C’è una vicenda che arriva da un paese vicino Pompei che lascia riflettere.
Una giovanissima coppia, lui 21 anni e lei 18, genitori di un bimbo di 4 mesi, si è messa nei guai perché non avendo soldi ha rubato merce in un supermercato.
Ora in questi casi se uno si ferma alle prime parole si arrabbia.

Ma se accade che al Commissariato una volante, chiamata dalla vigilanza privata del negozio, ti porta due ragazzi impauriti dalle conseguenze del loro gesto e vedi che la refurtiva è fatta di omogeneizzati, pannolini, talco e biberon, ci sta che fai una cosa diversa.

Quindi gli fai asciugare le lacrime e paghi il conto per loro. E questo è quanto hanno fatto il dirigente del Commissariato di Pompei Angelo Lamanna con i suoi uomini, quando hanno capito in cosa si erano imbattuti.

E’ bastato uno sguardo tra loro e hanno raccolto i soldi necessari per risarcire il negoziante, senza però venire meno al dovere di raccogliere la querela che lui ha voluto sporgere.

Si tratta di una coppia che cerca di arrangiarsi.

Lei con qualche ora a servizio quando capita e lui a raccogliere ferro con il padre con una vecchia Apetta che ha visto giorni migliori.
In mezzo c’è il piccolo arrivato quattro mesi fa e che tra tutte queste difficoltà è la cosa migliore che sia capitata ai due giovani. E così Angelo, di nome e di fatto (battuta scontata ma vera) e gli altri hanno deciso di dare fiducia a questi ragazzi e di credere alla loro disperazione e vergogna.
Hanno pagato il conto per loro, poco più di 100 euro, perché come ho detto in un’altra circostanza a fare il poliziotto non ti arricchisci, ma magari qualche volta puoi fare un gesto di questo tipo se te lo richiede il cuore.
Certo ora la querela andrà avanti e il giudice valuterà anche il fatto che il commerciante sia stato subito risarcito.

Adesso sta ai due giovani genitori dimostrare di meritare la fiducia e io gli auguro un pizzico di fortuna in più, così che insieme all’amore trovino anche la serenità con dei lavori più stabili.

Per inciso il Commissariato di Pompei è al primo piano di uno stabile e sotto di loro c’è la mensa dei poveri.

Voglio dire con questo che, a furia di vedere gente bisognosa, probabilmente hanno l’occhio allenato a riconoscere la disperazione.

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