Un lungo dibattito, che riguarda l’adeguamento dell’età pensionabile a 67 anni: il Pd è in prima linea, per permettere che questo avvenga dal 2019, in seguito all’aumento delle stime Istat sulle speranze della vita.

Il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, invece è molto critico in merito a questa decisione, in quanto asserisce che non tutti i lavori sono uguali e non tutti i lavoratori hanno la stessa aspettativa di vita, in base alle mansioni che svolgono.

Le norme che sono state volute da Berlusconi e poi ritoccate da Monti, devono necessariamente essere riviste e rivalutate, per questo servirebbe una proroga – sempre secondo il Ministro Martina.

La Corte Costituzionale, ha respinto le obiezioni di incostituzionalità, del decreto – legge 65-2015, in merito alla perequazione delle pensioni. Il no della Consulta avrebbe potuto avere un costo pari a 30 miliardi di euro; il bonus Poletti è stato invece definito legittimo per la costituzione, in merito al discorso delle perequazioni pensionistiche.

La norma, relativa alla Legge Fornero del biennio 2012 – 2103 in merito all’adeguamento automatico dell’inflazione delle pensioni, era stata bocciata dalla Corte Costituzionale, nell’aprile del 2015. Per questo motivo, il Ministro del Lavoro Poletti, aveva provato a risolvere tutto stabilendo una restituzione di quanto sottratto, ma non per tutti e non per la cifra totale. Il 100% è stato previsto solamente per quelle pensioni fino a 3 volte il minimo Inps.

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