
A Lecco è caduto un jet militare sul monte Legnone, proprio ieri mercoledì 16 marzo.
I due piloti hanno pensato di di salvarsi lanciandosi con il paracadute, ma uno purtroppo non ce l’ha fatta, mentre l’altro risulta gravemente ferito.
In un primo momento, non si conoscevano esattamente i motivi che hanno determinato inizialmente un incendio e in seguito lo schianto. Tuttavia, in base agli ultimi aggiornamenti, si è riuscito a far un po’ più di luce sul caso:
Lecco, jet militare caduto sul monte:
In base a quanto riportato da varie fonti, l’incidente sarebbe avvenuto durante un volo di addestramento.
Il mezzo, un Aermacchi M-346 era partito alle 11 dallo stabilimento di Leonardo Velivoli a Venegono (Varese). Lo schianto è avvenuto sul Monte Legnone, a 2.600 metri di quota, ovvero nell’alto versante lecchese del lago di Como.
Uno dei due piloti è morto e la conferma arriva proprio nelle ultime ore. Egli era un istruttore britannico abbastanza esperto ed aveva una certa esperienza nel settore. Infatti, secondo quanto detto dal Gruppo Leonardo, produttore e proprietario dell’aereo, l’uomo aveva già fatto questa tipologia di voli.
In merito al ferito invece, sappiamo che si tratta di un collaudatore 50 enne torinese, che per fortuna non risulterebbe in gravissime condizioni. Ma cosa avrebbe scatenato una simile tragedia?
Purtroppo nulla è certo per adesso, tant’è che si stanno effettuando una serie di indagini. Si sa soltanto che i piloti”avevano eseguito la manovra di eiezione”, effettuando il lancio con un paracadute.
Tuttavia, stanno provando a comprendere al meglio le dinamiche e l’Aeronautica militare avrebbe aperto un’inchiesta, poiché il velivolo possedeva persino un numero di matricola militare.
L’azienda precisa:“allo stato attuale delle indagini è del tutto prematuro formulare qualsiasi ipotesi sulle cause dell’incidente“.
Insomma, nulla è certo ma di sicuro ci sarà stata una causa ben precisa. Per saperne di più, non ci resta che attendere.

































