
Con il termine disbiosi intestinale ci si riferisce ad una serie di alterazioni riguardanti il microbiota.
In parole povere, tale problematica causa la modifica della corretta funzionalità del tratto gastrointestinale. Di conseguenza, il soggetto affetto da questo tipo di disbiosi, va incontro ad alcuni sintomi che lo portano in uno stato di malessere generale.
Talvolta invece, può capitare di soffrirne ma di non avvertire alcun tipo di sintomatologia. Ma quanto dura la disbiosi intestinale e come si cura? Scopriamone di più a riguardo!
Disbiosi intestinale cause
Prima di comprendere al meglio le cure per disbiosi intestinale, soffermiamoci un attimo sulle cause.
In linea generale, possiamo dire che tale problematica nasce a seguito di una diminuzione della quantità e della diversità dei microrganismi che caratterizzano la flora batterica intestinale sana. A tutto questo, si aggiunge una crescita di specie batteriche (come ad esempio l’escherichia coli).
Ma i fattori scatenanti veri e propri possono essere:
- Uno stile alimentare poco sano
- Una dieta povera di fibre ma ricca di proteine animali
- Un trattamento di farmaci che va ad interferire con la flora intestinale
- Condurre uno stile di vita sedentario
- Essere in sovrappeso o in uno stato di obesità
- Uno stato di nervoso, forte stress ed instabilità emotiva
Oppure:
- La carenza di sonno, causata anche da ritmi sregolati
- Il fumo e l’assunzione di alcol
- Alcune allergie infiammatorie scaturite da fattori ambientali (ad esempio l’inquinamento)
- Dei disturbi del sistema immunitario
- La sindrome di colon irritabile
- La malattia di Crohn
- Il diabete
- La colite ulcerosa
E tanto altro ancora…
Disbiosi intestinale sintomi
In che modo si manifesta esattamente la disbiosi intestinale?
Come vi abbiamo detto in precedenza, l’intensità è del tutto soggettiva. Ciò significa che in alcuni soggetti si manifesta in maniera blanda o del tutto asintomatica. C’è invece chi sviluppa un vero e proprio malessere generale, caratterizzato dai seguenti sintomi:
- Il gonfiore addominale
- Alcune fitte nella zona intestinale
- La diarrea
- Il meteorismo
- La flatulenza
- Un senso di stanchezza
- La diminuzione dell’appetito
- Le feci maleodoranti
- Un senso di nausea perenne
Tra l’altro, può succedere che l’alterata composizione microbica, accompagnata da una reazione infiammatoria della mucosa intestinale potrebbe causare un vero e proprio malassorbimento dei nutrienti. Ciò porta inevitabilmente alla carenza di alcune vitamine (ad esempio appartenenti al gruppo b o k).
Disbiosi intestinale cura
Una volta comprese le cause e i sintomi, ci si chiede: qual è la cura per la disbiosi intestinale?
Sicuramente, il metodo più efficace sarebbe quello di riportare l’organismo ad uno stato di benessere. Per poter fare ciò, si consiglia quasi sempre un integratore alimentare.
I più gettonati in assoluti risultano essere quelli a base di microrganismi probiotici (nello specifico fermenti lattici, ad esempio i lattobacilli ed i bifidobatteri). Il paziente potrà assumerli sia da soli oppure in aggiunta ad una serie di componenti prebiotici (basti pensare alle fibre vegetali idrosolubili come frutto-oligosaccaridi, FOS e tante altre).
Così facendo, si andrà ad agire direttamente nella zona gastro-intestinale. Per chi non lo sapesse, i probiotici sono dei microrganismi che riescono a sopravvivere nell’ambiente gastrico, riuscendo a rimanere vivi all’interno dell’intestino, andando ad equilibrare la flora intestinale.
Diversi invece i prebiotici, ovvero delle sostanze non digeribili e di origine alimentare che svolgono la funzione di nutriente per una serie di batteri buoni, localizzati nella zona intestinale. Ne favoriscono dunque la crescita.
Per qualsiasi tipo di informazione inerente all’assunzione degli integratori alimentari, rivolgetevi sempre ad un medico esperto. Evitate dunque di procedere in maniera autonoma senza alcun tipo di consulenza, al massimo recatevi in farmacia e fatevi consigliare. Oppure, seguite semplicemente le indicazioni presenti sulle confezioni degli integratori da voi acquistati.
Disbiosi intestinale quanto dura
Alla domanda “quanto dura la disbiosi intestinale”, non esiste una risposta universale.
Il motivo risiede nel fatto che ogni soggetto può manifestarla in maniera del tutto differente. Proprio per tale motivo, le tempistiche possono variare e andare da qualche giorno fino a diverse settimane.
Tuttavia, prima di procedere con il trattamento, vi consigliamo di effettuare una semplice diagnosi se la sintomatologia dovesse risultare insopportabile. In questo modo, potrete avere un quadro della situazione ancor più dettagliato e scoprire quali possono essere le cause scatenanti.
Ma non è tutto. Attraverso un controllo, sarete anche in grado di comprendere la cura più ad hoc. Di solito, la diagnosi si basa su alcuni semplici esami (a volte anche quello delle urine). Per maggiori delucidazioni in merito, consultate il vostro medico di famiglia.
Disbiosi intestinale cosa mangiare
Chi soffre di disbiosi intestinale, dovrà attenersi ad una serie di accorgimenti alimentari.
Questo perché ciò che mangiamo influisce in maniera notevole sulla nostra flora batterica intestinale. E come vi abbiamo già accennato all’inizio, può subentrare a causa di un eccessivo consumo di proteine animali.
Pensate che hanno condotto diversi studi a riguardo. Gli esperti infatti, hanno messo a confronto varie popolazioni con proprie abitudini alimentari. I risultati sono stati davvero sorprendenti, perché chi assume maggiori proteine ma di origine vegetale, presenta minori probabilità di incorrere ad un episodio di disbiosi intestinale.
Ciò ci fa ben dedurre quanto sia fondamentale mobilitarsi per migliorare il proprio stile alimentare. Sono tanti gli studi che hanno constatato la validità di alcuni alimenti a favore del corretto funzionamento intestinale. Tra i più consigliati, troviamo senza ombra di dubbio lo yogurt, il kefir e tutti quei cibi che possiedono una serie di lattobacilli, bifidobatteri e altri microrganismi protettivi.
Sì anche ai formaggi, ai vegetali, ai derivati della soia (fermentati) e all’aceto di mele. Tra gli alleati della flora intestinale troviamo anche il succo di mirtillo e di ribes, i cereali integrali e tutto ciò che sia in grado di proteggere e dare equilibrio. Infine, si consigliano le cipolle, gli asparagi, l’aglio, i carciofi, la cicoria e i porri.
Ovviamente però, sarà davvero molto importante tenere a mente possibili allergie o intolleranze. Per quanto sia essenziale il consumo di cibi alleati per il tratto gastrointestinale, non bisogna dimenticarsi di ciò che è idoneo per il nostro organismo.
Pertanto, non prendete questi consigli per oro colato. Piuttosto, rivolgetevi ad un nutrizionista, che saprà stilare un piano alimentare specifico per voi.

































