Niente più bonus cultura

I ragazzi che compiranno 18 anni nel 2018 o nel 2019, non potranno più usufruire del bonus cultura. Quasi 1, 2 milioni di ragazzi, quindi non potranno più accedere all’app che permette loro di spendere 500 euro in prodotti inerenti alla cultura come libri, dischi, biglietti per il teatro o cinema.

Questo stop lo ha deciso il Consiglio di Stato, venerdì scorso con un parere dispositivo. Ciò significa che oltre a bocciare la misura nella sua ultima versione, si rischia di chiudere in modo definitivo il percorso di questo bonus. 

La motivazione che da il ministro dei beni culturali Albero Bonisoli riguardo a questa decisione, è la perplessità che lui stesso ha verso tale beneficio; e per questo motivo è probabile che non vada in suo soccorso dopo la bocciatura di Palazzo Spada. 

Milioni di giovani non potranno beneficiare del bonus

I giudici hanno dovuto esaminare il decreto, e se si fosse modificato il regolamento in vigore, si sarebbe potuto propagare il beneficio ai ragazzi che compiranno 18 anni nel 2018 e nel 2019. 

Il problema però è che l’estensione dei 500 euro per altri 2 anni, poggia su basi troppo deboli. Questo è quello che pensa il Consiglio di Stato. Mancherebbe infatti una legge di rango primario che giustifichi il prolungamento dei tempi. 

A quanto pare, infatti la proroga non è stata inserita nell’ultima legge di Bilancio come era avvenuto negli anni scorsi, ma ha invece optato per una soluzione diversa. 

Si è soltanto limitata a pronosticare  nelle tabelle di stanziamento delle risorse finanziarie del Mibact per il 2018 e il 2019, uno spazio per rinnovare l’agevolazione. Essa quindi viene confermata ma solo in maniera implicita. 

Le alternative per salvare il bonus

Secondo Palazzo Madama, però questa è una soluzione che non regge. Tali dubbi, sono stati anche motivo di una corrispondenza con Palazzo Chigi, che non ha però allontanato queste perplessità. Per cui resta  « la necessità di emanare una norma legittimante di rango primario da porre a base del Dpcm in esame».

A questo punto quindi l’unica strada da prendere è quella di procedere in via regolamentare una volta introdotta la fonte normativa primaria legittimante l’intervento in favore della platea dei nuovi beneficiari, in coerenza con la conferma dello stanziamento finanziario».

In parole semplici quello che si dovrebbe fare è fare un passo indietro, introdurre la proroga di una legge, ed infine procedere attraverso un regolamento di modifica delle regole in vigore. il governo però non sembra aver intenzione di andare in soccorso del bonus Cultura per i diciottenni. 

 

 

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