
Social network e cervello
In che modo l’utilizzo dei social network incide sul nostro cervello? Quali sono gli effetti più comuni legati al loro utilizzo? Il team di AsapScience li ha elencati con un pizzico di ironia.
Sono svariati i modi in cui l’uso di Facebook e Twitter possono alterare i meccanismi cerebrali, quello che accomuna il maggior numero degli utenti è sicuramente la dipendenza. Diversi studi hanno infatti dimostrato che il 5-10% degli utenti online è incapace di controllare il tempo trascorso sui social.
Gli effetti sul cervello sono gli stessi causati dall’abuso di droghe, ovvero le zone intaccate sono quelle legate alle emozioni, ai processi decisionali e all’attenzione. La ragione è da ricercare nel senso di appagamento immediato provocato dai social.
Scopriamo gli altri effetti:
Multitasking: si potrebbe pensare che l’utilizzo di internet migliori la capacità di fare più cose contemporaneamente, viste le innumerevoli pagine che riusciamo a gestire quasi in contemporanea. In realtà l’effetto è esattamente opposto: è stato dimostrato, infatti, che chi fa un uso frequente dei social risulta essere più distratto, incontra maggiori difficoltà nell’immagazzinare le informazioni ed è meno abile nel passare da un compito a un altro.
Vibrazione fantasma: quante volte vi sarà capitato di sentire il cellulare vibrare ma non trovare nessuna notifica. Si tratta della “sindrome da vibrazione fantasma”: siamo talmente abituati a sentirlo vibrare che arriviamo al punto di immaginarcelo. Tale effetto è amplificato dal fatto che ormai non andiamo in nessun posto senza il nostro smartphone!
Dopamina ed egocentrismo: il rilascio di dopamina è più elevato quando, nell’ambito di una conversazione, parliamo di noi. Su facebook ciò riguarda l’80% delle nostre attività, per questo il rilascio di dopamina è maggiore. Insomma, sui social tendiamo ad essere molto egocentrici!
Relazioni interpersonali: a differenza di quanto si è soliti pensare, le relazioni nate online risultano essere più durature rispetto a quelle tradizionali. Il motivo, probabilmente, deve essere ricercato nel fatto che in queste storie, prima di incontrarsi di persona, si passa molto tempo a parlare di passioni, opinioni e gusti personali.
Mark Zuckerberg e le ultime notizie sugli effetti dei social sui giovani
Il dibattito sugli effetti dei social network sul cervello è tornato al centro dell’attenzione dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Meta, la società guidata da Mark Zuckerberg e proprietaria di Facebook e Instagram.
Ad agosto 2026 Meta ha raggiunto negli Stati Uniti un importante accordo con quasi tutti gli Stati e territori americani per chiudere una serie di cause relative all’utilizzo dei social network da parte dei minori. Le contestazioni sostenevano che alcune caratteristiche di Facebook e Instagram fossero state progettate per aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme, contribuendo a un uso compulsivo tra bambini e adolescenti.
L’accordo prevede un pagamento che potrà arrivare fino a 18 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni e l’introduzione di nuove limitazioni destinate agli utenti più giovani.
Meta non ha ammesso di aver agito illegalmente né ha riconosciuto una responsabilità diretta per i problemi psicologici contestati. L’intesa rappresenta comunque un passaggio significativo perché interviene proprio su quelle funzioni accusate da anni di trattenere gli utenti davanti allo schermo.
Cosa prevedono le nuove misure di Meta
Tra le misure previste per gli adolescenti figurano maggiori controlli sul tempo trascorso su Facebook e Instagram.
Le modifiche comprendono:
- un limite giornaliero di utilizzo per gli adolescenti;
- la possibilità per i genitori di modificare determinate impostazioni;
- lo stop alle notifiche durante l’orario scolastico;
- restrizioni nelle ore notturne;
- maggiori controlli sui contenuti riguardanti autolesionismo e bullismo;
- strumenti parentali più completi;
- la possibilità di limitare la riproduzione automatica;
- maggiori protezioni rispetto ai contenuti consigliati;
- verifiche indipendenti sull’applicazione delle misure.
Lo scopo è ridurre gli stimoli che possono favorire l’utilizzo automatico e prolungato delle applicazioni.
Notifiche, scorrimento infinito, riproduzione automatica e raccomandazioni personalizzate non sono elementi casuali. Sono progettati per facilitare il passaggio continuo da un contenuto all’altro, rendendo più difficile interrompere spontaneamente la navigazione.
