Gemma e il giallo sul ritardo dell’ambulanza

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Giuliano Gemma è morto all’età di 75 anni in un tragico incidente stradale a Cerveteri. Dal racconto del suo migliore amico, Roberto Di Berardino, trapelano delle perplessità sull’efficacia dei soccorsi, dubbi confermati da altre testimonianze. L’attore poteva salvarsi?

“Non mi hanno voluto in ambulanza con lui. Dal suo sguardo ho capito che stava lottando. Mi mancherà. – racconta l’amico – Eravamo assieme mezz’ora prima. Poi lo schianto a due metri da casa mia, in quell’incrocio maledetto. Mi sono precipitato. Giuliano mi ha dato il suo telefonino e volevo abbracciarlo.”

“Era cosciente – continua – parlava dicendo che i suoi documenti erano nella giacca. L’ambulanza è intervenuta ma è rimasta ferma troppo tempo ed è partita solo quando ne è venuta un’altra. Io non capisco il motivo. Quelli del 118 mi hanno risposto che non poteva andare via perché c’era un bambino ferito. Ma io quel bimbo l’ho visto in piedi e l’ho anche accarezzato. Poi ho seguito Giuliano con la mia auto ma all’ospedale di Civitavecchia non ce l’ha fatta. Non so se sia deceduto prima, ho dei dubbi.”

Le parole di Roberto Di Berardino sono state confermate da altre testimonianze, come quella della signora Federica Palombi “L’incidente è avvenuto di fronte alla mia abitazione e sono scesa subito in strada attorno alle 19,45. L’attore, che nel paese amavano tutti, era vivo ma l’hanno lasciato qui troppo tempo. Non so come funziona ma l’ambulanza, dopo averlo caricato, lo doveva portare via.”

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