
Rischio terrorismo in Italia: il rapporto degli 007
Dopo i fatti di Parigi, tutti i Paesi hanno innalzato la soglia di attenzione contro il terrorismo. All’indomani della strage nella redazione di Charlie Hebdo si sono rincorse voci su un imminente attacco in Italia, prontamente smentite dal ministro degli Interni Angelino Alfano
“Nel sistema delle nostre relazioni con le autorità di sicurezza degli altri Paesi abbiamo ulteriormente verificato l’informazione ripresa da alcuni organi di informazione: a noi non risulta. Quello che invece risulta, e che purtroppo è evidente, è che il Vaticano è stato più volte citato ed evocato nei messaggi dell’autoproclamato Califfo, e la bandiera nera sulla Cupola di San Pietro non è un segno difficile da interpretare e che io non leggo come solo simbolico.”
Per i servizi segreti italiani, che hanno smentito le voci di attentati in preparazione contro San Pietro e la metropolitana di Roma, l’Italia sta vivendo una situazione di rischio preoccupante ma ancora contenuta rispetto ad altri Paesi europei, come spiegato nel rapporto inviato al governo, al Parlamento, al Copasir.
Il costante riferimento all’Italia nei vari audiomessaggi dell’Is sottolinea il ruolo di primo piano che il nostro Paese ricopre negli obbiettivi jihadisti, quadro che si fa ancora più delicato, come spiegato nel documento, per il crescente sostegno da parte degli stranieri di seconda generazione che vivono in Italia e per il noto fenomeno dei foreign fighter.

































