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Anni ’90: gli oggetti che non si usano più

Nostalgici degli anni Novanta? Ecco alcuni oggetti che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Oggetti degli anni ’90

Dalle carte telefoniche al Game Boy, passando per la compilation del Festivalbar al telefono manuale. Sono alcuni degli oggetti risalenti agli anni Novanta che oggi non vengono più utilizzati. Non sono trascorsi tantissimi anni, eppure il mondo si è evoluto a una tale rapidità che queste abitudini sono ormai state superate e sostituite.

Vi ricordate della chat di MSN? Era il mezzo di socializzazione dei teenager degli anni ’90, attualmente soppiantata da Facebook e dagli altri social network. E quante scorribande in sella al mitico Ciao… Per non parlare della sfilza di film e cartoni animati registrati grazie al videoregistratore VHS… Sono sicura che le avete riposte in qualche scatolone e conservate in cantina o in soffitta.

Che facciate parte delle vecchie o della nuova generazione, fare un salto negli anni passati non è mai una perdita di tempo, si ha l’opportunità di conoscere o ricordare usi e costumi appartenenti alla nostra storia.

Gli oggetti simbolo degli anni ’90 che oggi sembrano preistoria

Gli oggetti degli anni ’90 raccontano un’epoca in cui la tecnologia cominciava a entrare nella vita quotidiana, ma non era ancora sempre disponibile. Non esistevano smartphone, piattaforme di streaming o connessioni permanenti: per telefonare fuori casa serviva una cabina, per ascoltare un album bisognava acquistare una musicassetta o un CD e per rivedere un film si utilizzava il videoregistratore.

Molti degli oggetti che allora sembravano indispensabili sono stati sostituiti da un unico dispositivo: lo smartphone. Altri, invece, sono tornati di moda come prodotti vintage o da collezione.

Musicassette e Walkman

Il Walkman permetteva di ascoltare la musica mentre si viaggiava, si passeggiava o si aspettava l’autobus. Era necessario portare con sé le musicassette e sostituirle ogni volta che si desiderava cambiare album.

Le compilation personalizzate erano uno dei regali più romantici dell’epoca. Si registravano le canzoni dalla radio, cercando di evitare la voce del conduttore, oppure si copiavano i brani da un’altra cassetta.

Quando il nastro usciva dal suo alloggiamento, la soluzione consisteva spesso nell’inserire una penna in uno dei fori della musicassetta e farla ruotare lentamente.

Videocassette VHS e videoregistratore

Prima delle piattaforme in streaming, film e programmi televisivi venivano registrati sulle videocassette VHS. Per non perdere una trasmissione bisognava programmare il videoregistratore oppure chiedere a qualcuno di premere il tasto “rec”.

Le videocassette potevano contenere alcune ore di registrazione, ma la qualità diminuiva ogni volta che venivano riutilizzate. Era inoltre necessario ricordarsi di riavvolgerle prima di restituirle alla videoteca.

Nelle case si accumulavano cassette con etichette scritte a mano, spesso contenenti film, cartoni animati, partite di calcio e puntate di programmi televisivi.

Blockbuster e le videoteche

Uno dei rituali del fine settimana consisteva nell’andare in videoteca per scegliere un film. Le custodie erano esposte sugli scaffali, mentre la videocassetta veniva consegnata al momento del noleggio.

Blockbuster divenne uno dei simboli di quell’abitudine. Il cliente doveva restituire il film entro una determinata data e poteva pagare una penale in caso di ritardo.

La diffusione dei DVD, dei servizi on demand e dello streaming ha progressivamente cancellato questo modello. Oggi la scelta avviene direttamente dal televisore, ma molti ricordano con nostalgia il tempo trascorso davanti agli scaffali.

Il telefono fisso e la segreteria telefonica

Negli anni ’90 il telefono di casa era ancora il principale mezzo per comunicare. Per parlare con un amico o con la persona che piaceva bisognava spesso affrontare prima i suoi genitori.

