
C’è stato un tempo in cui, aprendo i regali della Prima Comunione, un bambino poteva trovare una bicicletta nuova, un orologio, una catenina d’oro oppure la tanto desiderata macchina fotografica. Oggi, invece, tra i regali più ambiti dai bambini di 9 o 10 anni troviamo facilmente smartphone, tablet, smartwatch e console.
Sono cambiate le mode, naturalmente, ma è cambiato soprattutto il mondo nel quale crescono i bambini.
Per chi ha fatto la Prima Comunione negli anni ’80 o ’90, ricordare i regali ricevuti può significare fare un piccolo viaggio in un’Italia molto diversa da quella attuale.
Prima Comunione negli anni ’90: quali regali si ricevevano?
Negli anni ’90 la Prima Comunione rappresentava per molte famiglie una delle prime occasioni in cui un bambino riceveva un regalo importante e destinato a durare nel tempo.
Tra i doni più tradizionali c’erano sicuramente gli oggetti in oro.
Una bambina poteva ricevere una catenina con crocifisso, un braccialetto, degli orecchini o una medaglietta religiosa. Per i bambini erano frequenti la catenina, il crocifisso o un bracciale.
Spesso erano i nonni o i padrini a scegliere il regalo in oro.
Non necessariamente il bambino ne era entusiasta: a nove anni una catenina poteva essere decisamente meno interessante di un giocattolo. I genitori, però, consideravano quel regalo qualcosa che sarebbe rimasto nel tempo.
L’orologio era uno dei grandi regali della Comunione
Un altro grande classico era l’orologio da polso.
Oggi sembra un regalo quasi curioso per un bambino, perché l’ora viene controllata continuamente sullo smartphone. Negli anni ’90 l’orologio aveva invece un’utilità concreta.
Riceverne uno “da grandi” rappresentava anche un piccolo rito di passaggio.
C’erano gli orologi più eleganti regalati dai parenti e quelli colorati e sportivi che piacevano maggiormente ai bambini. Negli anni ’80 e ’90, inoltre, gli Swatch divennero un vero fenomeno di costume.
L’orologio della Comunione poteva essere conservato per anni e molti adulti di oggi ne hanno ancora uno in qualche cassetto.
La bicicletta: il regalo che faceva impazzire i bambini
Se gioielli e orologi erano spesso scelti dagli adulti, uno dei regali capaci di entusiasmare davvero un bambino era la bicicletta.
Una bici nuova rappresentava libertà.
Negli anni ’90 i bambini trascorrevano generalmente molto più tempo giocando fisicamente insieme agli amici e la bicicletta era uno dei mezzi principali per spostarsi nel quartiere, raggiungere il campetto o semplicemente trascorrere il pomeriggio all’aperto.
Per questo una bella bicicletta poteva diventare il regalo principale della Comunione, magari acquistato insieme da genitori e nonni.
Negli anni ’90 si regalavano anche macchine fotografiche
Un altro regalo che oggi provoca immediatamente nostalgia è la macchina fotografica.
Naturalmente non era quella dello smartphone.
Si trattava delle classiche macchine fotografiche a pellicola, spesso compatte e semplici da utilizzare. Bisognava comprare il rullino, scegliere attentamente cosa fotografare e poi aspettare che le fotografie venissero sviluppate.
Ogni scatto aveva quindi un valore completamente diverso.
Non si facevano cinquanta fotografie dello stesso momento per poi scegliere quella migliore. Si scattava una foto e si sperava fosse venuta bene.
Ricevere una macchina fotografica alla Comunione significava per molti bambini possedere per la prima volta una macchina fotografica tutta loro.
Enciclopedie e libri: regali che oggi sembrano appartenere a un altro mondo
C’era poi un regalo che oggi probabilmente lascerebbe perplesso qualsiasi bambino di dieci anni: l’enciclopedia.
Eppure negli anni ’80 e ’90 era considerata un regalo importante.
Prima di Internet, per fare una ricerca scolastica si consultavano enciclopedie e dizionari. In molte case italiane c’erano interi scaffali occupati dai volumi acquistati a fascicoli o in grandi collezioni.
Alla Prima Comunione potevano quindi arrivare libri illustrati, atlanti, dizionari o vere e proprie enciclopedie.
Erano regali scelti pensando soprattutto al futuro scolastico del bambino.
E poi c’erano le buste con i soldi
Una tradizione non è affatto scomparsa: la busta con i soldi.
