Covid, in Indonesia tamponi nasali lavati e riciclati. Cinque gli arresti:

Dall’Indonesia arrivano delle notizie davvero sconcertanti.

Cinque impiegati della Kimia Farma lavavano i tamponi nasali per il Covid e li utilizzavano nuovamente per altri passeggeri in partenza all’aeroporto di Medan.

Si tratta di un vero e proprio scandalo con conseguenze davvero molto gravi. Infatti, secondo quanto riportato dalla BBC, ci sarebbero ben nove mila soggetti sottoposti al riciclo dei tamponi. Adesso, tutte queste persone potrebbero essere dei potenziali positivi, in giro per il mondo. Ciò significa che contribuirebbero alla diffusione del virus.

Per fortuna, si tratta di un caso smascherato in tempo. Infatti, diversi viaggiatori si sono lamentati di aver riscontrato esiti falsi. Così, viste le continue segnalazioni, hanno inviato un agente sotto copertura con il compito di sottoporsi al controllo, che era risultato positivo. Non molto dopo, i suoi colleghi si sono presentati in maniera irruenta nel laboratorio dei test, venendo a conoscenza dello scandalo.

Indonesia, Kimia Farma licenzia i dipendenti

A seguito della scoperta dei kit riciclati, la casa farmaceutica ha licenziato tutti i cinque responsabili.

Ciò che hanno fatto è di sicuro un pericolo, specialmente nell’ottica turismo. Secondo quanto riportato da vari quotidiani e dal Jakarta Post, i tamponi riutilizzati illegalmente sarebbero ben 150. E come possiamo ben immaginare, l’accaduto non passerà di certo indifferente per il settore terziario.

Scatta dunque la diffidenza dei viaggiatori, i quali si sentono messi allo sbaraglio. Come si può pensare di viaggiare all’estero se poi ci si ritrova dinanzi a tali raggiri?

Una cosa è certa: il danno all’economia indonesiana ci sarà. Questo perché risulterà difficile riacquistare la fiducia delle persone, specialmente quelle coinvolte nello scandalo. Le denunce sono partite da 23 testimoni e stando ad una serie di indiscrezioni, la frode (con un valore di oltre 120 mila dollari) sarebbe servita per finanziare la casa di lusso di uno dei cinque arrestati.

Attualmente, si stanno irrigidendo i controlli interni, con la speranza che una storia simile non riaccada mai più.

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