Svezia, boom di contagi e morti: fallisce il sistema "no lockdown"

Sin dagli inizi della pandemia, la Svezia ha adottato un metodo tutto suo per combattere il Covid.

Infatti, non erano previste chissà quali chiusure ma ci si basava principalmente sul buon senso della gente. Non era previsto nessun obbligo di mascherina la maggior parte delle attività non hanno visto alcun stop.

Tuttavia, il sistema no lockdown sembrerebbe non essere stata la migliore strategia. Questo perché a distanza di un anno, la Svezia ha visto un boom di contagi e morti. Pensate che soltanto qualche mese fa hanno “consigliato” la mascherina nei mezzi di trasporto e i risultati negativi si stanno vedendo.

Svezia, numero di morti in aumento

Secondo quanto riportato da varie fonti, il Paese scandinavo registra la bellezza di oltre quattordici mila morti.

Il tutto in riferimento ad una popolazione che conta all’incirca dieci milioni di abitanti. Tra l’altro, considerando che un quinto di essi vivono nella capitale (ossia Stoccolma) si tratta di dati davvero preoccupanti.

A differenza delle altre nazioni limitrofe (ossia Norvegia e Finlandia), le quali sembrerebbero presentare dei numeri meno preoccupanti.

Vista la situazione allarmante, il governo social democratico della Svezia ha annunciato lo stato di emergenza. E di ciò sembrerebbe esserne convinto anche il Re: egli infatti ammette un fallimento del Paese, in merito ai provvedimenti contro la pandemia.

Stando a delle statistiche, la Svezia risulta attualmente una delle nazioni europee con il più alto numero di contagi. Stando agli ultimi dati, essa ha registrato nel corso degli ultimi sette giorni più di 600 infezioni in riferimento ad un milione di abitanti.

Insomma, la gestione dell’emergenza Covid sembrerebbe non aver portato a niente di buono. Ciò significa che molto probabilmente (anzi possiamo azzardare inevitabilmente), dovranno applicare presto delle grosse restrizioni per correre ai ripari. In caso contrario, si andrà incontro ad un qualcosa di ingestibile, che graverebbe in maniera notevole sulle strutture sanitarie.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.