
E’ possibile dare il cognome materno ai figli per legge?
Come ben sappiamo, in Italia il cognome materno si registra dopo quello paterno, solo se lo chiedono entrambi i coniugi.
Anche se in passato ci sono stati diverse lotte a riguardo (come ad esempio il caso di Maddalena), sembrerebbe non essere cambiato nulla. Di conseguenza, siamo ancora lontani dal famoso concetto di uguaglianza tra marito e moglie, in termini di diritti.
Tuttavia, nei giorni scorsi, l’associazione Noi Rete Donne ha avviato una petizione verso la ministra della Famiglia, Elena Bonetti. La fondatrice, Daniela Carla ha spiegato che si aspetta dei grandi cambiamenti da parte dell’Italia su questo argomento.
Ecco alcune sue parole, riportate da Il Messaggero:
“Il recente pronunciamento della Corte non giustifica più rinvii, ci aspettiamo dal Parlamento l’assunzione delle proprie responsabilità. La legge sul cognome materno ha un alto valore simbolico, di profondo impatto concreto, tale da superare il patriarcato”.
In merito a ciò, la Bonetti aveva detto che il governo avrebbe messo tutto il suo impegno per trovare un compromesso. Ma al momento, non si è visto nulla.
Cognome materno ai figli in Italia
Nel nostro Paese, il cognome si assegna quando si dichiara la nascita del bambino, presso il registro del Comune di Stato.
E come ben sappiamo, se il piccolo è figlio di una donna sposata, prenderà sempre il cognome del marito. Il cognome della madre sarà inserito solo se anche il coniuge risulta essere d’accordo. Ma tutto ciò avviene sempre in un secondo momento, attraverso il prefetto in via amministrativa.
Se invece la donna non risulta e il figlio viene riconosciuto dal papà nel momento della nascita, detiene comunque cognome dell’uomo.
Oppure, se il figlio è stato riconosciuto dal padre in tempi successivi al riconoscimento da parte della madre, il figlio può prendere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre. Cambierà mai questa situazione?

