Anche negli anni ’90 parenti e amici potevano preferire il denaro a un regalo materiale.
La differenza era forse nella gestione di quei soldi.
Molto spesso finivano direttamente nelle mani dei genitori, che pronunciavano una frase diventata quasi proverbiale:
“Te li mettiamo da parte.”
Una parte poteva essere utilizzata per acquistare qualcosa desiderato dal bambino, mentre il resto veniva conservato.
Oggi il denaro continua a essere uno dei regali più comuni per Comunioni e Cresime, anche se sono comparsi bonifici, carte prepagate e altre forme decisamente più moderne.
Oggi alla Prima Comunione arriva lo smartphone
Facciamo un salto di trent’anni.
Il bambino che si prepara alla Prima Comunione oggi vive in un ambiente completamente diverso.
A nove o dieci anni conosce già YouTube, videogiochi, app, piattaforme streaming e dispositivi digitali. Molti bambini utilizzano già tablet e console e alcuni possiedono o desiderano il loro primo smartphone.
E così il cellulare è diventato uno dei possibili grandi regali della Prima Comunione.
Non significa naturalmente che tutti i bambini lo ricevano o che debba necessariamente essere regalato a quell’età. La decisione dipende dalle scelte educative della famiglia.
Ma lo smartphone ha assunto, per alcune famiglie, il ruolo che una volta potevano avere la bicicletta, l’orologio o la macchina fotografica: il “regalo importante”.
Dall’orologio allo smartwatch
Anche il vecchio orologio della Comunione si è trasformato.
Al posto dell’orologio tradizionale può arrivare uno smartwatch, magari collegato al telefono e capace di registrare attività fisica, notifiche e altri dati.
Lo stesso è successo alla macchina fotografica.
Negli anni ’90 poteva essere un regalo autonomo. Oggi qualsiasi smartphone possiede una fotocamera enormemente più versatile rispetto alle compatte utilizzate dalle famiglie di allora.
Un unico dispositivo ha quindi inglobato diversi regali che un tempo erano separati: telefono, macchina fotografica, videocamera, lettore musicale, sveglia, calcolatrice e, naturalmente, orologio.
Anche la console è diventata il regalo importante
Tra i regali moderni troviamo poi console, videogiochi e accessori gaming.
A dire il vero i videogiochi esistevano naturalmente anche negli anni ’90.
Game Boy, Super Nintendo, Sega Mega Drive e, nella seconda metà del decennio, PlayStation erano sogni molto concreti per i bambini dell’epoca.
Una console poteva quindi essere già allora un regalo eccezionale per una Comunione.
La differenza è che oggi il mondo digitale occupa una parte molto più grande della quotidianità dei bambini.
La Comunione degli anni ’90 aveva un altro sapore
Non sono cambiati soltanto i regali.
Chi ricorda una Comunione degli anni ’90 probabilmente ricorda anche le bomboniere di ceramica, i confetti avvolti nel tulle, le fotografie stampate e raccolte nell’album e i parenti che arrivavano a casa vestiti eleganti.
Non esistevano foto pubblicate immediatamente sui social.
Le fotografie venivano scattate dal fotografo oppure dai familiari e viste soltanto dopo lo sviluppo del rullino.
Il bambino riceveva bigliettini scritti a mano che spesso venivano conservati insieme alle bomboniere e alle fotografie.
In molte case esiste ancora una scatola della Comunione contenente santini, biglietti, confetti ormai durissimi, fotografie e piccoli ricordi.
Era davvero meglio negli anni ’90?
È facile lasciarsi trascinare dalla nostalgia e concludere che una volta tutto fosse migliore.
In realtà ogni generazione desidera gli oggetti simbolo della propria epoca.
Il bambino degli anni ’90 poteva sognare il Game Boy, una mountain bike o una macchina fotografica. Quello di oggi può desiderare uno smartphone, una console o uno smartwatch.
La vera differenza è soprattutto tecnologica e sociale.
Un cellulare moderno non è semplicemente un oggetto: permette l’accesso a Internet, social network, chat, video e contenuti praticamente illimitati. Per questo, quando viene regalato a un bambino, richiede anche regole e supervisione adeguate all’età.
Dal crocifisso allo smartphone: trent’anni di cambiamenti
Guardando i regali delle Comunioni possiamo quasi ricostruire l’evoluzione della società

































