Sweetie porta in tribunale un pedofilo

Sweetie, la bambina virtuale utilizzata per adescare pedofili in rete, ha ottenuto la sua prima vittoria: ieri, a Brisbane in Australia, Scott Robert Hansen è stato condannato a due anni per aver indotto una minore a compiere atti sessuali.

“È irrilevante che la bambina non sia reale perché se credi che lo sia è abbastanza”, ha scritto il giudice nella sentenza.

Sweetie è una perfetta riproduzione in 3D di una bambina, creata in laboratorio dai ricercatori di Terre des hommes Olanda dopo mesi di lavoro.

Il suo compito è quello di fingersi una preda, lasciare che gli uomini, credendola vera, avanzino le loro richieste sessuali, fino a ottenere dati personali, come contatti privati e numeri di telefono: in dieci settimane sono finiti nella sua rete un migliaio di uomini.

Durante questo periodo quattro operatori si sono alternati alla consolle: sono loro che animano Dolcezza e la mettono in relazione con i pedofili.

Una bambina virtuale, ma prove reali “Senza violare i loro computer, senza nessun trucco. Semplicemente accantonando i materiali che via via inviavano volontariamente, su invito della nostra bambina in tre dimensioni”, dichiara un operatore.

“È molto difficile dormire la notte dopo aver sostenuto conversazioni come quelle che ci toccano ogni giorno. Sono perseguitato dagli incubi.”

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