
L’Esercito Italiano si prepara alla guerra in Ucraina, mettendosi in modalità warfighting.
Ovviamente, non si intende che si recheranno sul posto per combattere ma che inizieranno gli addestramenti nell’eventualità in cui dovesse succedere qualcosa.
Si parla dunque a livello di organizzazione, ad esempio in termini di truppe e navi. Dinanzi a tale situazione drammatica, è impossibile restare indifferenti e bisogna tenersi pronti per qualsiasi eventualità.
Italiani volontari in guerra, la testimonianza di Marco:
Allo stesso tempo però, ci sono alcuni italiani che hanno scelto di andare volontari in guerra.
Sempre con l’obiettivo di difesa e non di combattimento. Un po’ come Marco, il giovane che ha chiesto di arruolarsi per difendere e non per provocare. Vuole salvare più vite possibili. Ecco alcune sue parole riportate da l’Espresso:
“Mi hanno detto che sono il terzo-quarto italiano che ha chiesto di arruolarsi, la maggior parte va all’ambasciata di Roma e gli appartenenti alla legione straniera non passano neanche di lì, hanno dei pass speciali”.
E continua dicendo:
“Noi andiamo per difendere, non per provocare. Non interessa se ci sarà la prigione per me una volta tornato in Italia. Ora voglio andare a salvare vite. Da quello che ho capito stanno mandando tutti a Kiev, perché ceceni e russi stanno circondando la città e puntano ad abbatterla. Lì ci sarà la resistenza, c’è da capire se la Russia vuole fare una carneficina o se è solo pressione psicologica”.
Inoltre, il giovane ha spiegato di aver lasciato già un testamento e di avere origini russe:
“Ho già fatto testamento, so che le probabilità di sopravvivere sono poche, forse meno del 50 per cento. Dimenticavo, sono nato in Russia, da una famiglia russa che non poteva mantenermi, mi hanno messo in un orfanotrofio e sono stato adottato a sette anni. Ho sangue russo, ma lì Putin sta bombardando anche i russi”. (Fonte l’Espresso).

































