Durante la gravidanza l’organismo femminile attraversa numerosi cambiamenti ormonali e fisici che possono influire anche sull’equilibrio intestinale. Stitichezza, gonfiore, digestione lenta e alterazioni della flora batterica sono disturbi piuttosto comuni. Per questo molte donne si chiedono se sia possibile assumere fermenti lattici in gravidanza e se possano avere conseguenze sul bambino.

Nelle gestanti sane i probiotici sono generalmente considerati ben tollerati. Tuttavia, non tutti i prodotti sono uguali e la loro utilità dipende dal ceppo utilizzato, dalla quantità di microrganismi vitali e dal disturbo che si desidera affrontare. Prima di iniziare un integratore è quindi consigliabile chiedere il parere del ginecologo, del medico o del farmacista.

Cosa sono i fermenti lattici

Con l’espressione “fermenti lattici” si indicano comunemente microrganismi capaci di trasformare alcuni zuccheri, producendo acido lattico. Il termine viene spesso utilizzato come sinonimo di probiotici, anche se le due definizioni non coincidono perfettamente.

I probiotici sono microrganismi vivi che, quando assunti in quantità adeguate, possono offrire un beneficio alla salute. I ceppi maggiormente impiegati negli alimenti e negli integratori appartengono soprattutto ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium.

Non è quindi sufficiente che sulla confezione compaia la scritta “fermenti lattici”. Per valutare un prodotto è importante conoscere:

  • il nome completo del ceppo;
  • la quantità di microrganismi vitali;
  • le modalità di conservazione;
  • la dose consigliata;
  • la data di scadenza;
  • l’eventuale presenza di altri ingredienti.

Alimentazione in Gravidanza

L’alimentazione svolge un ruolo di primaria importanza per la nostra salute, ancor di più durante la gravidanza, quando il cibo che assumiamo incide anche sulla regolare crescita del bambino che portiamo in grembo.

Per questo motivo è necessario seguire una dieta sana ed equilibrata, attenendosi scrupolosamente ai consigli del ginecologo. Durante la gestazione, e in taluni casi anche nel periodo che la precede, può essere necessario fare alcune integrazioni alla nostra alimentazione quotidiana.

L’acido folico, ad esempio, è tra gli integratori maggiormente consigliati, dal momento che la sua assunzione aiuta a combattere alcune gravi malformazioni nel bambino, come la spina bifida.

Ma l’acido folico non è l’unico integratore ad essere caldamente raccomandato dai medici: anche i fermenti lattici sono preziosi per il benessere dello futura mamma.

Come già saprete, i fermenti lattici rappresentano un valido aiuto per il normale funzionamento del nostro apparato digerente, in quanto riequilibrano la flora batterica intestinale. Questo potere acquisisce un’importanza ancor maggiore in gravidanza, dal momento che la stipsi è comune a molte donne in stato interessante.

I fermenti lattici, diminuendo i batteri cattivi e incrementando la quantità di quelli positivi, ristabilisce la regolarità intestinale, restituendo così alle future mamme una piacevole sensazione di benessere, aspetto che sicuramente aiuta a vivere più serenamente la gravidanza.

Ma i benefici dei fermenti lattici non finiscono qui. Un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology, infatti, ha rivelato che i fermenti lattici, se assunti durante gli ultimi 2 mesi di gravidanza e nei primi 2 di allattamento, riducono il rischio di eczema nei neonati e lo sviluppo di asma e allergie, soprattutto se le mamme soffrono degli stessi disturbi.

Lo yogurt è l’alimento più indicato per quanto riguarda l’assunzione di fermenti lattici. In commercio ne esistono di vari tipi, alcuni ne contengono più di altri, per cui è importante leggere sempre l’etichetta.

In farmacia è inoltre possibile trovare fermenti lattici in fialetta, ma prima di assumerli è necessario ascoltare il parere del medico.

Fermenti lattici e stitichezza in gravidanza

La stitichezza è frequente durante la gestazione. I cambiamenti ormonali possono rallentare il transito intestinale, mentre la crescita dell’utero può aumentare la pressione sull’intestino. Anche gli integratori di ferro possono contribuire al problema.

Alcuni probiotici potrebbero favorire una maggiore regolarità, ma non rappresentano sempre la prima o l’unica soluzione. È altrettanto importante:

  • bere acqua regolarmente;
  • consumare fibre attraverso frutta, verdura, cereali integrali e legumi;
  • svolgere l’attività fisica consentita dal ginecologo;
  • evitare di ignorare lo stimolo;
  • chiedere al medico come gestire l’eventuale stitichezza provocata dal ferro.

L’American College of Obstetricians and Gynecologists consiglia di contrastare la stitichezza attraverso un’alimentazione ricca di fibre e un’adeguata assunzione di liquidi. ACOG

Fermenti lattici dopo gli antibiotici

Gli antibiotici possono modificare temporaneamente la composizione del microbiota intestinale e causare diarrea o gonfiore. In alcuni casi il medico può consigliare un probiotico specifico.

