Donna che cerca di superare la fine di una relazione sentimentale
Dimenticare un ex significa accettare la separazione e tornare gradualmente a investire nella propria vita.

“Non lo dimenticherò mai”, “Mi sento persa senza di lui”, “Era tutta la mia vita”, “E ora come farò?”..sono alcune delle frasi che le donne tendono a ripetere maggiormente dopo essere state lasciate dal partner, ma rappresentano anche il modo peggiore per affrontare la fine della relazione. Superare una delusione d’amore non è affatto facile, ma neanche impossibile. Non esiste una vera e propria ricetta per dimenticare in fretta l’ex, ma è possibile seguire alcuni utili accorgimenti. Vedrete, vi saranno di grande aiuto!

Dire basta al dolore

È normale soffrire molto quando si viene lasciati dalla persona amata, ma questo dolore non può e non deve durare per sempre. A un certo punto bisogna avere la forza di dire “Basta! Non merito di stare così male!”. È automatico, durante i primi giorni (settimane, mesi…) ci si sofferma a pensare ai bei momenti, ci si interroga sui possibili errori commessi, ci si chiede come sarebbe andata la relazione se questa fosse continuata. Più cercate di non pensarci, più lui compare nella vostra mente. Quello che dovete fare è dare un taglio netto a tutto questo! Spezzare il circolo vizioso, la catena del dolore! Riprendete il pieno controllo di voi e della vostra vita! Non è facile, me ne rendo conto, ma è doveroso farlo, rappresenta il punto di partenza per la vostra rinascita. Continuare a crogiolarvi nei ricordi non vi aiuterà affatto, anzi, impiegherete ancora più tempo per dimenticarlo!

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Riprendere in mano la propria vita

Cercate di tenervi occupate il più possibile. Dedicatevi ai vostri hobby, passioni, buttatevi a capofitto nel lavoro o nello studio, uscite con le amiche, fate tutto ciò che vi fa sentire bene e in pace con voi stesse. Potete vivere anche senza di lui: questa è la regola! Frequentate nuovi posti, arricchite la vostra vita di novità, ampliate le vostre conoscenze, scoprirete che là fuori c’è ancora tutto un mondo da esplorare e che la vostra voglia di vivere non si è conclusa con la fine della relazione con lui.

Restare in contatto

Non è obbligatorio, soprattutto in questa vostra fase di “transizione”, forse un giorno, più in là, quando i vostri sentimenti per lui saranno ormai scomparsi, potreste accettare di mantenere una sorta di legame. Per il momento sarebbe meglio evitare, per quanto possibile, di vederlo e sentirlo. Niente messaggini, chiamate, nessun incontro “casuale” nei luoghi che eravate soliti frequentare, evitate di tenere sotto controllo il suo profilo facebook o chiedere informazioni in giro sul suo conto. Vi fareste solo del male! Quando uscite con le amiche, cercate di non parlare di lui, dedicatevi ad altri argomenti di conversazione.

Se lui è il padre dei miei figli

Qui la questione è un po’ più complessa, non ci si può semplicemente non vedere più. Concentratevi sui vostri figli, la cosa più importante è che loro stiano bene. Per quanto riguarda lui: è e rimarrà il padre dei vostri figli, ma non state più insieme, andate dritte verso la vostra nuova vita.

 

Perché è così difficile dimenticare una persona

Durante una relazione si costruiscono abitudini, aspettative, progetti e una quotidianità condivisa. Quando la storia finisce non manca soltanto la persona, ma anche ciò che rappresentava.

Si può sentire la mancanza di:

  • telefonate e messaggi quotidiani;
  • abitudini costruite insieme;
  • contatto fisico;
  • senso di appartenenza;
  • progetti per il futuro;
  • amici e luoghi condivisi;
  • versione di sé vissuta all’interno della coppia.

La mente tende inoltre a cercare spiegazioni e può ripercorrere continuamente conversazioni, errori e momenti felici. Questo meccanismo può alimentare l’illusione che, trovando finalmente la risposta giusta, il dolore scomparirà.

Comprendere la fine della relazione può essere utile, ma non tutte le separazioni offrono una spiegazione soddisfacente.

Il contatto zero aiuta davvero?

Il cosiddetto contatto zero consiste nell’interrompere temporaneamente telefonate, messaggi, incontri e controlli sui social. Può essere utile quando ogni contatto riattiva speranze, discussioni o forte sofferenza.

Non deve necessariamente essere usato per manipolare l’ex o convincerlo a tornare. Il suo scopo dovrebbe essere creare uno spazio nel quale recuperare lucidità e stabilità emotiva.

