
La condanna del siciliano è stata infatti annullata
La Cassazione ieri ha annullato una condanna in primo e secondo grado per ingiuria nei confronti di Michele D. A. , un quarantacinquenne siciliano che aveva apostrofato la suocere con una “vipera”, ripetendolo per ben tre volte.
Dopo la denuncia della suocera, e la condanna in primo e secondo grado, la Cassazione ha deciso di annullare il tutto. Questa la motivazione:
“Se è vero che il reato di ingiuria si perfeziona per il sol fatto che l’offesa al decoro o all’onore della persona avvenga alla sua presenza, è altrettanto vero che non integrano la condotta di ingiuria le espressioni che si risolvano in dichiarazioni di insofferenza rispetto all’azione del soggetto nei cui confronti sono dirette e sono prive di contenuto offensivo nei riguardi dell’altrui onore e decoro, persino se formulate con terminologia scomposta ed ineducata”.

































