senza contare le numerose problematiche legate ai rapporti interpersonali. E’ difficile infatti, riuscire ad instaurare delle relazioni durature (sia in termine amoroso che di amicizia), proprio perché avviene una depersonalizzazione. Così come dal punto di vista lavorativo, è abbastanza complicato intraprendere una carriera. E sono tutti sintomi naturali, non scaturiti da qualche particolare farmaco o sostanza.

Disturbo dissociativo dell’identità cause

Ma a questo punto ci si chiede: quali sono le cause del disturbo dissociativo dell’identità?

I fattori scatenanti possono essere molteplici. Bisogna dunque scavare a fondo nella psiche della persona, perché potrebbe trattarsi quasi sempre di un problema nato nella fase dell’infanzia.

Molti bambini infatti, subiscono una serie di traumi psicologici, specialmente nei primi mesi di vita (verbali, fisici, visivi e via dicendo). Il tutto avviene in maniera inconsapevole ma la mente non dimentica alcuni input. Pertanto, inconsciamente, si instaurano una serie di meccanismi che generano un forte stress e conseguenti disagi.

Allo stesso tempo però, bisogna sottolineare che esistono diverse persone con disturbo dissociativo sin dalla nascita. Pertanto, a prescindere da ciò che potrebbe accadere loro nella vita, presenteranno alcune problematiche, dettate da un’incapacità di dissociare ricordi, esperienze e tanto altro.

Disturbo dissociativo dell’identità diagnosi

In che cosa consiste esattamente la diagnosi per il disturbo dissociativo dell’identità?

Come potete ben immaginare, essa si basa principalmente su un’analisi clinica. Di conseguenza, si procede attraverso delle tecniche psicologiche mirate, come ad esempio l’ipnosi oppure una serie di incontri conoscitivi, talvolta accompagnati da alcuni farmaci, in particolar modo il benzodiazepine e i barbiturici.

Questi ultimi infatti, facilitano il cambio di identità ed offrono all’esperto una diagnosi più approfondita. Tuttavia, essa può variare a seconda del caso specifico e dunque dall’intensità della patologia.

C’è da dire però, che quasi sempre il metodo più efficace si rivela proprio l’ipnosi, poiché consente il contatto diretto con le varie identità (due o più) presenti all’interno della persona. Attraverso tale procedura, si potrà effettuare una valutazione dettagliata.

Durante i colloqui conoscitivi invece, lo psicologo cercherà di far aprire il paziente, portandolo verso tutto ciò che potrebbe avergli causato dei disagi. E tra l’altro, se si dovesse arrivare a dei punti inaccessibili, l’esperto “sfrutterà” il cambio d’identità per recepire maggiori informazioni.

Disturbo dissociativo dell’identità trattamento

Com’è possibile monitorare il disturbo dissociativo dell’identità?

In linea generale, il trattamento per tale problematica si basa sulla psicoterapia. Pertanto, si procede con una vera e propria terapia cognitivo-comportamentale, mirata in particolar modo su eventuali traumi subiti in passato.

L’obiettivo di questo percorso, sarà appunto quello di ridurre l’individuo ad una sola personalità. Oppure, nel caso dovessero essercene molte, cercare di eliminarne il più possibile. Come potete ben immaginare, si tratta di un percorso davvero molto complesso e che non sempre garantisce la risoluzione del problema. Ma ci sono anche moltissimi casi di gente che è riuscita a migliorare tantissimo.

Merito anche di un trattamento a base di farmaci che servirà per monitorare la situazione e stabilizzare i pazienti.

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