Il contatto zero può prevedere:

  • non inviare messaggi;
  • non cercare pretesti per incontrarsi;
  • silenziare o smettere di seguire l’ex;
  • evitare di chiedere informazioni agli amici comuni;
  • mettere da parte foto e oggetti che provocano dolore;
  • non controllare accessi, storie e nuovi follower.

Quando esistono figli, attività lavorative o questioni economiche condivise, interrompere completamente i contatti potrebbe non essere possibile. In questi casi si può mantenere una comunicazione essenziale, educata e concentrata sugli aspetti pratici.

Cancellare o bloccare l’ex sui social?

Non esiste una scelta valida per tutti. Silenziare, smettere di seguire o bloccare un ex può essere una forma di protezione, non necessariamente un gesto infantile.

Vedere continuamente fotografie, commenti e aggiornamenti può spingere a interpretare ogni dettaglio e rallentare il distacco. Anche pubblicare contenuti con il solo obiettivo di suscitare gelosia mantiene il legame emotivo attivo.

È utile chiedersi: “Dopo aver controllato il suo profilo mi sento meglio o peggio?”. Se la risposta è quasi sempre peggio, prendere le distanze rappresenta probabilmente la scelta più sana.

Come smettere di idealizzare l’ex

Con il passare del tempo la mente può selezionare soprattutto i ricordi positivi e attenuare quelli dolorosi. Si rischia così di trasformare la relazione in qualcosa di più perfetto di quanto fosse realmente.

Può essere utile scrivere in modo sincero:

  • cosa non funzionava;
  • quali bisogni non venivano rispettati;
  • quali discussioni si ripetevano;
  • quali compromessi risultavano troppo pesanti;
  • come ci si sentiva nei periodi difficili;
  • perché la relazione è terminata.

Questo esercizio non serve a demonizzare l’altra persona. Aiuta piuttosto a osservare l’intera storia, evitando di ricordarne soltanto le parti migliori.

Cosa fare quando viene voglia di scrivergli

L’impulso di contattare l’ex può comparire all’improvviso, specialmente la sera, durante il fine settimana o dopo aver bevuto alcolici.

Prima di inviare il messaggio si può aspettare almeno qualche ora e scrivere ciò che si vorrebbe dire nelle note del telefono, senza spedirlo. È utile chiedersi:

  • che risposta sto sperando di ricevere?
  • come mi sentirò se non risponderà?
  • cosa accadrà se sarà freddo?
  • questo contatto mi aiuterà davvero?
  • sto cercando una soluzione o un sollievo momentaneo?

Nel frattempo si può telefonare a una persona fidata, uscire a camminare o dedicarsi a un’attività che richieda attenzione. L’impulso tende spesso a ridursi se non viene trasformato immediatamente in un’azione.

Come affrontare le ricadute emotive

Una canzone, un luogo, un profumo o una data possono riaccendere i ricordi anche dopo settimane di apparente serenità. Queste ricadute non annullano i progressi già compiuti.

Quando arriva un momento difficile può aiutare:

  • riconoscere l’emozione senza giudicarsi;
  • evitare di prendere decisioni impulsive;
  • respirare lentamente;
  • parlare con qualcuno;
  • cambiare ambiente;
  • ricordare perché la relazione è finita;
  • aspettare che l’intensità emotiva diminuisca.

Essere ancora tristi non significa necessariamente voler tornare insieme. Talvolta si prova nostalgia per ciò che la relazione avrebbe potuto essere, non per quello che era realmente.

Riempire il vuoto senza fuggire dal dolore

Tenere occupate tutte le ore della giornata può offrire un sollievo temporaneo, ma non sempre permette di elaborare la separazione. È più utile alternare momenti nei quali accogliere le emozioni ad attività capaci di restituire energia.

Possono aiutare:

  • riprendere uno sport;
  • frequentare amici e familiari;
  • tornare a coltivare un interesse trascurato;
  • stabilire piccoli obiettivi;
  • trascorrere tempo all’aperto;
  • regolarizzare sonno e pasti;
  • cambiare alcune abitudini associate all’ex;
  • creare nuovi ricordi in luoghi già condivisi.

L’attività fisica può favorire il benessere e il sonno, ma non deve diventare una punizione contro il proprio corpo.

Iniziare subito una nuova relazione è una buona idea?

Una nuova conoscenza può essere piacevole, ma non dovrebbe essere utilizzata esclusivamente per evitare il dolore o dimostrare qualcosa all’ex.

Prima di iniziare un’altra storia è utile chiedersi se si è realmente disponibili a conoscere una persona oppure se si sta cercando qualcuno che riempia immediatamente il vuoto.

