Listeriosi in gravidanza: rischi e prevenzione

La listeriosi è una grave infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes. Il contagio avviene solitamente con il consumo di alimenti contaminati, in particolare carne, pollame, pesce e prodotti caseari freschi. Questo batterio è diffuso nel suolo e nell’acqua, gli animali possono quindi essere portatori del batterio senza ammalarsi, ma la loro carne risulta infetta e possono contaminare alimenti di origine animale, come i latticini.

Anche le verdure possono risultare contaminate perché venute a contatto con la terra o con il letame utilizzato come fertilizzante.

La listeriosi risulta particolarmente pericolosa per alcune fasce della popolazione, come gli adulti con deficit immunitario, i neonati, gli anziani e le donne in gravidanza. Queste ultime hanno il 20% di possibilità in più di contrarre questa infezione rispetto agli altri adulti sani e i dati finora raccolti hanno evidenziato che un terzo dei casi di listeriosi si verifica durante la gestazione.

Molteplici le conseguenze: nel primo trimestre può causare l’aborto spontaneo, nel terzo trimestre è invece più a rischio la salute della madre, mentre se viene contratta nell’ultima fase della gravidanza, può provocare diversi disturbi nel bambino, come ritardo mentale, paralisi, cecità, problemi cerebrali, cardiaci o renali. La listeriosi può inoltre essere responsabile del parto prematuro.

I sintomi, che possono comparire dopo alcuni giorni o settimane dal consumo dell’alimento contaminato, sono: febbre, dolori muscolari, diarrea o altri sintomi gastrointestinali, mal di testa, torcicollo, stato confusionale, convulsioni, perdita dell’equilibrio.

Se la gestante avverte tali sintomi, è necessario che si rechi subito dal ginecologo, in modo da effettuare gli opportuni esami e intervenire prontamente, in caso di presenza del batterio, contro l’infezione.

La prevenzione è di fondamentale importanza per proteggersi dalla listeriosi. Il batterio responsabile dell’infezione ama gli ambienti freschi e umidi, per cui il frigorifero rappresenta uno dei suoi habitat prediletti, da qui l’importanza di tenerlo sempre perfettamente pulito e disinfettato, ad esempio mediante l’utilizzo dell’aceto.

Devono essere accuratamente lavati, meglio se ad alte temperature, anche gli utensili e contenitori utilizzati per maneggiare e cucinare cibi crudi. Stesso discorso per le superfici della cucina,

Attenzione agli alimenti:

  • Le verdure dovrebbero essere consumate cotte, se le preferite crude, lavatele accuratamente.
  • Lavate e sbucciate la frutta.
  • Fate cuocere bene la carne e il pollame.
  • I cibi pronti e carni già cotte come hot dog, salsicce e simili vanno consumati solo se fatti riscaldare bene, cioè se portati a una temperatura interna pari a 75°.
  • Non bevete il latte non pastorizzato e non consumate alimenti che lo contengono.
  • Evitate i formaggi molli come la feta, il brie, il camembert, il gorgonzola, a meno che sull’etichetta non ci sia scritto espressamente “prodotto con latte pastorizzato”.
  • Gli affettati possono essere mangiati solo se utilizzati come ingrediente di un piatto cotto.
  • Non consumate il pesce affumicato in vendita nel banco freschi, a meno che non venga cotto.

Articolo precedenteMaschera ristrutturante per capelli danneggiati e spenti
Articolo successivoDopo le “focaccine dell’Esselunga , Oel torna con il pezzo “Pezzo Reggaeton”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.