Derealizzazione, cause e cura

La derealizzazione è un disturbo che colpisce molte persone.

Chi ne soffre si sente fuori dal corpo ma più che altro estraneo all’ambiente circostante. Tuttavia, si tratta di una problematica del tutto soggettiva, in quanto può insorgere a seguito di vari eventi traumatici o eccessivamente stressanti.

La gente affetta da derealizzazione ha molta difficoltà a percepire tutto ciò che gli sta intorno.

E di tale disagio ne risentono fortemente sia la mente che il corpo, attraverso deficit di memoria o disagi motori. Non bisogna però confonderla con la depersonalizzazione, in quanto quest’ultima porta ad un’elevata perdita della coscienza di sé e del senso di identità. Al massimo, si può soffrire di entrambe contemporaneamente.

Derealizzazione cause

A questo punto ci si chiede quali possono essere le cause della derealizzazione?

Come vi abbiamo detto in precedenza, i fattori scatenanti possono essere molteplici. Solitamente, i principali responsabili sono lo stress ed alcuni traumi, tra cui:

  • Le violenze emotive
  • Gli abusi sessuali
  • I lutti improvvisi

Allo stesso tempo però, alcuni soggetti presentano una certa predisposizione genetica, che si può notare attraverso una serie di atteggiamenti come ad esempio:

  • Cercare di allontanarsi da tante situazioni
  • Risultare spesso vulnerabili
  • Finta autostima
  • Disconnessione totale

Se ad una certa predisposizione si aggiunge lo stress ed altri fattori emotivi, allora il rischio di andare incontro alla derealizzazione è molto alto.

Ma non è tutto. Alcuni soggetti presentano tale disturbo a seguito di un abuso di droghe, in particolar modo THC, MDMA (alias ectasy), allucinogeni, salvia divinorum, ketamina e tante altre ancora.

Derealizzazione sintomi

In termini di sintomatologia, come traspare il problema della derealizzazione?

Essa si manifesta a 360 gradi: ciò significa che coinvolge la mente, la percezioni e gli atteggiamenti, visibili anche dalle movenze. Generalmente, i sintomi sono:

  • Il distacco emotivo dagli avvenimenti
  • La scarsa consapevolezza di ciò che accade
  • La difficoltà nel comprendere gli altri
  • Dimenticare alcuni impegni quotidiani
  • Totale perdizione nei propri pensieri
  • Esperienze distorte e di irrealtà
  • Sentirsi in una campana di vetro

Di conseguenza, la realtà circostante appare inutile, incolore ma soprattutto irreale. Tutto questo porta inevitabilmente a dei problemi in termini di percezione temporale, ma anche tattile, uditiva o visiva. Insomma, entrano in gioco anche i sensi.

Possibili sintomi fisici della derealizzazione:

  • Senso di stordimento
  • Ansia e stato perenne di agitazione
  • Testa pesante e ovattata
  • Spossatezza
  • Formicolio
  • Gesti ossessivo-compulsivi

Derealizzazione diagnosi

Come vi abbiamo già detto in precedenza, la derealizzazione non è un disturbo che si vive in maniera universale.

Pertanto, c’è chi ne soffre in maniera lieve e chi arriva a pensare di essere sulla soglia della pazzia. Il fatto che sia prettamente soggettiva è dato principalmente da alcune varianti, come ad esempio il carattere o il tipo di evento traumatico.

Solitamente, per diagnosticare la derealizzazione, l’esperto valuta i sintomi basandosi sui criteri diagnostici del DSM V, ossia il manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali.

Allo stesso tempo, si andranno ad escludere lesioni cerebrali o altri disturbi facilmente fraintendibili, come ad esempio:

  • Depressione
  • Ansia
  • Bipolarismo
  • Psicosi di vario tipo

Ma non è tutto. Bisognerà tener conto di alcuni fattori molto importanti, tra cui: l’età del paziente, il contesto sociale in cui vive, l’uso di farmaci o droghe e la cultura di appartenenza.

Derealizzazione cura

Nel momento in cui si rileva il disturbo da derealizzazione, l’esperto potrà procedere con la cura.

Quasi sempre si procede con la psicoterapia e/o un trattamento farmacologico, a seconda del caso specifico e della sua entità. La prima, mira a fronteggiare tutti quegli elementi che hanno portato all’insorgenza della malattia ma si basa anche su:

  • Terapia cognitivo-comportamentale, la quale individua tutti quei comportamenti di disagio e li rimpiazza con approcci sani.
  • Terapia dialettico-comportamentale, in riferimento a tutti quei disturbi del comportamento causati da traumi o abusi.
  • EMDR (che sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing), interviene sullo stress che subentra dopo un trauma.
  • Terapia familiare, poiché anche il contesto della famiglia risulta essere fondamentale per scavare a fondo.
  • Musico-terapia o arte, in grado di stimolare la creatività e tutti quei pensieri che restano bloccati nella propria mente.

A questo punto ci si chiede: quali sono i farmaci per curare la derealizzazione?

In realtà, non ci sono dei medicinali ad hoc ma si possono placare alcuni sintomi attraverso gli ansiolitici oppure gli antidepressivi o gli antipsicotici per i casi più delicati.

Derealizzazione si può guarire

Molti non sanno che i sintomi correlati al disturbo di derealizzazione possono talvolta sparire in maniera spontanea. Alcune persone infatti, ne risultano affette in maniera lieve e riescono (inconsciamente o con forza di volontà) a ritrovare la percezione della la realtà circostante.

Diverso il caso di chi sembrerebbe non disposto a cambiare o quantomeno non riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. E senza ombra di dubbio ne risentono i rapporti interpersonali, specialmente gli affetti più cari.

Se la situazione dovesse essere complessa, si consiglia di rivolgersi ad una persona esperta nel settore. Come primo step, va bene anche confidarsi con qualcuno: questo gesto li aiuterà a sentirsi meno soli.

In termini di statistiche, la derealizzazione sembrerebbe non colpire prevalentemente uomini o donne. Anzi, a livello di percentuali risulta coinvolgere i due generi in maniera identica.

Ma non è tutto: ci sono tantissime persone che hanno sofferto nella loro vita di derealizzazione temporanea, senza neanche accorgersene. Magari hanno pensato di sentirsi molto presi da alcune questioni senza badare a tutto ciò che li circondava.

Ciò ci fa ben intuire che la derealizzazione sia molto più frequente in forma lieve e non si tratta di un disturbo anomalo. Anzi, sono in netta minoranza i soggetti che presentano tutta la sintomatologia che vi abbiamo presentato all’inizio.

Inoltre, secondo quanto riportato da varie fonti, essa può insorgere più in fase adolescenziale rispetto all’età adulta. Il motivo risiede nel fatto che da ragazzini si è molto più fragili o sensibili, anche se non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Ribadiamo dunque che si tratta di una questione altamente soggettiva e che può variare di intensità a seconda delle esperienze vissute. Tuttavia, per maggiori informazioni su questo disturbo, affidatevi ad una figura professionale.

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