Gonfiore sulla punta del gomito causato da borsite olecranica

Borsite del gomito: cause, sintomi e cura

La borsite è un’infiammazione che colpisce le borse, quei piccoli cuscinetti che si trovano tra le ossa e i tendini o muscoli, in prossimità delle articolazioni. Tra le zone colpite vi è il gomito.

Le cause sono da ricercare nei movimenti ripetitivi o nelle posizioni scorrette, come lanciare o sollevare qualcosa sopra la testa molte volte di seguito, oppure appoggiarsi sui gomiti per lunghi periodi di tempo.

Borsite del gomito: sintomi

La borsite si manifesta con gonfiore e arrossamento. Inoltre, l’articolazione colpita risulta più rigida del solito e si avverte dolore quando la si muove o si preme su di essa.

Borsite del gomito: cura

Il trattamento terapeutico consiste nel riposo e immobilizzazione della zona colpita; applicazione della borsa del ghiaccio per diminuire il gonfiore; assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene o il naprossene, in modo tale da alleviare il dolore e diminuire l’infiammazione.

A volte, è possibile che il medico consigli sedute di fisioterapia e iniezioni di corticosteroidi. In caso di infezione, sarà necessario ricorrere agli antibiotici. Solo in rarissimi casi, si procede per via chirurgica.

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Perché viene la borsite al gomito

Una delle cause più comuni è la pressione prolungata sulla punta del gomito. Chi lavora molte ore alla scrivania o svolge attività che richiedono di appoggiarsi frequentemente sui gomiti può sviluppare gradualmente l’infiammazione.

Tra le altre possibili cause rientrano:

  • colpi o cadute sul gomito;
  • piccoli traumi ripetuti;
  • movimenti o attività che esercitano pressione sulla zona;
  • ferite, punture o abrasioni attraverso le quali possono entrare batteri;
  • gotta;
  • artrite reumatoide;
  • precedenti episodi di borsite;
  • alcune condizioni che indeboliscono le difese dell’organismo.

La borsite può comparire anche senza una causa immediatamente riconoscibile. Per stabilirne l’origine, il medico valuta il gonfiore, la presenza di dolore e calore e l’eventuale esistenza di condizioni associate.

Borsite olecranica o epicondilite?

La borsite al gomito viene talvolta confusa con l’epicondilite, conosciuta comunemente come gomito del tennista. Si tratta però di due disturbi differenti.

La borsite olecranica provoca soprattutto un rigonfiamento sulla parte posteriore e sulla punta del gomito. L’epicondilite interessa invece i tendini e causa generalmente dolore nella zona esterna dell’articolazione, spesso accentuato quando si afferra un oggetto, si ruota il polso o si compiono determinati movimenti.

Il dolore nella parte interna può essere collegato all’epitrocleite, chiamata anche gomito del golfista. Formicolio e intorpidimento del mignolo e dell’anulare possono invece suggerire un interessamento del nervo ulnare.

Una visita è utile quando la posizione dei sintomi non è chiara o quando il disturbo non migliora.

Cosa fare in caso di borsite al gomito

Nelle forme lievi e non infettive può essere utile ridurre temporaneamente le attività che esercitano pressione sul gomito.

Durante i primi giorni si può applicare del ghiaccio avvolto in un panno per brevi intervalli. Il ghiaccio non deve essere posizionato direttamente sulla pelle. Anche l’impiego di un’imbottitura o di una gomitiera morbida può aiutare a proteggere la zona durante il lavoro e le attività quotidiane.

È inoltre opportuno:

  • evitare di appoggiare il gomito sulle superfici dure;
  • non massaggiare energicamente il gonfiore;
  • proteggere eventuali tagli o abrasioni;
  • non tentare di bucare o svuotare la borsa;
  • riprendere gradualmente le attività che provocano fastidio.

Gli antidolorifici e gli antinfiammatori non sono adatti a tutti. Prima di assumerli è consigliabile chiedere indicazioni al medico o al farmacista, soprattutto in presenza di altre terapie, problemi gastrici, disturbi renali, gravidanza o allergie.

È possibile far uscire il liquido dal gomito?

Il liquido non deve essere aspirato autonomamente. Inserire un ago nella zona senza le necessarie condizioni di sterilità può provocare un’infezione e complicare il quadro.

Quando è necessario, l’aspirazione viene eseguita dal medico. Una parte del liquido può essere inviata in laboratorio per verificare la presenza di batteri o di cristalli associati alla gotta.

Lo svuotamento della borsa non è indispensabile in tutti i casi. La decisione dipende dalle dimensioni del gonfiore, dal dolore, dalla causa sospettata e dal rischio di infezione o recidiva.

Come viene curata la borsite infetta

Se il medico sospetta una borsite settica, cioè provocata da un’infezione, può prescrivere una terapia antibiotica e valutare l’aspirazione del liquido.

Le forme infettive non devono essere trattate esclusivamente con rimedi casalinghi. Senza una terapia adeguata, l’infezione può diffondersi ai tessuti circostanti e, nei casi più seri, coinvolgere l’intero organismo.

Un intervento chirurgico viene preso in considerazione raramente, per esempio quando l’infezione non risponde alle altre cure o quando la borsite continua a ripresentarsi e limita le normali attività.

Quanto dura la borsite al gomito

I tempi di guarigione non sono uguali per tutti. Una forma lieve può migliorare progressivamente nell’arco di alcune settimane, soprattutto se viene eliminata la pressione responsabile dell’irritazione.

Il gonfiore può però impiegare più tempo a scomparire completamente. Continuare ad appoggiare il gomito o ripetere l’attività che ha provocato il problema può rallentare il recupero e favorire nuove infiammazioni.

Se i sintomi non migliorano, il rigonfiamento aumenta o la borsite ritorna frequentemente, è opportuno rivolgersi al medico per accertarne la causa.

Quando rivolgersi subito al medico

È consigliabile richiedere rapidamente assistenza medica se compaiono:

  • febbre o brividi;
  • pelle molto rossa e calda;
  • dolore in rapido aumento;
  • arrossamento che si estende lungo il braccio;
  • fuoriuscita di pus o altro materiale;
  • ferita aperta vicino al gonfiore;
  • difficoltà importante nel muovere il gomito;
  • deformità dopo una caduta o un trauma;
  • debolezza, perdita di sensibilità o formicolio persistente alla mano.

Anche chi soffre di diabete, assume farmaci che riducono le difese immunitarie o presenta altri problemi di salute dovrebbe chiedere consiglio al medico senza attendere troppo.

Come prevenire nuovi episodi

La prevenzione consiste soprattutto nel limitare la pressione ripetuta sulla punta del gomito. Una protezione imbottita può essere utile durante il lavoro, lo sport e le attività che espongono la zona a piccoli urti.

Chi lavora al computer dovrebbe controllare l’altezza della sedia e la posizione delle braccia, evitando di sostenere il peso del corpo sui gomiti. È importante inoltre pulire e proteggere rapidamente eventuali ferite della pelle.

Dopo la guarigione conviene riprendere gradualmente le attività e osservare se determinati gesti provocano nuovamente gonfiore o dolore. Una borsite ricorrente merita una valutazione medica, perché potrebbe essere associata a una sollecitazione continua, alla gotta o a un’altra condizione infiammatoria.

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