La privacy era limitata: il telefono si trovava generalmente in salotto, in corridoio o in cucina e il cavo impediva di allontanarsi troppo. Alcune case conservavano ancora apparecchi con disco combinatore, sebbene il telefono a ghiera fosse nato molti decenni prima.

La segreteria telefonica registrava i messaggi quando nessuno poteva rispondere. Rientrando a casa, una piccola luce segnalava la presenza di nuove comunicazioni.

Cercapersone e primi telefoni cellulari

Prima della diffusione dei cellulari alcune persone utilizzavano il cercapersone. Il dispositivo riceveva un numero o un breve messaggio e il destinatario doveva poi trovare un telefono dal quale richiamare.

I primi cellulari erano grandi, costosi e dotati di batterie con un’autonomia limitata. I modelli più compatti cominciarono a diffondersi nella seconda metà del decennio.

È opportuno ricordare che il celebre Nokia 3310 arrivò sul mercato nel 2000. Viene spesso associato agli anni ’90 perché rappresenta l’evoluzione diretta dei telefoni utilizzati alla fine del decennio.

Cabine, gettoni e schede telefoniche

Chi si trovava fuori casa poteva utilizzare una cabina telefonica. Dopo i gettoni si diffusero le schede prepagate, disponibili in diversi tagli.

Ogni telefonata consumava progressivamente la banda magnetica della tessera. Prima di comporre il numero era necessario controllare il credito residuo e, se la conversazione durava troppo, la linea poteva interrompersi.

Le schede telefoniche divennero anche oggetti da collezione. Alcune presentavano immagini dedicate a eventi, opere d’arte, pubblicità e ricorrenze particolari.

Game Boy e videogiochi portatili

Il Game Boy fu commercializzato in Europa nel 1990 e accompagnò milioni di bambini durante viaggi, pomeriggi in casa e vacanze. Lo schermo non era retroilluminato e per giocare al buio servivano apposite lampade da collegare alla console.

Tra i titoli più conosciuti figuravano Tetris, Super Mario Land e, nella seconda metà del decennio, i giochi dei Pokémon.

Le cartucce dovevano essere inserite manualmente e i progressi non venivano sempre salvati. Alcuni giocatori annotavano password e codici su quaderni per non perdere i livelli raggiunti.

Tamagotchi, l’animaletto virtuale

Il Tamagotchi arrivò dal Giappone e divenne una delle più grandi mode della fine degli anni ’90. Il piccolo dispositivo a forma di uovo conteneva un animale virtuale da nutrire, pulire e curare.

Il gioco continuava anche mentre il proprietario era a scuola o dormiva. Dimenticare di occuparsi dell’animale poteva provocarne la malattia o la morte virtuale.

Oggi il Tamagotchi viene ancora prodotto in versioni aggiornate ed è diventato anche un oggetto da collezione.

Lettore CD portatile e Discman

Con la diffusione dei compact disc, il lettore CD portatile cominciò a sostituire il Walkman. La qualità del suono era migliore e si poteva passare rapidamente da una traccia all’altra.

Il principale problema era la sensibilità ai movimenti. Camminando o viaggiando su una strada sconnessa, il disco poteva saltare e interrompere la canzone. I modelli successivi introdussero sistemi di protezione elettronica contro gli urti.

Anche i raccoglitori pieni di CD masterizzati, con titoli scritti a pennarello, appartengono alla memoria della fine degli anni ’90 e dei primi Duemila.

Macchine fotografiche usa e getta e rullini

Prima delle fotocamere digitali, ogni fotografia doveva essere scelta con attenzione. I rullini contenevano generalmente 24 o 36 pose e non permettevano di vedere immediatamente il risultato.

Durante le vacanze si utilizzavano spesso le macchine fotografiche usa e getta. Dopo avere terminato il rullino, bisognava portarlo dal fotografo e attendere lo sviluppo.

Soltanto al momento del ritiro si scoprivano foto mosse, occhi chiusi o immagini rovinate dal flash. Le fotografie migliori venivano sistemate negli album e mostrate ad amici e parenti.

