Oggi sarà presentato a Roma un libro interessante anche per i non addetti ai lavori, anzi proprio per noi potrebbe essere una piacevole lettura.
Narra la storia di Giuseppe Dosi un poliziotto molto particolare del secolo scorso.

Nato nel 1891 inizia la carriera come Delegato (funzionario di Pubblica Sicurezza) portando in questo lavoro così rigoroso tutto l’amore che nutre per il teatro e l’arte in genere. Introduce infatti il travestimento, esattamente come fa un attore sul palcoscenico, dando vita a più “persone” con una abilità formidabile anche in termini di risultati investigativi.

Il libro racconta la sua straordinaria esperienza lavorativa e umana che ha visto molti alti e anche molti bassi. Per intenderci, dal manicomio, dove ingiustamente lo avevano internato per una indagine scomoda, alla brillante intuizione della collaborazione con altre Polizie internazionali creando di fatto i presupposti per la nascita dell’Interpol che oggi conosciamo.
Insomma una mente brillante e come si dice: scusate se è poco!
Giuseppe Dosi si occupò tenacemente del caso di Gino Girolimoni accusato di aver violentato e ucciso bambine negli anni Venti.

Dosi riuscì a smontare le accuse, ma ormai Girolimoni aveva perso tutto e morì in disgrazia.

L’autore dei delitti , un pastore anglicano di nazionalità britannica, non pagò per gli orrendi crimini commessi.

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