
Finalmente dall’India si sono espressi
Da tanto, troppo tempo sia spettavano notizie sui due Marò tenuti prigionieri in India. Non era ancora conosciuta la dinamica della pena per i reati commessi e si era parlato anche di pena di morte, prevista dalla legislazione indiana.
Ad oggi è arrivata la notizia circa le volontà del ministero dell’interno indiano, il quale è contrario alla pena di morte per i due marò italiani. Allo stesso tempo, però, è favorevole all’applicazione della legge anti pirateria, chiamata Sua Act, e che prevede, tra le altre pene, anche la morte.
Ora toccherà al procuratore generale Vahanvati risolvere la questione.

































