
Baby gang sul bus: calci e pugni al conducente
Li ha rimproverati perché davano fastidio, loro lo hanno trascinato giù dal bus e lo hanno picchiato con una ferocia inaudita. È quanto successo a un autista Anm di Napoli, Giuseppe Perna, 55 anni.
“L’autobus era pieno e un gruppetto di ragazzi ha cominciato a dare fastidio. Decidevano loro chi doveva salire e chi doveva scendere, bloccavano le porte con la forza – racconta l’autista in un’intervista a Repubblica – Li ho sgridati perché rischiavano di rompere le porte e perché era un gioco pericoloso. Mi hanno coperto di insulti e parolacce. Sono tornato al mio posto e ho ripreso la marcia. L’autobus era pienissimo.”
Poi l’aggressione “Quattro o cinque fermate dopo, in viale Dohrn, quelli mi sono piombati addosso. Insulti, minacce. È stato un attimo, mi hanno afferrato e mi hanno sbattuto fuori dal bus. Sono caduto con la spalla sul marciapiede. Il dolore è stato lancinante, ma non ho avuto il tempo di capire quanto mi facesse male, perché hanno cominciato a colpirmi con calci e pugni. Soprattutto in testa. Una furia cieca.”
Nessuno dei presenti è intervenuto per fermare i ragazzi “Alcuni adulti si sono indignati, ma intanto quelli mi pestavano. E quando mi sono alzato e ho provato a difendermi ho sentito una voce: ‘Capo attento, sono minorenni, non ti conviene reagire’. Mi sono sentito così impotente, così piccolo…”
Poi l’arrivo di un collega e di una signora che aveva assistito alla scena dall’auto. Quando la polizia è giunta sul posto non vi era più traccia dei ragazzi.
Il 55enne ha riportato una frattura all’omero e varie ecchimosi. Trenta giorni di prognosi.

































