L’assegno unico ai figli è uno degli argomenti più discussi in assoluto.

Molti di voi si ricorderanno delle novità introdotte con l’arrivo di Draghi. La scorsa primavera infatti, si parlò di un assegno unico valido fino ai 21 anni, dal valore medio di 200-250 per nucleo famigliare.

Secondo quanto riportato da varie fonti, al Governo avevano detto così:

“L’assegno unico e universale è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E’ per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, pertanto le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base”.

Cos’è successo poi?

Dal primo luglio, le famiglie con Isee inferiore a 50.000, possono fare affidamento su questi assegni per i figli. Tuttavia, l’entrata in vigore vera e propria si prevede per il primo gennaio del 2022.

Assegno unico ai figli come richiederlo

A questo punto ci si chiede: come richiedere l’assegno unico?

Per fare la domanda, dovrete innanzitutto collegarvi al sito ufficiale dell’Inps.

Dopodiché, dovrete accedere al servizio specifico, che si chiama “assegno temporaneo ai figli minori“. Per poter fare ciò, sarà necessario possedere la SPID o la CIE. 

A questo punto, potete compilare la richiesta, inserendo i codici fiscali dei genitori e dei minori presenti nel nucleo familiare.

Infine, indicate i dati per ricevere il versamento dell’assegno, ad esempio tramite banca o posta. In qualsiasi caso, sarà fondamentale l’inserimento di un codice IBAN.

Una volta terminata la procedura, l’INPS valuterà se siete idonei a tali sostegni.

Assegno unico ai figli a chi spetta

L’assegno ai minori viene definito ponte.

Quello unico invece, vale fino ai 21 anni.

Per poter usufruire dell’assegno per i figli, bisognerà rientrare nei seguenti requisiti:

  • Avere un ISEE inferiore a 50.000 euro
  • Essere cittadino iitaliano o di uno Stato membro dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o esser suo familiare.
  • Bisogna pagare le imposte sul reddito in Italia;
  • E’ necessario vivere con i figli a carico fino al compimento dei 18 anni
  • Bisogna vivere in Italia ed esserne residente per almeno due anni (non necessariamente continuativi).

Per maggiori informazioni, vi consigliamo di dare uno sguardo al sito ufficiale inps, così da togliervi ogni dubbio.

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