Floppy disk

Il floppy disk era utilizzato per trasportare documenti, programmi e piccoli file. La sua capacità era estremamente limitata rispetto ai sistemi attuali, ma per molti studenti rappresentava il principale strumento per trasferire un lavoro dal computer di casa a quello della scuola.

I floppy erano delicati e potevano diventare illeggibili. Il simbolo utilizzato ancora oggi per indicare il comando “salva” in numerosi programmi deriva proprio dalla loro forma.

Enciclopedie e dizionari su CD-ROM

Prima dei motori di ricerca, per trovare informazioni si consultavano enciclopedie cartacee oppure programmi distribuiti su CD-ROM.

Uno dei prodotti più conosciuti era Microsoft Encarta, che conteneva testi, immagini, mappe, filmati e registrazioni audio. Per gli studenti rappresentava una novità straordinaria, anche se gli aggiornamenti richiedevano l’acquisto di una nuova edizione.

Diario scolastico, Smemoranda e Cioè

Il diario non serviva soltanto per annotare i compiti. Le pagine venivano riempite con dediche, fotografie, adesivi, biglietti e frasi tratte dalle canzoni.

La Smemoranda era uno dei diari più desiderati, mentre la rivista Cioè rappresentava un appuntamento molto atteso dalle adolescenti. Conteneva interviste, rubriche, consigli e soprattutto poster da appendere alle pareti della cameretta.

Polly Pocket, Paciocchini e Mio caro diario

Tra i giocattoli più ricordati figurano le Polly Pocket originali, piccoli mondi richiudibili da portare ovunque, e i Paciocchini, pupazzetti colorati e profumati.

Mio caro diario era invece un diario elettronico protetto da una password. Permetteva di registrare informazioni personali, appuntamenti e segreti, offrendo ai bambini l’impressione di possedere un oggetto tecnologico molto avanzato.

Bracciali a scatto, ciucci e tatuaggi choker

La moda degli anni ’90 comprendeva numerosi accessori diventati inconfondibili. I bracciali rigidi si avvolgevano intorno al polso con un colpo, mentre i piccoli ciucci di plastica venivano utilizzati per creare collane, braccialetti e decorazioni per gli zaini.

Il choker elastico nero aderiva al collo e ricordava la forma di un tatuaggio. Dopo molti anni è tornato periodicamente nelle collezioni di moda, confermando il fascino esercitato dall’estetica del decennio.

Festivalbar e compilation estive

Il Festivalbar non era un oggetto, ma le sue compilation rappresentano uno dei ricordi musicali più importanti degli anni ’90.

Ogni estate uscivano generalmente due raccolte, spesso riconoscibili dai colori rosso e blu. Contenevano le canzoni più ascoltate del momento e accompagnavano viaggi in automobile, feste e giornate al mare.

Oggi le playlist digitali svolgono la stessa funzione, ma non possiedono la fisicità delle vecchie cassette e dei CD acquistati nei negozi.

Perché gli oggetti degli anni ’90 ci rendono nostalgici?

Questi oggetti non erano necessariamente più comodi o efficienti di quelli moderni. La nostalgia nasce soprattutto dai ricordi ai quali sono collegati: l’infanzia, la scuola, le prime amicizie, le vacanze e la scoperta della tecnologia.

Le azioni richiedevano più tempo. Bisognava aspettare lo sviluppo delle fotografie, riavvolgere una videocassetta, registrare una canzone dalla radio e attendere che una persona tornasse a casa per poterle telefonare.

Oggi molti di quei dispositivi sono ricercati dai collezionisti e alcuni sono tornati sul mercato in versioni moderne. Il loro valore non dipende soltanto dalla rarità, ma dalla capacità di raccontare un periodo in cui il mondo analogico e quello digitale cominciavano a incontrarsi.

Sfogliate la gallery per qualche minuto all’insegna della nostalgia.

Gallery

fumetti Linus e primi telefoni cordless

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