Se vengono assunti contemporaneamente a un antibiotico, può essere necessario distanziare i due prodotti di alcune ore. Tempi e modalità dipendono però dal medicinale e dal probiotico scelto: è preferibile seguire le indicazioni del medico o del farmacista.

I fermenti lattici non devono sostituire un antibiotico prescritto e non curano da soli un’infezione batterica.

Fermenti lattici, candida e infezioni vaginali

Durante la gravidanza le infezioni vaginali possono diventare più frequenti. Alcuni probiotici vengono proposti per sostenere l’equilibrio della flora vaginale, ma non devono essere considerati un trattamento autonomo per candida, vaginosi batterica o altre infezioni.

Prurito, bruciore, cattivo odore, dolore o perdite insolite richiedono una valutazione medica. Questi sintomi possono dipendere da cause differenti, che necessitano di terapie specifiche e compatibili con la gravidanza.

Assumere probiotici senza una diagnosi può ritardare il trattamento appropriato. Bisogna inoltre evitare lavande vaginali e applicazioni interne non consigliate dal ginecologo.

Possono prevenire il diabete gestazionale?

Alcuni studi hanno valutato l’effetto dei probiotici sulla glicemia e sul rischio di diabete gestazionale, ma i risultati non sono ancora sufficientemente uniformi per raccomandarli come metodo di prevenzione.

Una revisione ha esaminato l’impiego di probiotici e simbiotici nelle donne con diabete gestazionale, ma questo campo richiede ulteriori ricerche prima di formulare indicazioni valide per tutte. Studio indicizzato su PubMed

I probiotici non sostituiscono lo screening previsto durante la gravidanza, l’alimentazione prescritta, l’attività fisica autorizzata o un’eventuale terapia farmacologica.

Probiotici e preeclampsia

Anche il possibile ruolo dei probiotici nella prevenzione della preeclampsia è oggetto di studio. Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha concluso che le prove disponibili sono limitate e non mostrano un effetto certo sul rischio di sviluppare questa complicanza. Studio indicizzato su PubMed

Di conseguenza, i fermenti lattici non possono essere consigliati come strumento per prevenire la preeclampsia. Pressione elevata, forte mal di testa, disturbi visivi, dolore nella parte superiore dell’addome o gonfiore improvviso devono essere comunicati rapidamente al medico.

Come scegliere i fermenti lattici in gravidanza

La scelta dovrebbe essere effettuata in base alla ragione per cui si desidera assumerli. Sulla confezione è utile controllare:

  • genere, specie e ceppo del microrganismo;
  • numero di unità formanti colonia;
  • durata del trattamento;
  • temperatura di conservazione;
  • presenza di allergeni;
  • lattosio, zuccheri o dolcificanti;
  • eventuali vitamine, estratti vegetali o altre sostanze aggiunte.

La presenza di molti ceppi non rende automaticamente un integratore migliore. È più importante che il ceppo sia stato studiato per la specifica necessità.

Un integratore contenente probiotici insieme ad altre sostanze deve essere valutato con particolare attenzione. Alcuni prodotti possono includere vitamine, minerali o estratti vegetali non necessari o non indicati durante la gestazione.

Yogurt, kefir o integratori?

I probiotici possono essere presenti anche in alimenti fermentati come yogurt e kefir. Questi prodotti, se preparati con latte pastorizzato e conservati correttamente, possono rientrare in un’alimentazione equilibrata durante la gravidanza.

È necessario controllare sempre l’etichetta ed evitare latte crudo e derivati non pastorizzati, che possono esporre al rischio di infezioni alimentari. Lo yogurt fornisce anche proteine e calcio, ma non tutti gli yogurt contengono gli stessi fermenti vivi e non hanno necessariamente l’effetto di un probiotico studiato clinicamente.

Il kefir può essere consumato se è prodotto con latte pastorizzato, è stato conservato correttamente e non contiene quantità rilevanti di alcol. In caso di intolleranza al lattosio bisogna scegliere prodotti compatibili con la propria condizione.

Quando e per quanto tempo assumerli

Non esiste un momento della giornata valido per tutti i probiotici. Alcuni prodotti devono essere assunti durante il pasto, altri lontano dai pasti. È necessario rispettare le indicazioni della confezione e quelle fornite dal professionista sanitario.

Anche la durata varia. In alcuni casi può essere consigliato un ciclo breve, mentre in altri il medico può valutare un periodo più lungo. Aumentare autonomamente la dose non assicura risultati migliori e può accentuare gonfiore o disturbi intestinali.

Possibili effetti indesiderati

All’inizio dell’assunzione possono comparire effetti lievi e temporanei come:

  • aumento dei gas intestinali;
  • gonfiore;
  • crampi;
  • cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni;
  • nausea o fastidio digestivo.

È opportuno interrompere il prodotto e contattare il medico se i sintomi sono intensi, persistenti o accompagnati da febbre, vomito, sangue nelle feci, disidratazione o forte dolore addominale.

Una particolare cautela è necessaria in caso di sistema immunitario compromesso, malattie importanti o ricovero ospedaliero. Anche se rare, in persone vulnerabili possono verificarsi infezioni causate dai microrganismi contenuti nei probiotici.

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