
Quando si parla di depressione bipolare, si fa riferimento ad un disturbo che colpisce tante persone.
Non è un problema da sottovalutare, poiché chi ne soffre tende a fronteggiare una serie di difficoltà, come ad esempio episodi maniacali e fasi depressive. E’ un argomento che richiede molta attenzione: pensate che il disturbo bipolare risulta tutt’ora oggetto di studio da parte di esperti di psicologia.
Ma quali sono le cause e i sintomi della depressione bipolare?
Entrambi sono abbastanza soggettivi: in alcune persone i fattori scatenanti risiedono in alcuni specifici episodi, in altre si tratta proprio di meccanismi inconsci. Dal punto di vista della sintomatologia, il disturbo bipolare si manifesta generalmente con elementi maniacali, come ad esempio:
- Forte agitazione (sia dal punto di vista mentale o fisico)
- Cambiamenti rapidi di pensiero senza accorgersene
- Alta autostima e senso di onnipotenza
- Desiderio irrefrenabile di comunicazione
- Difficoltà nell’interrompere un dialogo
- Estraniazione dal presente e frequenti distrazioni
- Eccessiva attenzione ai dettagli ma allo stesso tempo non curanza di cose essenziali
- Particolari dipendenze (ad esempio estreme fantasie sessuali o il gioco d’azzardo)
Questi sono soltanto alcuni dei sintomi della depressione bipolare ma ce ne sono tantissimi. Sicuramente, il più noto in assoluto riguarda i cambi repentini d’umore. Ciò significa che si passa da attimi di estrema euforia a fasi di pessimismo cosmico, dove la mente vede tutto nero.
Di conseguenza, si va verso dei sintomi depressivi, come ad esempio:
- La perdita di interesse su tanti argomenti
- Il senso di inadeguatezza perenne
- I disturbi del sonno e la perdita di energie
- Pensieri frequenti su morte, suicidio e malattie
- Disturbi alimentari di vario tipo
- Grandi difficoltà nel prendere decisioni
- I problemi di concentrazione
Come vi abbiamo detto poco fa, il disturbo varia a seconda del paziente. Proprio per tale motivo, va fatta una diagnosi accurata.
Depressione reattiva
Diversa dalla depressione bipolare è la depressione reattiva.
Quest’ultima nasce solitamente a seguito di un triste episodio, come ad esempio la perdita di una persona cara, alcuni problemi fisici, un lutto e così via.
Quando si è affetti da depressione reattiva ci si sente tristi ma allo stesso tempo molto coinvolti dal punto di vista emotivo. Può colpire persone di qualsiasi età, anche se a livello statistico sembrerebbe essere maggiormente frequente negli anziani e negli adolescenti.
Dal punto di vista dei sintomi, anche qui si verifica una mancanza di interesse verso molte questioni. All’apatia però, si aggiungono:
- Ansia e agitazione
- Mancanza di autostima
- Pensieri negativi costanti
- Senso di solitudine e abbandono
- Pianto frequente (quasi tutti i giorni)
Inoltre, sembrerebbe che gran parte dei soggetti affetti da depressione bipolare manifestino un certo timore durante la sera. Forse perché il buio e il momento che precede il sonno, porta ad un incremento di pensieri negativi.
Depressione da covid
I casi di depressione sono aumentati moltissimo, specialmente nel corso degli ultimi mesi.
A causa della pandemia, diverse persone hanno dovuto fronteggiare delle problematiche: economiche, sociali, affettive e così via. Senza ombra di dubbio, esse si sono riversate sulla mente: c’è chi ha avuto l’opportunità di stabilire un proprio equilibrio e chi invece lotta frequentemente con ansia, attacchi di panico e crisi depressive.
Proprio per tale motivo, si è parlato di depressione da covid. Ovviamente, anche qui non esiste una sintomatologia ben precisa perché ogni individuo è un caso a sé. Tuttavia, gran parte delle persone che ne soffrono, dichiarano di andare incontro a:
- Ansia spesso immotivata
- Pensieri negativi con possibili scenari catastrofici
- Fobia di perdere le persone care
- Difficoltà nel prendere sonno
- Disturbi alimentari
- Affanno e difficoltà nel respirare
- Ipocondria
Depressione ansiosa
Un’altra distinzione va fatta tra depressione bipolare e depressione ansiosa.
Come suggerisce l’espressione, quest’ultima si incentra su una sintomatologia che vede come protagonista l’ansia. Sono tante le persone che ne soffrono, in particolar modo nei paesi più sviluppati, dove la pressione sociale risulta essere all’ordine del giorno.
La depressione ansiosa solitamente esclude gran parte dei sintomi maniacali. Allo stesso tempo però, essa racchiude quasi tutti i sintomi depressivi che vi abbiamo accennato in precedenza. Di conseguenza, l’individuo affetto dalla patologia, tende a:
- Formulare costanti pensieri negativi
- Riscontrare grossi disturbi nel sonno
- Fuggire dalla gente a tutti i costi (fobia sociale)
- Avvertire un calo di difese immunitarie
- Percepire palpitazioni e difficoltà di concentrazione
Ovviamente, anche qui la sintomatologia è abbastanza vasta e necessita di accurate diagnosi.
Come uscire dalla depressione
A questo punto ci si chiede: come uscire dalla depressione bipolare?
Generalmente, la cura per tale disturbo di basa sulla somministrazione di farmaci.
I più consigliati dagli esperti sono gli antidepressivi e i farmaci stabilizzanti dell’umore. Questi ultimi (come ad esempio il benzodiazepine, i neurolettici o gli antipsicotici) risultano essere indicati per prevenire le crisi anche di tipo maniacale.
Tuttavia, ogni tipo di trattamento richiede una costante osservazione da parte del medico curante. Tra l’altro, bisogna tenere a mente che si sta parlando di cure che richiedono tempo. Proprio per tale motivo, la super visione dev’essere continuativa, in modo tale da constatare i risultati nel giro di varie settimane.
Si tratta di un percorso del tutto soggettivo. Anche dal punto di vista dei dosaggi, ogni paziente affetto da depressione bipolare riceverà delle indicazioni ben precise. E non è sempre detto che la terapia risulti efficace sin da subito: ognuno ha i propri tempi.
Ma non è tutto. Per poter uscire dalla depressione bipolare è altrettanto importante seguire un percorso di psicoterapia. Essa non ha nulla a che vedere con la somministrazione dei farmaci ma si basa su una terapia di tipo cognitiva-comportamentale. E’ un trattamento che non bisogna affatto trascurare, anzi risulta essenziale in pazienti che stanno seguendo una cura farmacologica.
Il motivo risiede nel fatto che la terapia cognitivo-comportamentale mira a vari aspetti, come ad esempio:
- Riconoscere il disturbo e i relativi sintomi
- Ricordare di seguire la cura farmacologica, offrendo al paziente costante motivazione
- Imparare a gestire determinati atteggiamenti ossessivi compulsivi
- Provare a stabilire un equilibrio, riducendo episodi di rabbia
- Lavorare molto sulle cause che lo spingono alla depressione bipolare
- Migliorare la capacità di comunicazione
- Apportare alcune modifiche al proprio stile di vita
E tanto altro ancora…

































