
La parotide è una ghiandola salivare, la più voluminosa in assoluto.
Essa infatti, ha un peso che va oscilla tra i 25 e i 30 grammi. Ha un colore tendente al giallo/grigio e si trova nella zona della mandibola.
In termini strutturali, la parotide presenta un “corpo” principale e due estremità. Talvolta, può succedere che vada incontro ad un’infiammazione, recando alla persona un forte senso di gonfiore e fastidio.
Parotide gonfia cause
Le cause di un ingrossamento della parotide possono essere tantissime.
Tra le più comuni, abbiamo:
- Parotite alias orecchioni (comune nei bambini)
- Scialoadenite
- Sindrome di Sjögren
- Diabete mellito
Scopriamole nel dettaglio!
Parotite
La parotite, nota comunemente come “orecchioni”, è una malattia di origine virale, infettiva e acuta.
E’ molto presente nei bambini. Essa si basa per l’appunto sull’infiammazione delle ghiandole parotidi, generando un aumento di volume e a loro volta dolore.
Negli adulti, non è molto frequente.
A livello stagionale, si presenta principalmente durante il periodo primaverile e il contagio si manifesta quando si è a stretto contatto in ambienti chiuse (ad esempio negli asili o nelle scuole), tramite la saliva o le semplici goccioline respiratorie.
Di solito, il contagio ha una durata di due settimane circa: quella che precede i sintomi e la successiva.
La fase acuta di parotite dura davvero pochissimo (all’incirca 2-3 giorni) e spesso è asintomatica, non recando quindi chissà quali disturbi.
Tuttavia, avere gli orecchioni da piccoli non è di certo una tragedia, anzi. C’è chi dice che possa contribuire ad avere una maggiore protezione contro future infezioni (specialmente in età adulta).
In termini di terapie, non esistono delle vere e proprie cure per la parotite. Nella maggior parte dei casi, sparisce spontaneamente nel giro di poco tempo.
Al massimo, nell’eventualità in cui i sintomi dovessero essere molto forti, il pediatra (o il medico, a seconda dell’età) potrebbe prescrivere degli antidolorifici o antipiretici, se accompagnati da febbre.
Scialoadenite
Un’altra delle possibili cause scatenanti dell’infiammazione alla parotide,è la scialoadenite.
Quest’ultima, si presenta in seguito ad un calcolo ostruttivo o a una iposecrezione ghiandolare.
Essa è molto frequente negli adulti (con età che va dai 50 ai 60 anni) o nei soggetti che soffrono di anoressia (e dunque anche giovani).
Tra i sintomi della scialoadenite, troviamo:
- La febbre e i brividi di freddo
- Un forte senso di fastidio
- Dolore alla ghiandola salivare
- Ascesso mandibolare
- Fuoriuscita di pus
Il senso di gonfiore e fastidio non va assolutamente sottovalutato.
Pertanto, nel caso in cui si dovesse scoprire di essere affetti da scialoadenite, è bene rivolgersi al medico di fiducia.
Egli, analizzando nel dettaglio la situazione, saprà prescrivere la cura più idonea, in base al caso specifico.
Solitamente, quando la ghiandola salivare è infiammata per tale patologia, si procede con un trattamento di antibiotici.
Tuttavia, nei casi più blandi, si può tranquillamente procedere con degli impacchi caldi, i quali andranno a ridurre l’infiammazione.
Sindrome di Sjögren
La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune che insorge nella zona delle ghiandole esocrine.
Si tratta di una patologia infiammatoria, strettamente legata ad una serie di disfunzioni del sistema immunitario. Ciò significa che l’organismo diventa molto più sensibile a virus e batteri, aumentando i rischi di contagio.
Tra le ghiandole esocrine, particolarmente coinvolte nella sindrome di Sjögren, troviamo quelle lacrimali e salivari (e per l’appunto la parotide).
Sono tante le persone al mondo che soffrono di tale malattia. Allo stesso tempo però, attraverso un’accurata diagnosi (che consiste in una serie di esami clinici) è possibile comprendere nel dettaglio le varie cause scatenanti e passare ad un’eventuale terapia.
In linea generale, non esiste un trattamento particolare per questa sindrome ma a seconda del caso specifico, si può procedere con una cura farmacologica, la quale andrà a ridurre il senso di gonfiore e fastidio.
Diabete mellito
Il diabete mellito, rientra tra le malattie metaboliche più note in assoluto (ed allo stesso tempo più frequenti nell’essere umano).
Tuttavia, la sua possibile correlazione con l’ingrossamento della parotide deriva dal fatto che si crea una specie di scompenso metabolico.
Di conseguenza, il corpo va incontro ad una serie di problematiche, che spesso trovano sfogo in una serie di infiammazioni. Una di queste, riguarda proprio le ghiandole salivari.
Altre possibili cause
In realtà, le patologie che vi abbiamo appena presentato, sono soltanto una piccola parte della lista.
Questo perché l’ingrossamento della parotide, può essere conseguenza di tantissime altre problematiche, tra cui la bulimia, la mononucleosi, la tonsillite, la malattia da graffio di gatto, la cirrosi epatica, la calcolosi salivare e tanto altro ancora.
Per poter individuare al meglio la causa scatenante, è necessario sottoporsi ad alcuni esami clinici.
Trattamento
A questo punto ci si chiede: in che modo poter trattare una parotide infiammata?
Innanzitutto, è bene specificare che non esiste una cura universale.
Come vi abbiamo accennato in precedenza, l’ingrossamento delle ghiandole salivari può scaturire da una serie di fattori.
Pertanto, la cura è direttamente proporzionale al tipo di patologia in questione.
Tuttavia, possiamo dire che nei casi meno preoccupanti e forse anche più comuni, il medico consiglia un trattamento a base di antinfiammatori o antibiotici specifici.
Nell’eventualità in cui, si tratti di un qualcosa di più grave (ad esempio accumulo di tessuto adiposo, formazione di calcoli salivari, ascesso e via dicendo), è probabile che sarà richiesto l’intervento chirurgico.
Quest’ultimo non deve assolutamente destare alcun tipo di paura.
Sono davvero rari i pazienti in cui si sono presentate delle complicanze. Affidandosi ad una persona competente, non riscontrerete alcun tipo di problema.
Rimedi naturali
All’inizio dell’articolo, vi abbiamo spiegato che quasi sempre l’infiammazione della parotide non è preoccupante e deriva da una marea di fattori.
Proprio per tale motivo, c’è chi riesce a risolvere tale problematica attraverso dei rimedi naturali.
Il più gettonato in assoluto resta quello degli impacchi caldi (magari a base di camomilla o di altre sostanze emollienti), in quanto consente di rilassare i nervi e di ridurre il gonfiore.
Se proprio tale metodo non dovesse portare ad alcun tipo di soluzione, si può sempre decidere di assumere qualche antidolorifico.
Ma in questo caso, sarà fondamentale consultare prima il proprio medico di fiducia, onde evitare effetti collaterali.

































