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Secondo la cassazione, amare un’altra persona non giustifica l’intenzione di abbandonare la casa coniugale.

In base a quanto riportato, sarebbe impensabile lasciare allo sbando un nucleo famigliare senza presentare una domanda di separazione. Questo perché l’innamoramento non risulterebbe sufficiente per abbandonare tutto di soppiatto. Di conseguenza, sarà essenziale comunicare ad un giudice le condizioni insostenibili di convivenza tra coniugi.

Insomma, “la storia della mia vita” integrerebbe “per legge la violazione dell’obbligo di coabitazione” tra i coniugi, una violazione dalla quale non si può “non conseguire l’addebito della separazione”.

Tutto nasce a seguito di una storia vera che vede una donna abbandonata più di dieci anni fa. Suo marito infatti, l’abbandonò con la scusante di essersi invaghito di un’altra donna, affermando: “E’ la storia della mia vita, voglio separarmi”.

Dal 2010 ad oggi ne è passato di tempo. Eppure c’è stato il ricorso. All’epoca si era stabilito l’affido congiunto dei figli. Il padre inoltre, aveva l’obbligo di versare per loro 1.200 euro al mese e 700 per la moglie.

Tuttavia, da ciò si escludevano le colpe del marito, perché si dava per sottinteso il fatto che

“la prosecuzione della convivenza materiale fosse divenuta difficile da sopportare per entrambi i coniugi e comunque inidonea a far venir meno la frattura del rapporto coniugale. Dopo l’esternazione bisognava presumere che a quel punto” non c’era altro da fare se non “la presa d’atto dei coniugi della situazione di crisi”.

Cassazione: “Non usare il sentimento come liberi tutti”

Rivisitando la questione, sembrerebbe trattarsi di un ragionamento del tutto errato, basato su “una mera supposizione”.

Pertanto, si mette nuovamente in conto l’idea di procedere con l’addebito, poiché il marito “Non aveva confessato neppure l’esistenza di una relazione extraconiugale già in atto. Bensì solo di nutrire un sentimento affettivo verso un’altra donna, sia stato determinato dal comportamento della moglie, anche in reazione a tale confessione”.

 Insomma, il sentimento verso un’altra persona non è un liberi tutti.

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