nuova strategia per individuare gli asintomatici

Tantissime persone al mondo soffrono di intolleranze.

Per poterle diagnosticare, il test del sangue risulta essere davvero molto efficace. Come ben sappiamo, l’intolleranza rappresenta una forma di iper sensibilità verso un alimento o una sostanza.

Nel momento in cui avviene un contatto o c’è un eccessivo dosaggio, il nostro corpo risponde con una reazione, del tutto soggettiva.  Ma in che cosa consiste esattamente il test del sangue per le intolleranze? Scopriamone di più!

Test del sangue per intolleranze

Per prima cosa, è bene specificare quanto sia importante diagnosticare le intolleranze.

Quest’ultime infatti, possono rendere la vita di una persona un po’ più complicata. Individuando con esattezza quali possano essere gli alimenti o le sostanze che ci fanno star male, consente all’individuo di poter procedere con alcuni accorgimenti.

Ad esempio, evitarle il più possibile o quantomeno stabilire dei particolari dosaggi. Così facendo, si avrà la possibilità di migliorare la propria quotidianità.

Il test del sangue è soltanto uno degli esami diagnostici per le intolleranze. Tra l’altro, nel contesto alimentare bisogna distinguere quelli per allergie alimentari, ovvero Prick test, RAST, Prick by Prick, Patch test e Prist, da quelli per le intolleranze alimentari.

In tale categoria rientra senza ombra di dubbio il breath test (nel caso del lattosio) ma anche altri legati ad esempio ai lieviti, alle uova, al glutine e altri additivi alimentari.

Test del sangue intolleranze alimentari

Il test del sangue per intolleranze si può effettuare secondo varie metodologie.

Alcuni medici per esempio, prediligono l’utilizzo di alcuni macchinari, mentre c’è chi opta per dei campioni d’aria.

In linea generale però, per poter fare il test delle intolleranze, basta semplicemente effettuare un esame del sangue. Pertanto, il soggetto dovrà presentarsi nell’apposita struttura di prima mattina, completamente a digiuno.

A quel punto, il dottore procederà con l’analisi del prelievo. Mediamente, nel giro di un paio di settimane, dovreste venire a conoscenza degli esiti. Essi, vi saranno utili non soltanto per quanto riguarda il contesto alimentare, ma anche per farvi un’idea complessiva dei valori.

Molti di voi si staranno chiedendo: ma fa male il test del sangue per intolleranze?

La risposta è no. State pur certi che i prelievi sono abbastanza semplici e non recano particolari dolori. Se poi doveste sottoporvi ad altre tipologie di test (come ad esempio quello del respiro), ancor di più ci teniamo a tranquillizzarvi sul fatto che sarà una passeggiata.

Test per intolleranze alimentari

Il classico test del sangue è senza ombra di dubbio uno dei più attendibili per individuare le intolleranze.

Tuttavia, come vi abbiamo detto poco fa, esistono tanti altri tipi di esami diagnostici, che possono offrire ulteriori informazioni. A seguire potete trovare alcuni esempi:

Alcat test intolleranze

Quando si parla di test diagnostici per intolleranze, spesso si fa riferimento all’alcat test.

Esso è l’acronimo di antigen leukocyte cellular antibody test e consente di individuare come reagiscono alcuni globuli bianchi nei confronti di alimenti sospetti. Questo esame prevede un prelievo di sangue del tutto indolore ma che può servire per effettuare un quadro più approfondito della situazione.

Si tratta inoltre di un test di laboratorio. Proprio per tale motivo, non risulta essere ancora riconosciuto dalla scienza medica.

Breath test lattosio

Per quanto riguarda le intolleranze al lattosio, il più gettonato assoluto risulta essere il test del respiro, ovvero il breath test.

Ci sono alcune regole da rispettare nei giorni che precedono l’esame. Ad esempio, si chiede di non usare lassativi, antibiotici o fermenti lattici. Il motivo risiede nel fatto che essi potrebbero interferire con l’esito del test. Inoltre, si richiede di non mangiare alimenti contenenti lattosio proprio nelle ore antecedenti.

Il paziente infine, dovrà presentarsi a digiuno dalla sera precedente.

Dal punto di vista pratico, il breath test consiste nel soffiare all’interno di una sacca per un tot di tempo, dopo aver somministrato una dose di lattosio.

Ovviamente, quest’ultima sarà fornita dal medico esperto. Così facendo, si potrà constatare se il proprio organismo presenti delle insufficienze nella produzione di enzima lattasi. Si tratta di una componente necessaria per poter digerire appunto il lattosio. Nel momento in cui la persona ne risulta carente (dopo l’assunzione), avviene una specie di fermentazione a livello intestinale, che porta ad una sintomatologia.

Bisogna ribadire però, che tale intolleranza è del tutto soggettiva. Pertanto, ognuno può presentare dei sintomi differenti (diarrea, stitichezza, nausea, crampi addominali e via dicendo).

Vega Test

Un altro test utilizzato per diagnosticare alcuni tipi di intolleranze è il Vega test.

Con tale espressione ci si riferisce ad un esame che non prevede nessuno prelievo di sangue. Infatti, il test si effettua attraverso un apparecchio particolare, che serve per rilevare l’energia. Il collegamento con il paziente avviene tramite un elettrodo, che dovrà tenere in mano nel momento della diagnostica.

Cytotoxic test

Per quanto riguarda i test del sangue per le intolleranze, bisogna anche citare il cytotoxic test.

Qui infatti, si richiede un prelievo di sangue, con lo scopo di valutare come agiscono i globuli bianchi nel momento in cui entrano a contatto con particolari alimenti. Secondo diversi esperti, questo esame di diagnostica risulterebbe essere abbastanza attendibile.

Non si prevede inoltre il digiuno antecedente (cosa che accade invece con i classici test). Di conseguenza, è possibile effettuarlo in qualsiasi ora del giorno. Tra l’altro, è un metodo che ha subito vari perfezionamenti nel corso del tempo.

Pensate che ad oggi è possibile procedere con specifici kit di cytotoxic test. Ciò significa che si ha la possibilità di testarlo in riferimento ad una particolare sostanza, come ad esempio gli additivi alimentari tra cui:

L’acido citrico, l’acido L-ascorbico, il sodio benzoato, il potassio sorbato, la lecitina di soia, la pectina, il cremortartaro, la farina di semi di carrube, l’alginato di sodio e tanti altri.

Questi sono soltanto alcuni dei molteplici esami per diagnosticare le intolleranze. Una cosa è certa: se siete intenzionati a farvi un quadro generale della situazione, il test del sangue si può considerare il più valido in assoluto. Ma per qualsiasi tipo di dubbio sulle intolleranze, rivolgetevi ad un medico esperto nel settore, il quale saprà fornirvi tutte le informazioni necessarie.

Articolo precedenteAcido citrico e bicarbonato per pulire il water
Articolo successivoUomini e Donne, Maria De Filippi caccia dallo studio un tronista. Ecco di chi si tratta:

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.