I disturbi del sonno causano contrasti nelle coppie che dormono insieme e mettono a rischio le relazioni.

A scoprirlo è una ricerca effettuata dall‘Università della California, secondo  dormire poco e male porta una mancanza di energia positiva necessaria a mandare avanti la propria relazione. Il risultato è la sensazione di disagio ed irritabilità nei confronti del partner.

Lo studio, è stato svolto dalla psicologa Amie Gordon e presentato nel convegno annuale della Society for Personality and Social Psychologists di New Orleans.  Si è evidenziato che le persone che soffrono di disturbi legati al sonno si interessano meno alla sfera emotiva della vita, tendendo a dare per scontato il rapporto di coppia.
Gli scienziati  hanno evidenziato la relazione di causa ed effetto tra il poco sonno e l’aumento del nervosismo nei confronti di chi ci è’ vicino verso il quale i sentimenti positivi tendono a scemare.
In Italia stando ai dati, una persona su tre  è affetta da disturbi del sonno.
Come è stato  dimostrato, dormire bene serve  a recuperare e conservare le energie, specialmente durante le prime ore, quelle del sonno profondo non-Rem . La qualità del sonno inoltre va ad agire anche il sistema ormonale, quello immunitario e quello cardiocircolatorio.

Le principali erbe che possono aiutare a combattere questi problemi ,  sono l’Escholtzia californica tintura madre, indicata per l’insonnia da nervosismo  la Passiflora incarnata, sedativa ed antispastica, la Valeriana officinalis tintura madre, calmante ed antidolorifica e la Tilia tormentosa (tiglio) macerata, dall’importante azione ansiolitica.

Agopuntura contro i disturbi del sonno in menopausa

Durante primi mesi della menopausa,  oltre ai tipici disturbi come vampate, irritabilità e nervosismo, spesso si presentano problematiche legate al sonno che destabilizzano il benessere psicofisico e la qualità della vita quotidiana.

Per contrastare i sintomi della menopausa un grande aiuto è dato dall’agopuntura: aghi infissi ad adeguata profondità nei punti di flusso dell’energia, come prevede la medicina cinese.

Ciò che ne deriva è una diminuzione degli stati d’ansia e stress, favorendo il riposo notturno, grazie al bilanciamento dell’energia corporea. L’agopuntura svolge la funzione di riequilibrio neuro-ormonale, una soluzione valida e priva di effetti collaterali. Inoltre, con questa tecnica si possono curare molti disturbi del sonno.

Alcune ricerche su questa tecnica effettuate su campioni di donne di età compresa tra i 50 e 67 anni, hanno comprovato l’efficacia. Gli aghi curano l’insonnia con risultati duraturi perché agiscono sui meccanismi profondi del sonno.  Studi in materia provano  che anche le vampate di calore, tipiche di questa delicata fase, diminuiscono. Solitamente gli esperti consigliano una seduta ogni quattro settimane per risultati efficaci e duraturi.

Insonnia e coppia: quale legame esiste?

L’insonnia è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi, dai frequenti risvegli notturni oppure da un risveglio mattutino troppo precoce. Per parlare di un problema clinicamente significativo non basta, però, una singola notte trascorsa in bianco: il disturbo deve ripetersi e avere conseguenze sul funzionamento durante il giorno.

Chi dorme poco può sperimentare:

  • stanchezza;
  • irritabilità;
  • difficoltà di concentrazione;
  • maggiore sensibilità allo stress;
  • calo della motivazione;
  • problemi di memoria;
  • minore capacità di controllare le reazioni emotive.

Tutti questi effetti possono riflettersi inevitabilmente sulla relazione. Una frase innocua può essere interpretata come una critica, una richiesta può sembrare eccessiva e un problema facilmente risolvibile può trasformarsi in una discussione.

Alcune ricerche hanno rilevato che, dopo una notte di sonno insufficiente, nelle coppie possono aumentare le emozioni negative durante una discussione. In uno studio sperimentale, i partner privati del sonno hanno mostrato meno emozioni positive e livelli più elevati di cortisolo durante il confronto su un motivo di conflitto. Si tratta di un’associazione importante, ma non significa che una notte insonne determini necessariamente una crisi sentimentale.

Perché dormire poco favorisce i litigi

Quando siamo riposati riusciamo generalmente a controllare meglio le emozioni, valutare una situazione da più punti di vista e scegliere con maggiore attenzione le parole. La privazione di sonno può invece ridurre la tolleranza alle frustrazioni.

Il partner stanco potrebbe:

  • reagire in modo brusco;
  • interrompere più facilmente l’altro;
  • interpretare negativamente parole e comportamenti;
  • avere meno voglia di collaborare;
  • evitare il dialogo;
  • dimostrare meno affetto e riconoscenza.

Una ricerca dell’Università della California, Berkeley, ha collegato la carenza di sonno anche a una minore manifestazione di gratitudine all’interno della coppia. Quando ci si sente stanchi, infatti, può diventare più difficile accorgersi di ciò che il partner fa e dimostrargli apprezzamento.

Non è dunque soltanto il numero dei litigi a contare. Dormire poco può impoverire quei piccoli comportamenti positivi – ringraziare, ascoltare, mostrare interesse e cercare il contatto – che contribuiscono ogni giorno alla stabilità di una relazione.

Quando l’insonnia di uno disturba anche l’altro

In molti casi soltanto uno dei partner soffre di insonnia, ma le conseguenze possono coinvolgere entrambi. Chi non riesce a dormire può girarsi continuamente nel letto, accendere la luce, utilizzare il telefono oppure alzarsi più volte. Il compagno o la compagna può quindi subire numerose interruzioni del sonno.

