La Banca d’Italia contro bonifici sospetti

Sono mille le segnalazioni sospette individuate dalla Banca d’Italia dal 2009 a oggi. Soldi partiti dall’Italia per finanziare gli jihadisti, ipotizzano gli inquirenti.

Nel 2012, fa sapere Repubblica, quando è iniziata la guerra civile siriana, le transazioni “a rischio” sono state 171, nel 2013 131, per il 2014 non si ha ancora un dato certo ma dovrebbe essere intorno a quelle stesse cifre.

Due i segnali d’allarme principali: “operazioni Italia su estero”, indirizzate verso istituti bancari in Medio Oriente e in Africa, nei Paesi dove c’è un conflitto o in quelli vicini a teatri di guerra, spiega un investigatore, e l’identità del soggetto che dispone il bonifico.

Le somme di denaro sono spesso piuttosto basse, intorno ai 10-12 mila euro.

Intanto, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, fa sapere che sono già 9 i soggetti espulsi dal nostro Paese dalla fine di dicembre perché sospettati di aver legami con il terrorismo jihadista “Abbiamo radiografato un numero si soggetti molto superiore a cento e questo lavoro si sta ulteriormente intensificando”, ha dichiarato il ministro.

Le persone espulse erano “tutte munite di permesso di soggiorno, permesso che avevano da parecchi anni e residenti da anni in Italia.”

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