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Con l’espressione immunità di gregge (nota anche come immunità di gruppo o immunità di branco) ci si riferisce alla capacità di un gruppo di auto proteggersi da un’infezione.

Ciò accade nel momento in cui gran parte degli individui che ne fanno parte, risultano essere immuni. Per far sì che avvenga tale condizione, è importante che diversi membri abbiano sviluppato la cosiddetta immunità, a seguito della malattia o della vaccinazione.

Insomma, si tratta di una tutela collettiva che avviene in maniera indiretta, attraverso una serie di fattori che abbracciano il mondo della scienza e della statistica.

Immunità di gregge cosa significa

Come vi abbiamo detto poco fa, l’immunità di gregge corrisponde ad una protezione spontanea.

Essa si verifica quando la maggior parte dei componenti di un gruppo sono immuni, in quanto avrebbero già sviluppato gli anticorpi verso un determinato virus. Tant’è che si parla proprio di principio di immunità di gregge, un argomento che ha interessato l’essere umano diverse volte nel corso della storia.

Tra le occasioni più recenti è impossibile non citare il Covid-19. A tal proposito, si sta studiando moltissimo quando si potrà finalmente raggiungere la soglia minima di immunità di gregge, in inglese nota come Herd Immunity Threshold (HIT).

Grazie a questo processo, è possibile contenere l’epidemia. Tuttavia, nel momento in cui si riesce a “compiere la missione”, si andrà verso l’eliminazione completa e definitiva della malattia.

Non si può certo definire un obiettivo facile, poiché bisogna tener conto di una serie di variabili. Basti pensare al fatto che alcune vaccinazioni garantiscono un’immunità temporanea. Di conseguenza, risulta fondamentale sotto stare a dei richiami, in modo da monitorare la situazione a lungo andare.

Immunità di gregge studi

Ma come nasce esattamente il concetto di immunità di gregge?

Le origini di questo studio risalgono ai primi decenni del Novecento.

Pensate che la prima pubblicazione scientifica che ne parlò fu: “La diffusione dell’infezione batterica: il problema dell’immunità di gregge” (in lingua originale “The spread of bacterial infection: the problem of herd immunity”). Essa fa riferimento ad una ricerca condotta da Topley e Wilson nel 1923.

In realtà, una simile teoria si fece un secolo precedente, grazie a vari studiosi come ad esempio il chimico Louis Pasteur e il medico Edward Jenner. Soltanto che loro ipotizzarono più che altro il fatto che molti soggetti immuni avrebbero ridotto le probabilità di trasmissione.                                          

Tuttavia, la prima vera e propria teoria sull’immunità di gregge risale agli anni ’70, basata sul modello matematico di Reed-Frost. Attraverso una serie di calcoli, si arrivò a dedurre quale fosse la soglia minima ideale.

Immunità di gregge dimostrazione

A questo punto ci si chiede: esistono delle dimostrazioni sull’immunità di gregge?

A livello pratico, è difficile fornire una precisa documentazione.

Allo stesso tempo però, si possono fare alcuni esempi riguardanti alcune epidemie che hanno colpito l’umanità.

Tra i più rinomati troviamo quello della rabbia, ossia una malattia infettiva virale presente in varie zone del mondo e che si trasmette dal morso di un canide malato all’uomo. Molti di voi si ricorderanno che nel corso degli anni ’80, la Germania dovette affrontare tale epidemia.

Questo perché si verificarono alcuni decessi nel giro di poco tempo e un grande numero di infetti. Per fortuna, si riuscì a debellarla grazie ad una vaccinazione di massa degli animali selvatici. In che modo riuscirono a fare ciò?

Secondo degli approfonditi studi, si procedette con una somministrazione di cibo trattato. Pertanto, si decise di disporlo in varie zone (ovviamente boschive) e man mano si raggiunse la cosiddetta immunità di gregge.

Chiaramente, non si trattò di un processo rapidissimo, tant’è che ci vollero diversi anni. Ma ciò che conta è senza ombra di dubbio il risultato. Infatti, con l’arrivo del nuovo millennio si verificò un’enorme riduzione di infezioni fino al 2008, anno in cui la Germania dichiarò la rabbia debellata definitivamente.

Immunità di gregge efficacia

Come potete ben vedere, la storia ci insegna che l’immunità di gregge sembrerebbe essere una strategia efficace.

In termini di percentuali, si può assodarla nel momento in cui almeno il 95% dei soggetti presenti in un gruppo risultano essere immuni. Di conseguenza, si andrà verso un totale decorso della malattia e le probabilità di infezione si ridurranno sempre di più.

Bisogna precisare però, che essa riguarda solo ed esclusivamente le malattie che si trasmettono tra individui. Pertanto, non si potrà mai parlare di immunità di gregge nel caso del tetano.

Il miglior metodo per raggiungere l’immunità di gregge è il vaccino. In alternativa, si può ottenere la stessa efficacia tramite contagi di massa: questo però, vorrebbe dire sacrificare molte vite umane, specialmente nel caso in cui si stesse parlando di una malattia grave.

A questo punto ci si chiede: è meglio l’immunità di gruppo o quella individuale?

La prima è sicuramente la più efficace. Il motivo risiede nel fatto che implichi una riduzione (se non proprio una totale estinzione) del ceppo infettivo. Invece, l’immunità individuale non tende affatto a garantire ciò, anzi andrebbe monitorata periodicamente, onde evitare continue ondate epidemiche.

Immunità di gregge Covid-19

Nella prima parte dell’articolo vi avevamo accennato la questione immunità di gregge in riferimento al Covid-19.

E’ un argomento abbastanza gettonato nell’ultimo periodo, vista l’emergenza pandemica. Tutti ci chiediamo quando sarà possibile raggiungerla e la risposta risiede nelle vaccinazioni. Sono tante le incognite che abbiamo sul Coronavirus e proprio per tale motivo, puntare su un’immunità di gregge spontanea sarebbe alquanto rischioso.

Allo stesso tempo, bisogna ammettere che non si sa ancora l’efficacia dei vaccini a lungo andare. La sperimentazione ha avuto inizio soltanto da qualche mese e per poter vedere dei cambiamenti, non ci resta che attendere.

Una cosa è certa: l’aumento delle somministrazioni sta portando ad un calo dell’RT (ossia l’indice di trasmissibilità). Tutto questo ci fa ben sperare verso una futura debellazione nel momento in cui il 95% delle persone risulteranno immuni.

Ma come vi abbiamo appena detto, ci sono ancora tantissime incognite a riguardo. Gli studiosi e i professionisti esperti nel settore ci stanno offrendo numerose teorie sull’immunità di gregge per il covid-19, ma sarà il tempo a darci le dovute risposte.

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