Il problema può essere provocato anche da:

  • russamento intenso;
  • sospette apnee notturne;
  • movimenti frequenti delle gambe;
  • orari lavorativi differenti;
  • temperatura della camera non gradita a entrambi;
  • abitudine di guardare la televisione a letto;
  • notifiche e luce dello smartphone;
  • esigenze diverse rispetto a materasso, cuscino e coperte.

Quando entrambi dormono male, aumenta la possibilità che durante il giorno siano stanchi e irritabili. Può così crearsi un circolo vizioso: il sonno disturbato genera tensione, la tensione aumenta l’attivazione mentale serale e questa rende ancora più difficile addormentarsi.

Anche i problemi di coppia possono causare insonnia

Non bisogna considerare soltanto l’effetto dell’insonnia sulla relazione. Anche discussioni, gelosia, insicurezza, distanza emotiva e preoccupazioni per il futuro possono compromettere il riposo.

Dopo un litigio, per esempio, una persona può continuare a ripensare alle parole pronunciate, immaginare nuovi confronti o temere una separazione. Questa attività mentale mantiene elevato lo stato di allerta proprio quando il corpo dovrebbe rilassarsi.

La relazione tra qualità del sonno e soddisfazione sentimentale è quindi complessa e non sempre uguale per tutti. Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha esaminato proprio l’associazione tra sonno e relazioni di coppia, evidenziando un legame generale ma anche risultati non sempre uniformi tra gli studi. Non è pertanto corretto affermare che l’insonnia sia, da sola, una causa diretta di separazione.

Dormire insieme fa sempre bene?

Condividere il letto può offrire una sensazione di vicinanza, sicurezza e intimità. Alcuni dati osservazionali hanno associato il sonno abituale accanto al partner a una minore gravità dell’insonnia e a una maggiore durata del riposo. Tali risultati descrivono però un’associazione e non dimostrano che dormire insieme migliori necessariamente il sonno di ogni coppia. American Academy of Sleep Medicine

Per alcune persone, infatti, la presenza del partner costituisce una fonte di disturbo. Russamento, movimenti, differenze negli orari e preferenze ambientali incompatibili possono rendere il letto condiviso poco riposante.

In questi casi dormire occasionalmente o stabilmente in stanze separate non deve essere interpretato per forza come il segnale di una crisi. Può rappresentare una soluzione pratica, purché sia concordata e non diventi una forma di allontanamento emotivo o una punizione dopo un litigio.

Come proteggere il sonno e la relazione

Il primo passo consiste nel parlare del problema in un momento tranquillo, senza accusare il partner. È più utile descrivere concretamente ciò che disturba il sonno e cercare insieme una soluzione.

Alcuni accorgimenti possono aiutare:

  1. Stabilire orari abbastanza regolari. Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia.
  2. Limitare smartphone e dispositivi digitali. La luce e i contenuti stimolanti possono rendere più difficile rilassarsi.
  3. Evitare discussioni impegnative a letto. Se possibile, i problemi dovrebbero essere affrontati prima e in un ambiente diverso dalla camera.
  4. Ridurre caffeina e alcol nelle ore serali. L’alcol può favorire inizialmente l’addormentamento, ma tende a rendere il sonno più frammentato.
  5. Creare una camera confortevole. Buio, silenzio e temperatura adeguata favoriscono il riposo.
  6. Trovare compromessi pratici. Tappi per le orecchie, mascherina, coperte separate o orari leggermente differenti possono ridurre i disturbi.
  7. Non colpevolizzare chi soffre d’insonnia. Frasi come “basta rilassarti” rischiano di aumentare ansia e frustrazione.
  8. Curare i momenti di intimità. Se si decide di dormire separatamente, è importante continuare a ritagliarsi momenti di vicinanza e dialogo.

Russamento e apnee notturne

Il russamento abituale non deve essere sempre considerato una semplice abitudine fastidiosa. Se è molto intenso e accompagnato da pause nella respirazione, risvegli con senso di soffocamento, mal di testa mattutino o forte sonnolenza diurna, potrebbe essere necessario parlarne con il medico.

Le apnee ostruttive del sonno compromettono il riposo di chi ne soffre e spesso anche quello del partner. Individuare e trattare il problema può migliorare sia la salute sia la serenità domestica.

Quando chiedere aiuto

È consigliabile rivolgersi al medico quando la difficoltà a dormire:

  • si presenta almeno tre volte alla settimana;
  • continua per settimane o mesi;
  • causa sonnolenza, irritabilità o difficoltà nelle attività quotidiane;
  • è accompagnata da ansia o umore depresso;
  • dipende apparentemente da russamento intenso o pause respiratorie;
  • porta ad assumere frequentemente farmaci o alcol per dormire.

Per l’insonnia cronica, uno degli interventi maggiormente studiati è la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia, conosciuta come CBT-I. I farmaci non dovrebbero invece essere utilizzati autonomamente o condivisi con il partner.

Se il sonno è diventato un motivo costante di litigio, oltre alla valutazione medica può essere utile un confronto con uno psicologo o un terapeuta di coppia.

L’insonnia può far finire una relazione?

Non esiste una regola valida per tutti. L’insonnia non condanna una coppia alla separazione, ma può amplificare problemi già presenti e indebolire nel tempo comunicazione, pazienza e intimità.

Riconoscere il problema permette di evitare che la stanchezza venga scambiata per disinteresse o mancanza d’amore. Proteggere il sonno significa anche creare condizioni migliori per ascoltarsi, affrontare i conflitti e vivere con maggiore serenità la relazione.

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