La decisione sulla flessibilità delle pensioni è rinviata al 2016 e non sarà affrontata nella Legge di Stabilità, ma sarà inserita in un disegno di legge successivo.

E’ questa la decisione rivelata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

L’annuncio è stato dato dallo stesso Renzi domenica sera, nel corso del programma “Che tempo che fa”, condotto da Fabio Fazio.

Secondo Renzi “i numeri non sono chiari” ed è necessario rinviare tutto al 2016. Per ora, quindi, non è possibile intervenire con misure che istituiscano una maggior flessibilità in uscita, proprio perché non è chiaro quanto queste “costerebbero” alle Casse dello Stato. I sindacati dal canto loro esprimono la loro contrarietà alla decisione di rinviare all’anno prossimo l’intervento sulla flessibilità pensionistica. Prima su tutti il leader della Cgil Susanna Camusso, secondo quanto riportato dall’ANSA, sottolinea che “è sbagliato rinviare la scelta e pensare si tratti di qualche aggiustamento emergenziale, scaricando gli oneri sui lavoratori”.

Dello stesso parere è Domenico Proietti, Segretario Confederale della Uil, secondo il quale “è un errore gravissimo non affrontare nella Legge di Stabilità il tema della flessibilità di accesso alla pensione.

Si continuano a penalizzare i lavoratori over 62 anni e i giovani che vedono ancora bloccato il turn over per accedere al mercato del lavoro”.

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, afferma che “non si può rinviare la controriforma alla riforma Fornero, abbiamo bisogno subito e già nella legge di Stabilità di un segnale importante. Sarebbe una risposta per le imprese, per i giovani e per tutti i lavoratori”.

Di conseguenza la Legge di Stabilità avrà ad oggetto il taglio delle tasse, Imu e Tasi sulla prima casa, poi Ires e superammortamenti e la riforma pensioni resta nell’agenda del Governo per l’anno prossimo.

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