Paola Ferrari: "Diletta Leotta? Non può rappresentare le giornaliste italiane"

Secondo Paola Ferrari, Diletta Leotta non può rappresentare le giornaliste italiane.

La bellezza, nel mondo del giornalismo è insufficiente. Ci vuole competenza, professionalità e tante altre doti che a detta della Ferrari, la Leotta non avrebbe. Ne ha parlato proprio recentemente in un’intervista per il Giornale, dove dice così:

“Per me era inconcepibile avere love story con calciatori, avrei perso tutta la credibilità di giornalista che stavo costruendo con una fatica spaventosa. Non era facile sopportare i sorrisi ironici di chi al campo ti vedeva come un’ochetta in cerca di gloria… Diletta Leotta? Quando vedo queste ragazze che usano il corpo per diventare famose, mi arrabbio e sbaglio perché ognuno è libero di fare quello che gli pare. Io invece ho sempre considerato un affronto che qualcuno mi ascoltasse solo perché sono carina. La Leotta non può rappresentare le giornaliste italiane“. (Fonte: Giornale)

Insomma, un duro attacco che non passa di certo inosservato. Chissà se la Leotta replicherà a tutto questo…

Paola Ferrari: “Mi hanno detto che sono un mostro”

Nel corso dell’intervista però, Paola Ferrari ha parlato anche di sé e del suo percorso da giornalista.

Durante la sua carriera ne ha viste di tutti i colori, incluse critiche pesanti da chi non rientrasse nelle sue idee politiche. A tal proposito, ha dichiarato:

“Mai avuto buoni rapporti con la sinistra radical chic ipocrita e moralista. Mi hanno detto cose spaventose, che sono un mostro, che ho lo stucco in faccia, che sono tutta rifatta. Ho pianto e sono stata male. Loro che predicano il rispetto per le donne: che si vergognino”. (Fonte: Giornale)

In merito ai sacrifici fatti in passato invece, dice:

“Sono andata via da casa ragazzina, per mantenermi dovevo lavorare. Vivere da sola non era facile: non ricordo quante volte mi tagliarono i fili della luce e del telefono. Così ho prestato il viso a una casa molto famosa di cosmetici. Mamma e papà non si occupavano molto di me. Ho rischiato tante volte di prendere strade sbagliate. Mi hanno salvato il carattere e la buona stella”. (Fonte: Giornale)

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