
La festa della liberazione
Da 73 anni ormai, il 25 aprile in Italia è un giorno di festa .È in questa stessa data che nel 1945 Milano e Torino vennero liberate dalla dittatura fascista e dall’occupazione fascista, destinati a cadere di li a poco anche nel resto della penisola.
L’italia, però non fu liberata ufficialmente in questa data; infatti la resistenza partigiana continuò a combattere anche nei giorni seguenti. Ma allora perché festeggiamo il 25 aprile?
il 25 aprile divenne ufficialmente un giorno di festa nazionale nel 1946, e venne scelta proprio questa data sia per ricordare alcune delle più importanti vittorie conquistate dalla resistenza partigiana, che per festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Da quella data in poi, in Italia inizia un nuovo percorso di riconquista di uno dei diritti fondamentali degli esseri umani: la libertà.
Che cos’era la resistenza partigiana
L’italia deve la sua libertà proprio alla resistenza partigiana ma cos’era? Essa era formata da uomini, donne e giovani che provenivano da diverse classi sociali, economiche e politiche.
Tutti loro, si riunirono proprio per combattere contro le forze naziste e fasciste. I partigiani erano studenti, contadini soldati e antifascisti, che guidarono diverse battaglie di opposizione, sia nel Nord Italia che nel Centro.
La resistenza italiana, quindi era formata da partigiani che cercavano bloccare ed eliminare le forze belliche fasciste e naziste. Al movimento della resistenza, appartenevano altri partiti, come i Comunisti ed i Socialisti, che si unirono alla lotta assieme ai partigiani.
La resistenza diventò così determinata e agguerrita nel combattere i nazifascisti, anche a causa delle sanguinose repressioni attuate proprio da quest’ultimi. Si formò quindi il Comitato di Liberazione Nazionale, che raggruppava in se tutti i partiti antifascisti.
Questo nuovo movimento appena formato, divenne subito molto grande, grazie anche al sostegno sia del Governo che degli alleati, che volevano eliminare definitivamente il regime nazifascista.
Nacquero quindi le brigate. Ognuna di esse era formata da 100 o 300 unità, e tutte presero parte alla lotta per la liberà del popolo italiano.
Nel 1945, migliaia di partigiani si per combattere contro l’occupazione tedesca, e la repubblica di Salò nell’Italia Settentrionale. Il 9 parile di quello stesso anno, i partigiani corsero in aiuto degli alleati, ed il successo fu talmente grande che i tedeschi cominciarono a capire che la sconfitta era vicina.
Le origini della festa della liberazione
Il 10 aprile, il Partito Comunista, assieme al CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), diedero l’ordine di sferrare l’attacco decisivo contro i fascisti.
I partigiani, quindi, cominciarono a scatenare attacchi mirati e ben organizzati, verso le principali città italiane. Il 19 aprile attaccarono Bologna, che venne definitivamente liberata il 21 con l’aiuto degli alleati.
Il 25 aprile, poi i soldati tedeschi e quelli della Repubblica di Salò si ritirarono a Milano e a Torino, ma in entrambe le città erano già in atto delle rivolte popolari.
A Milano, Sandro Pertini, allora partigiano e che sarebbe diventato poi presidente della Repubblica, proclamò uno sciopero generale e d’insurrezione popolare.
Per comprendere al meglio il significato del 25 aprile, basti pensare a come Benito Mussolini fu obbligato a lasciare Milano per andare a rifugiarsi verso Como (Il Duce, venne poi catturato e ucciso dai partigiani dopo due giorni).
Nei giorni successivi, i partigiani continuarono ad arrivare a Milano, e sconfissero anche le ultime resistenze rimaste. Il 28 aprile, giorno in cui Mussolini fu giustiziato, si tenne una grande manifestazione per festeggiare la liberazione di Milano e Torino.
Nei giorni successivi furono liberate anche Genova e Piacenza, e successivamente l‘esercito tedesco firmò l’atto di resa. Anche se la Seconda Guerra Mondiale continuò ancora per qualche giorno, all’inizio del mese di maggio tutte le ribellioni erano ufficialmente finite.
Festa della liberazione: la scelta della data
Come accennato pocanzi, nel 1946 un decreto legislativo, stabilì che gli eventi grazie a cui l’Italia venne liberata, dovevano essere ricordati proprio il 25 aprile. Perciò fu stabilito che in quell’anno venisse annunciata la festa nazionale.
Quell’atto, però aveva validità solo per un anno. Fu nel maggio del 1949, grazie ad una legge scritta da Alcide de Gasperi che venne stabilito che il 25 aprile sarebbe diventato un giorno festivo nel quale celebrare l’Anniversario della Liberazione.
Il vero significato della festa della Liberazione, è quindi quello di ripercorrere i difficili anni della guerra che hanno interessato non solo L’italia, ma un po’ tutta l’Europa. Infatti, anche in altre Nazioni come Olanda ( il 5 maggio), Romania (il 23 agosto), Danimarca (5 maggio) e Norvegia (8 maggio) si ricorda il regime Nazifascista.

































