Tra i diritti dei lavoratori, dopo la pausa pranzo e quella per la sigaretta, arriva la proposta della pausa sesso: 60 minuti regolarmente pagati per tornare a casa dal/dalla coniuge oppure incontrare il proprio partner altrove e fare l’amore, uno dei diritti sacrosanti dell’essere umano.

La proposta molto seria è partita dal 42enne Per-Erik Muskos, membro del consiglio comunale di Övertorneå, cittadina di 2000 abitanti a nord della Svezia (al confine con la Finlandia).

Il sesso fa bene alla salute e le coppie, con i ritmi frenetici che la società impone, non hanno abbastanza tempo per stare insieme.

Un’ora di sesso retribuito per tutti? Probabilmente, questa proposta nasconde una motivazione ben più mirata, di cui vi parleremo più avanti.

Se dovesse passare una proposta del genere, la Svezia potrebbe essere presa d’assalto da gente in cerca di lavoro.

 

Pausa sesso regolarmente pagata

Premesso che l’ora dell’amore (come cantavano i Camaleonti nel 1968) sarebbe regolarmente retribuita, il primo problema che si pone è: come verificare che i lavoratori impieghino l’ora per fare sesso anziché qualcos’altro tipo una passeggiata, shopping, una sana dormita?

La pausa sesso pagata dovrebbe basarsi quantomeno su un rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro.

Il tempo, in Svezia, è così tiranno da non consentire alle coppie di avere il tempo per fare sesso?

 

Svezia: il paradiso dell’impiegato

Dopo finlandesi e francesi, pare che gli svedesi impiegati a tempo pieno siano quelli meno impegnati sul campo, in termini di ore di lavoro. E’ una sorta di paradiso, una cuccagna del lavoratore dipendente, con orario di lavoro breve ed elastico (più o meno come succede in tutto il nord Europa).

La Svezia è stato il primo Paese ad introdurre il congedo per paternità, vanta i più avanzati benefit per i lavoratori di qualsiasi altra nazione (480 giorni di permessi retribuiti per le coppie con figli, solo l’1% di lavoratori impegnati in straordinari).

La giornata lavorativa si è ridotta a 6 ore, le pause caffè in Svezia non solo si sprecano ma per alcune aziende sono obbligatorie: tutto questo pare renda i lavoratori più felici e, di conseguenza, più produttivi.

 

Pausa sesso: un modo per incrementare le nascite in Svezia?

In Svezia, mediamente un impiegato lavora circa 1.612 ore all’anno (il 9% in meno rispetto alla media dei Paesi Ocse) ma per l’assessore Muskos non è ancora abbastanza, bisogna concedersi di più: un’ora di pausa sesso in barba agli impegni lavorativi per guadagnarci in salute, benessere psico-fisico ma anche produttività migliorata sul lavoro.

La proposta della pausa sesso ha fatto sorridere, discutere ma anche sognare.

Abbraccia le richieste di molti lavoratori che, secondo un sondaggio, hanno urgenze sessuali sul posto di lavoro tanto che un’alta percentuale di dipendenti ha ammesso di ricorrere spesso alla masturbazione in bagno sia per scaricare tensione e stress sia per piacere puro.

Oltre ad una questione di benessere e produttività, l’assessore Muskos, con questa proposta, si augura anche qualcos’altro: l’incremento delle nascite in Svezia, con la scusa della pausa sesso.

La realtà è che gli svedesi stanno accusando un calo di libido del 24% rispetto al 1996 e questo si ripercuote anche sulla diminuzione delle nascite.

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