Zuckerberg e le accuse rivolte a Instagram e Facebook
Durante i procedimenti giudiziari del 2026, Mark Zuckerberg ha respinto le accuse secondo cui Meta avrebbe intenzionalmente rivolto le proprie piattaforme ai bambini di età inferiore ai 13 anni.
Il fondatore di Facebook ha sostenuto che Instagram e Facebook non consentono ufficialmente l’iscrizione agli utenti sotto questa età. Le parti che hanno promosso le cause hanno però presentato documenti e testimonianze con l’obiettivo di dimostrare che i minori rappresentassero comunque una parte importante del pubblico delle piattaforme.
Zuckerberg e Meta hanno inoltre contestato l’idea che esista una relazione semplice e automatica tra utilizzo dei social e problemi psicologici. Secondo l’azienda, il rapporto tra tecnologia e salute mentale è complesso e può dipendere dal tipo di contenuto, dalla modalità di utilizzo, dal tempo trascorso online e dalla situazione personale di ogni adolescente.
Meta sostiene di aver investito per anni in strumenti di protezione, controlli parentali e sistemi destinati a ridurre l’esposizione a contenuti inappropriati.
L’accordo miliardario raggiunto da Meta
Il pagamento previsto dall’accordo potrà arrivare fino a 18 miliardi di dollari, distribuiti nel corso di dieci anni. Una parte delle somme dovrebbe essere destinata a programmi dedicati alla salute mentale dei giovani.
Nonostante la cifra elevata, alcuni esperti ed ex dipendenti di Meta ritengono che le misure non siano sufficienti a modificare radicalmente il funzionamento delle piattaforme.
Le critiche riguardano soprattutto la permanenza di alcuni meccanismi basati sulla personalizzazione e sulla raccolta dei dati. Il modello economico dei social network dipende infatti in larga misura dalla capacità di mantenere gli utenti attivi e mostrare loro pubblicità mirate.
Altri osservatori considerano invece l’accordo un precedente importante, perché attribuisce alle piattaforme una responsabilità maggiore nella protezione dei minori. Non dovrebbero essere soltanto adolescenti e genitori a regolare l’utilizzo: anche le aziende devono progettare servizi capaci di ridurre i rischi.
Instagram Teen Account: come funzionano
Meta aveva già introdotto gli Instagram Teen Account, profili per adolescenti dotati automaticamente di impostazioni più restrittive.
Questi account prevedono:
- profilo privato come impostazione iniziale;
- limitazioni ai messaggi provenienti da sconosciuti;
- filtri sui contenuti considerati sensibili;
- promemoria dopo un determinato periodo di utilizzo;
- modalità notturna;
- maggiore supervisione da parte dei genitori;
- restrizioni alla modifica delle protezioni per gli utenti più giovani.
Nel 2025 le misure sono state estese anche a Facebook e Messenger. Secondo Meta, l’obiettivo è creare un’esperienza adeguata all’età e fornire alle famiglie strumenti più semplici per controllare il tempo e le attività online.
Resta però il problema della verifica dell’età. Un minore può inserire una data di nascita non corretta, evitando così parte delle protezioni. Meta sta sviluppando sistemi basati sull’intelligenza artificiale per individuare gli account appartenenti probabilmente ad adolescenti, anche quando dichiarano di essere maggiorenni.
Meta AI e controllo dei genitori
Nel 2026 Meta ha introdotto anche nuovi strumenti relativi alle conversazioni tra adolescenti e Meta AI.
I genitori che utilizzano la supervisione possono visualizzare le categorie generali degli argomenti affrontati dal figlio con l’assistente digitale nei sette giorni precedenti. Non leggono necessariamente l’intera conversazione, ma possono sapere se le domande hanno riguardato scuola, intrattenimento, salute, benessere, viaggi o altri temi.
Meta ha inoltre annunciato lo sviluppo di avvisi rivolti ai genitori quando un adolescente cerca di parlare con l’intelligenza artificiale di suicidio o autolesionismo.
Questa funzione solleva una questione delicata: proteggere il minore senza cancellare completamente la sua riservatezza. Un adolescente potrebbe infatti confidare a un assistente digitale problemi che non riesce a raccontare direttamente agli adulti.
L’intelligenza artificiale non deve comunque essere considerata un sostituto dello psicologo, del medico o del sostegno familiare.
Come agiscono i social sul sistema della ricompensa
Quando riceviamo un “mi piace”, un commento o una notifica, il cervello può interpretare l’evento come una ricompensa sociale. Questo meccanismo incoraggia a controllare nuovamente l’applicazione per verificare se siano arrivate altre interazioni.
La ricompensa non è sempre prevedibile: alcune volte

































