
La pagina Facebook “l’ultimo esorcista” ci fa sapere che la corte di Strasburgo difende la blasfemia.
Ecco il post:
DIRITTO ALLA BLASFEMIA. La Corte europea dei diritti dell’uomo, detta Corte di Strasburgo, ha condannato la Lituania per avere proibito una pubblicità in cui Cristo e la Madonna (presentati tatuati e seminudi) vengono utilizzati per vendere prodotti di abbigliamento. Per i giudici di Strasburgo (che non dipendono dalla Ue, ma dall’ancor più funesto e ideologizzato Consiglio d’Europa) la proibizione della blasfemia a fini commerciali violerebbe la “libertà d’espressione”. In nome dei diritti dell’uomo (e dell’incondizionata libertà di vendere merce) il cristianesimo riceve dall’Anti-Europa l’ennesimo schiaffo morale. Gli idoli della merce e del denaro, e l’idolo della “libertà d’espressione” regnano sovrani (naturalmente solo finchè non si toccano gli immigrati, gli omosessuali e altre categorie privilegiate).
Se la Corte di Strasburgo è presieduta dall’italiano Ezio Raimondi (disonore tutto nostro), la sezione della Corte che ha elaborato all’unanimità la sentenza è presieduta da una giudice ucraina che ha studiato negli Usa, Ganna Yudkivska (suppongo una grande amica deli golpisti di piazza Maidan). Esattamente come il comunismo non era un’ideologia buona e generosa che ha portato a funeste realizzazioni, ma un’ideologia cattiva in sè; i diritti umani non sono affatto, al di là delle apparenze umanitarie, un’ideologia buona, ma un’ideologia cattiva in se stessa.
Ancora una volta i “diritti umani” sono infatti lo strumento utilizzato per distruggere l’Europa cristiana. Lo aveva spiegato una volta per tutte il grande controrivoluzionario Louis De Bonald: “La rivoluzione è incominciata con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, e non finirà che con la dichiarazione dei diritti di Dio”. Meditate gente, meditate.
(Martino Mora)

