Non è necessario essere completamente indifferenti al passato per tornare a frequentare altre persone. È però importante non confrontare continuamente il nuovo partner con l’ex e non promettere un coinvolgimento che al momento non si è in grado di offrire.

Quando l’ex ritorna

Un messaggio dopo un periodo di silenzio può riaccendere rapidamente le speranze. Prima di rispondere conviene valutare il comportamento complessivo, non soltanto le parole.

Bisogna domandarsi:

  • perché la relazione era finita?
  • il problema è stato realmente affrontato?
  • esistono cambiamenti concreti?
  • entrambi desiderano ricostruire la relazione?
  • c’erano manipolazioni, umiliazioni o violenza?
  • si vuole tornare insieme oppure si teme la solitudine?

La nostalgia non dimostra che la coppia possa funzionare. Un’eventuale riconciliazione richiede responsabilità, dialogo e cambiamenti osservabili.

Se la relazione era tossica o violenta

Quando erano presenti controllo, minacce, stalking, isolamento, violenza fisica, sessuale, economica o psicologica, la priorità non è ottenere una spiegazione dall’ex, ma proteggersi.

È consigliabile:

  • evitare incontri da soli;
  • conservare messaggi e prove;
  • informare persone fidate;
  • modificare password e impostazioni di sicurezza;
  • rivolgersi alle forze dell’ordine se esiste un pericolo;
  • contattare il 1522, servizio nazionale antiviolenza e stalking.

Il momento della separazione può aumentare il rischio nelle relazioni violente. Le decisioni devono quindi essere inserite in un piano di sicurezza costruito con personale competente.

Quanto tempo serve per dimenticare un ex?

Non esiste una durata precisa. Il tempo può dipendere dalla lunghezza della relazione, dalle modalità della rottura, dalla convivenza, dalla presenza di figli e dalle esperienze precedenti.

Il miglioramento può essere riconosciuto attraverso piccoli cambiamenti:

  • diminuisce il bisogno di controllare l’ex;
  • i ricordi diventano meno dolorosi;
  • aumenta l’interesse per altre attività;
  • si riesce a immaginare un futuro differente;
  • la fine della relazione non occupa più ogni pensiero;
  • si recuperano energia, sonno e concentrazione.

Contare rigidamente i giorni può aumentare la pressione. È più utile osservare come cambia la qualità della propria vita.

Quando chiedere aiuto

Una separazione può provocare una fase di forte tristezza. È opportuno parlare con il medico o con uno psicologo quando il malessere non si attenua e interferisce con lavoro, sonno, alimentazione o relazioni.

È particolarmente importante chiedere aiuto se compaiono:

  • umore molto basso per più di due settimane;
  • attacchi di panico;
  • insonnia persistente;
  • isolamento completo;
  • abuso di alcol o altre sostanze;
  • incapacità di svolgere le normali attività;
  • pensieri di autolesionismo o suicidio.

In presenza di un pericolo immediato bisogna chiamare il 112 o recarsi al pronto soccorso.

Superare la fine di una relazione non significa negarne l’importanza. Significa riuscire gradualmente a ricordarla senza permetterle di controllare il presente.

 

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1 commento

  1. E’ veramente doloroso il momento in cui una relazione termina (“la fine di un amore”), ancora più doloroso se si viene lasciati improvvisamente e la relazione ha avuto una durata importante.
    Trattasi – psicologicamente parlando – di un evento stressante (anche traumatico) molto intenso: non tutte le persone, da sole, riescono a sopportarlo, elaborarlo (come andrebbe fatto secondo la più avanzata psicoterapia contemporanea ) oppure ridurne, semplicemente, l’impatto emozionale, desensibilizzandosi dall’evento subito.
    La sofferenza provata dipende, oltre che dalla situazione contingente e dalle aspettative sulle persona amata, dalla soglia di sopportazione individuale e da caratteristiche personologiche, nonché da eventuale predisposizione caratteriale o vulnerabilità biopsichica o sensibilità personale, che dir si voglia (v. in particolare le pagine 26, 27, 65, 68, 80, 89, 175, 236, 249, 262, 277, 286, 358, 402, 449, 474, 539, 540 de “Il manuale pratico del benessere”, patrocinato dal club UNESCO (Ipertesto editore). Comunque in caso di seria difficoltà a superare il momento ed eventuale interferenza importante con la propria vita quotidiana è sempre consigliabile rivolgersi ad un capace ed esperto psicoterapeuta, semplicemente per stare meglio con sé e con gli altri ed affrontare il futuro psicologicamente più rafforzati per aprirsi liberamente verso nuove relazioni riducendo al massimo la probabilità di una eventuale sofferenza futura

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