
La tachicardia ventricolare è una patologia che consiste in un’anomala frequenza cardiaca.
Chi ne è affetto tende a presentare almeno 120 battiti al minuto (quando il valore medio dovrebbe oscillare tra i 60 e i 100). A differenza delle forme classiche, la tachicardia ventricolare nasce appunto dai ventricoli, ossia le camere inferiori nel cuore.
E’ abbastanza rara nei giovani ma tende a presentarsi nei soggetti anziani che non possiedono una cardiopatia organica. Di conseguenza, chi soffre di questo tipo di tachicardia ha una sintomatologia che va oltre al semplice battito accelerato. L’individuo infatti, può avvertire:
- Un senso di stordimento
- Forte debolezza
- Improvviso dolore al petto
- Forte fastidio al torace
- La mancanza di respiro
- La sensazione di svenimento
Come si può ben immaginare, tutti questi sintomi possono destare grande preoccupazione. Specialmente se si parla di persone con età avanzata, si tende a pensare a qualcosa di più grave, come ad esempio infarto o ictus.
La tachicardia ventricolare non va affatto sottovalutata, proprio perché potrebbe scaturire dell’insufficienza cardiaca. Allo stesso tempo però, si può monitorare attraverso una diagnosi approfondita, che si serve dell’elettrocardiogramma (ECG).
A questo punto ci si chiede: esiste un modo per curare la tachicardia ventricolare?
Il trattamento per questa patologia mira al ripristino del normale battito cardiaco. La procedura più idonea per ottenere ciò, si chiama cardioversione ed è appunto uno shock elettrico in grado di stabilizzare la situazione.
Se invece la terapia dovesse essere a puro scopo preventivo, si consiglia una cura farmacologica. Ovviamente, i farmaci interessati variano in base al soggetto specifico. Per maggiori informazioni a riguardo, affidatevi ad un medico esperto nel settore.
Tachicardia come calmarla
Se soffrite di tachicardia comune, la storia cambia totalmente.
Nel caso in cui vi stesse chiedendo come calmare la tachicardia, sappiate che ci sono vari metodi per attenuare il problema. In caso di stress, le soluzioni più gettonate sono: gli esercizi di respirazione, l’aromaterapia e alcuni accorgimenti sull’alimentazione. Vediamoli nel dettaglio.
Per tenere sotto controllo la tachicardia, gli esperti consigliano di concentrarsi molto sulla respirazione.
C’è chi consiglia di inspirare ed espirare molto lentamente, oppure di mettere in atto alcune strategie, come ad esempio la manovra di Valsalva. Essa consiste nel trattenere il respiro per una decina di secondi, spingendo verso il basso. Su YouTube ci sono tanti tutorial su come tenere a bada la tachicardia e sono davvero semplici da mettere in pratica.
In merito all’aromaterapia invece, vi consigliamo l’utilizzo di profumi o incensi che stimolano il benessere. In alternativa, utilizzate gli olii essenziali, come ad esempio quello alla lavanda, al limone o al tè verde. Potete acquistarli in erboristeria ma anche in vari shop online, tra cui Amazon.
Un altro metodo molto interessante su come placare la tachicardia riguarda l’immersione in acqua fredda. Di conseguenza, vi basterà mettere a contatto il viso, il collo o i polsi con acqua fredda (vanno bene anche gli impacchi di ghiaccio) e noterete un rallentamento delle pulsazioni cardiache. Provare per credere.
Infine (e non per ordine di importanza), cercate di prestare molta attenzione a ciò che mangiate. E’ probabile che la tachicardia possa essere dipesa da qualche alimento o sostanza presente in esso, tra cui: caffeina, nicotina, alcol o eccessiva quantità di sale.
Tachicardia dopo mangiato
Se la tachicardia dovesse presentarsi proprio dopo mangiato, l’alimentazione potrebbe essere la principale responsabile.
Come vi abbiamo detto poco fa, è importante tenere sotto controllo il dosaggio di tutti quei cibi che contengono caffeina. Uno degli errori più comuni è credere che essa sia contenuta solo ed esclusivamente nel caffè. In realtà, la caffeina si trova anche nel cioccolato e in altre bevande, come ad esempio la coca cola o il tè ma anche in quelle energetiche. Provate dunque a ridurre il loro consumo.
Tuttavia, se la principale responsabile dovesse essere la caffeina, cercate di non eliminarla totalmente di punto in bianco. Questo perché il corpo ne risentirebbe tantissimo l’astinenza e nel giro di 1-2 giorni potreste riscontrare mal di testa o forte senso di spossatezza.
Cercate inoltre di seguire un’alimentazione sana. Se gli episodi di tachicardia dovessero presentarsi a seguito di pasti pesanti, modificate il vostro menu settimanale. Occhio ai carboidrati e cercate di consumare molta frutta e verdura, in quanto ricche di vitamine e sostanze fondamentali per l’organismo.
Valutate anche se la tachicardia possa essere la conseguenza di qualche farmaco assunto prima dei pasti. Per qualsiasi dubbio a riguardo, rivolgetevi al medico di fiducia o comunque ad una figura esperta nel settore.
In linea generale però, sappiate che la tachicardia dopo aver mangiato è un fenomeno abbastanza comune. Di conseguenza, agitarvi e pensare che possa essere qualcosa di grave, non farà altro che peggiorare ulteriormente la situazione. Tenete a mente che l’aumento del battito cardiaco dopo i pasti può essere dato da un aumento dell’aria nello stomaco. Tutto ciò può portare ad una pressione sul diaframma e a delle alterazioni del ritmo cardiaco. Per contrastare ciò, cercate di incrementare il processo di digestione con una bella passeggiata. Evitate dunque di stendervi o restare troppo tempo seduti.
Reflusso e tachicardia
Tra le varie cause scatenanti della tachicardia compare il reflusso.
Esso non va affatto confuso con la classica pesantezza o acidità di stomaco. Chi ne soffre sa benissimo di cosa stiamo parlando: palpitazioni, dolore al petto, bruciore e dolori al torace che possono in un primo momento spaventare.
Tutto questo porta inevitabilmente a degli scompensi del battito cardiaco e ad un’ampia sintomatologia (del tutto soggettiva), come ad esempio: mal di testa, vertigini, stanchezza, senso di svenimento, difficoltà nel respirare, fastidi allo stomaco e tanto altro ancora.
Pertanto, il principale responsabile di tale fenomeno è lo stomaco. Per porre rimedio, solitamente si consiglia di apportare delle modifiche al regime alimentare, riducendo il consumo di tutti quei cibi che potrebbero causare irritazione alle mucose dello stomaco, tra cui:
- Peperoncino
- Agrumi
- Pomodori
- Caffè
- Aceto
- Cioccolata
Ricordatevi inoltre di seguire alcuni accorgimenti, ad esempio evitare pasti abbondanti e cercare di mangiare lentamente. Esistono anche dei farmaci che favoriscono un rapido svuotamento dello stomaco. Ma in questo caso, rivolgetevi ad un medico per effettuare una diagnosi accurata.

































